Ok dal Senato alle quote rose dal 2019. Provvedimento alla Camera

Le liste dovranno contemplare la parità di genere. Una norma transitoria si applica già da maggio

Con 157 sì e 34 no, 23 gli astenuti, il Senato ha dato il via libera al disegno di legge sulle quote rosa, che prevede, a partire dalla elezioni Europee del 2019, l'introduzione della parità di genere nelle liste elettorali e candidati di sesso diverso per le prime due posizioni in lista. 

L'intesa trovata da Partito Democratico, Nuovo Centodestra e Forza Italia contempla anche una norma transitoria, già valida per le elezioni di maggio. Nel caso si esprimano tre preferenze, la terza sarà valida soltanto se nei tre nomi saranno rappresentati entrambi i sessi.

L'approvazione del ddl a Palazzo Madama è arrivata tra qualche mal di pancia. Scelta Civica ha votato a favore, ma soltanto per "disciplina di maggioranza". I Popolari per l'Italia hanno scelto l'astensione, valida al Senato come voto contrario. Sel ha preferito non partecipare al voto e M5S si è espresso contro. Il provvedimento passerà ora alla Camera.

Commenti
Ritratto di ..free.bird....

..free.bird....

Gio, 20/03/2014 - 13:13

le quote rosa sono l'ennesima porcata incostituzionale, ma data la "qualità" dei nominati in parlamento non è realistico aspettarsi di meglio

tbcmrz

Gio, 20/03/2014 - 13:38

E' una grande stronzata. D'accordo che in scheda compaiano sia uomini che donne, ma perche' devo essere obbligato a votare una donna, se quella/quelle in scheda non mi danno fiducia? Che fine fa il mio diritto di scelta? A queste condizioni non votero'

Ilpassatorcortese

Gio, 20/03/2014 - 13:56

Ci obbligheranno anche a votarle?

NON RASSEGNATO

Gio, 20/03/2014 - 13:57

Altrimenti se una non vale nulla chi vuoi che le dia il voto?PIU' COMPETENZA e meno buffonate, ma è difficile aspettarsela coi "politici" che ci siamo scelti. La prima colpa è nostra.

roberto.morici

Gio, 20/03/2014 - 14:38

A quando la quota, del colore da definire, per ciascun gruppo degli LBGT? O è già stata decisa la loro discriminazione?

alberto_his

Gio, 20/03/2014 - 15:22

Altra "prodezza" della premiata ditta PD+PDL (cambia il nome ma sono sempre loro)

Luigi Farinelli

Gio, 20/03/2014 - 17:08

Quando pare a loro, e a una certa vulgata costruita sulle favole per bambini e per i malati di "progressismo", le donne sono esseri perfettissimi, il sesso "superiore " e con "una marcia in più" e, come asserisce Anna Finocchiaro, costituiscono "una torma di amazzoni pronte a sbranare il genere maschile, non più di moda, anzi, pronte al sanguinario attacco finale" (da una intervista al Giornale di qualche anno fa). Per non parlare dl vittimismo femminista nel divorzificio di Stato che concede privilegi a senso unico. E per non parlare dei vantaggi che già le donne godono nella ricerca di un posto, nell'apertura di una società o di una qualsiasi iniziativa. Ciò mi appare quindi come una "piccola" contraddizione quando, per raggiungere posizioni di potere in posti comodi (non ho mai sentito reclamare quote rosa per lavorare in miniera o nei tunnel) esse dovrebberlo conquistarlo con le raccomandazioni, permettendo loro di scavalcare chi potrebbe avere meriti effettivi per occupare tale posizione ma non appartiene al sesso giusto. Il mondo va male anche perché ormai va avanti ad ideologie politicamente corrette, cavallo di battaglia del "progressismo", assieme al pensiero debole e omologato a sinistra. E le ideologie ben difficilmente SONO COSTRUITE per fare il bene delle categorie che pretenderebbero di tutelare, più facilmente avvantaggiano chi le usa per scopi elettoralistici o, peggio, per attuare veri e propri interventi di ingegneria sociale. In questo caso tutelano in maniera ingiusta e demenziale un intero genere a scapito di un altro e senza mai mostrare la realtà dei fatti: le quote rosa sono sempre fallite non per l'opposizione del potere "maschilista" ma perché le stesse donne le hanno sempre snobate preferendo (e queste non sono invenzioni ideologiche) POTENDOLO, rimanere in famiglia. L'attenzione dovrebbe allora essere rivolta a risolvere questa richiesta che viene dalle vere esigenze delle donne. In realtà, ciò che si vuole, è l'atomizzazione della famiglia tradizionale, un mondo di single ritenuto più rispondente alle leggi economiche della produzione e del consumo, in una società costruita per pochi ma ricchi, capaci di produrre e spendere, senza pensiero per la famiglia e e i figli perché "la maternità è un handicap della natura nei confronti delle donne che così non possono fare carriera". Sarà, comunque la natura è molto più saggia quando si tratta di lotta per la sopravvivenza dlla specie. Risultato, gli ultimi calcoli dell'INPS daranno lo scoppio del sistema entro un futuro a breve termine a causa della denatalità e la distruzione della famiglia come assorbitore dei problemi dello stesso nucleo familiare. Già sale il lamento: "troppi vecchi e pochi giovani" ma non preoccupatevi, sono già iniziate le campagne per convincere i vecchi di togliersi di torno con l'eutanasia (ci penseranno dei solerti funzionari di Stato, convincenti come piazzisti, così contribuendo a diminuire l'imbarazzo dello Stato sociale per la presenza di troppi "improduttivi" nel sistema). Importante è che le donne lavorino COMUNQUE: l'ideologia al potere figlia del mercantilismo più feroce ha già stabilito che la famiglia è un problema, non la soluzione.