Lo schiaffo di Pisapia alla Chiesa: «Bimbi in adozione anche ai gay»

RomaIl fronte favorevole alle nozze omosessuali si rafforza e affila le armi in vista di quella che appare come una vera e propria battaglia d'autunno. La sequenza di interventi e di affondi verbali sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso si fa sempre più fitta, le argomentazioni sempre più nette, i toni sempre più diretti. Con una platea di politici ansiosa di agitare la nuova bandiera e schierarsi sul fronte ultralaicista.
Il primo ad accendere la scintilla era stato Francesco Rutelli con la sua inattesa apertura. «Se mi trovassi a decidere il destino di un ragazzo orfano, lo affiderei anche a una coppia gay. O anche a un gay single». Il testimone era poi passato a Nichi Vendola che aveva ammesso di volere un figlio. Ieri, invece, è arrivata la presa di posizione del sindaco di Milano Giuliano Pisapia che con la sua giunta ha dato il via libera al registro delle unioni civili. «Sono d'accordo con la possibilità di far adottare figli anche alle coppie omosessuali», dice a Vasto alla festa dell'Idv. «Meglio avere dei genitori, anche se omosessuali, piuttosto che non averne affatto». Un parere opposto a quello dell'attore Rupert Everett, dichiaratamente gay, che proprio su questa tema aveva lanciato il suo monito: «Non riesco a pensare a niente di peggio che essere cresciuto da due papà».
La dialettica politica, in realtà, si sviluppa attorno allo schema di un botta e risposta, diretto o indiretto, con la Chiesa cattolica. Sabato erano stati Benedetto XVI e l'arcivescovo Angelo Scola a richiamare i politici, e in particolare quelli cattolici, a non transigere su temi come la famiglia e l'importanza del matrimonio tra uomo e donna. Un invito «non negoziabile» che sembra scavare un solco sempre più profondo tra moderati e progressisti, con questi ultimi sempre più decisi a inserire questa proposta nel programma politico del centrosinistra.
Vendola, ad esempio, sabato non si era fatto sfuggire l'occasione per una dura replica al Papa. L'invito rivolto al Santo Padre era stato quello di tenersi fuori dal dibattito sulle unioni omosessuali: «In una società pluralista non si può immaginare che una morale confessionale diventi di Stato. Il mondo cattolico è difficilmente unificabile da un messaggio come quello. Ma già in altre stagioni i cattolici hanno disobbedito al magistero del Vaticano. Non si può regredire al Risorgimento». Senza dimenticare che ieri, tanto per chiudere il cerchio, è arrivata l'ultima iscrizione al partito dei «pro-nozze» con la presa di posizione di Luigi De Magistris. «È necessario quanto prima legiferare. Si avverte un vuoto normativo che risulta, oltre che ingiusto di principio, anche anacronistico essendo il Paese maturo per una nuova stagione di diritti».
Se il centrosinistra si affanna, il centrodestra osserva senza alzare troppo i toni le fughe in avanti degli avversari. Chi avanza un'obiezione è Ignazio La Russa. «Ma Pisapia che vuole dare a un bimbo genitori adottivi dello stesso sesso con la scusa che meglio una coppia gay che senza genitori, non sa o fa finta di non sapere che sono migliaia le coppie etero in attesa di ottenere bimbi in adozione oltre a quelli esclusi per antiquati limiti di età?».