SENATORE VIGILANZA RAI 4 ALESSIO BUTTI

RomaSenatore Alessio Butti, come viene declinato il pluralismo nella bozza di atto di indirizzo predisposta in Vigilanza Rai dal Pdl?
«Non vogliamo sopprimere nessuna voce, vorremmo che si parlasse un’altra lingua, che non fosse solo quella del centrosinistra. Perciò è opportuno aumentare gli spazi informativi e di approfondimento che si ispirino a quella vasta area culturale del Paese che non si riconosce in Floris, Santoro, Gabanelli, Fazio & Co.».
Santoro si è sempre opposto alla «terzietà».
«Non è possibile che un conduttore del servizio pubblico diventi un Cesare mediatico. Il servizio pubblico è pagato dal canone: ciascun conduttore non può considerare sua proprietà lo spazio che gestisce».
Quindi?
«Si presume che ci siano sempre due tesi rappresentate, anche per quanto riguarda gli opinionisti. O si rischia che una verità diventi “la” verità».
E l’ipotesi che un argomento sia affrontato da una trasmissione a settimana?
«È il cosiddetto “comma Avetrana”. Non c’entra la politica. Tutta la Vigilanza era nauseata per come la vicenda era stata trattata anche dalla Rai. E così proponiamo di affidare al direttore generale e ai direttori di rete la responsabilità che un tema non occupi tutte le fasce e tutte le trasmissioni».
Viene depotenziato il ruolo dei direttori di rete?
«Se il dg impartisce direttive, queste devono essere rispettate altrimenti c’è anarchia».
Come evitarla, allora?
«Nella nostra bozza c’è uno spunto provocatorio. Alternare conduttori di diverso orientamento nel prime time di martedì e giovedì, giornate cruciali della settimana parlamentare. Oppure puntare sul doppio conduttore: non offusca l’ospite e limita il cesarismo. Qui siamo al paradosso per cui è Santoro a promuovere manifestazioni e non il Pd».
E «Parla con me»?
«Bisogna capire che tipo di trasmissione è. Se è satira, quelle intervistine capziose e velenose che senso hanno? E lo stesso vale per Fazio. Non vogliamo che il potere venga gestito in questo modo».
Grasso sul «Corriere» ha criticato, ma ha riproposto il tema della governance.
«Grasso ha scritto un editoriale senza leggere la bozza che è stata depositata oggi (ieri, ndr). La governance sarà affrontata successivamente, anche se la Gasparri già prevedeva una parziale privatizzazione. Ora il tema è il pluralismo. La proposta consente a tutti i partiti di presenziare in ragione del loro consenso, anche ai radicali. Ora in tutti i talk c’è sempre un esponente di Fli che non s’è presentato alle elezioni».
Come valuta le polemiche di Pd e Idv?
«Mentre mi prodigavo per un testo condiviso, loro avevano dato ordine a Morri (estensore della bozza di minoranza; ndr) di arrivare fino a un certo punto e poi fare polemica. Perché non vogliono un accordo. Dovrebbero giustificare che condividono molto di quello che avevo proposto. Comunque, siamo aperti al confronto ma non accettiamo diktat».