Sel cancella il Pd pro Tav

Che il partito di Nichi Vendola fosse ostaggio dei violenti No Tav era ben noto, vista la vicinanza politica e ideologica tra Sel e i no global che minacciano il cantiere della Valsusa dell'Alta velocità dove si sta costruendo la Torino-Lione. Ma adesso i contestatori dettano anche l'agenda e persino gli inviti alle feste. È successo al senatore Pd Stefano Esposito, uno dei (pochi) democrat favorevole alla grande opera. L'esponente torinese era stato invitato alla kermesse di Sel a Torino del 28 settembre come ospite per discutere di «larghe intese». Poi però il partito di Vendola si è rimangiato tutto, ufficialmente per «motivi di ordine pubblico». A renderlo noto lo stesso Esposito, che sulla bacheca di Facebook non le ha mandate a dire al governatore della Puglia: «Il segretario Sel è liberissimo di farsi dettare il programma della propria festa da qualche No Tav che minaccia contestazioni. Ma per quanto mi riguarda le contestazioni non le ho mai temute e la tutela della mia incolumità non mi ha mai portato a fare passi indietro».