«La Service tax sarà federalista: sindaci virtuosi, tagliate le tasse»

Per Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, la Service tax, la nuova tassa sulla casa che sostituirà l'Imu, è una buona notizia. «Così - spiega - la tassazione della casa non sarà più determinata dalla proprietà, ma collegata ai servizi».
Dunque, non sarà la solita trappola fiscale destinata a colpire i proprietari di case?
«È una vera rivoluzione che fa cadere una discriminazione ottocentesca. Con la Service tax, infatti, i servizi che giovano agli abitanti di una casa saranno a carico di tutti i beneficiari, indipendentemente dal titolo secondo il quale l'immobile è occupato. E, dunque, non solo i proprietari, ma anche inquilini, comodatari e usufruttuari dovranno farsi carico della nuova tassa».
Il problema è che ancora non si sa come sarà veramente concepita e calcolata.
«Uno schema c'è. Il governo porrà dei paletti massimi per i Comuni, che saranno i veri artefici della Service tax. Saranno loro a decidere se calcolare la tassa sui metri quadri o sulla rendita catastale. In questo modo si apre la via all'unico vero federalismo concepibile, quello competitivo».
In che senso?
«I Comuni che saranno in grado di gestire al meglio le loro risorse e di eliminare gli sprechi, imponendo così tasse più basse anche sulla casa, potranno attrarre nella loro orbita nuovi residenti. Insomma, i sindaci si faranno concorrenza per presentare bilanci virtuosi. Si tratta, finalmente, di un vero federalismo, delineato così quale è in tutto il mondo: invoglierà i cittadini a controllare i conti del Comune e permetterà di mettere a confronto la qualità dei servizi offerti».
A questo punto, anche le prossime campagne elettorali dei sindaci si baseranno molto sul possibile abbassamento della Service tax?
«Indubbiamente la Service tax obbligherà i sindaci a fare scelte precise sul fronte delle spese. Chi riuscirà a essere virtuoso potrà abbassare le tasse: chi, invece, vorrà approfittarne, sarà penalizzato dagli elettori. Anche se, in proposito, sono girate cifre e calcoli fantasmagorici che non trovano a oggi rispondenza nei dati ufficiali».
Presidente, lei pensa che la Service tax sarà favorevole ai proprietari?
«È un primo passo nella direzione giusta: bisognerà poi capire come sarà concretamente applicata. Il nemico è il federalismo cooperativo, quello che abbiamo visto sino a ora, sostanzialmente basato su accordi anche taciti tra i Comuni e che ha portato non ad abbassare le tasse ma solo ad aggiungerne di nuove. Allo scopo, potrebbe considerarsi l'opportunità di chiamare a vigilare sul nascente federalismo la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, attribuendole i relativi poteri».
Come valuta la riduzione del carico fiscale per i locatari che affittano con la cedolare?
«È un risultato di riguardo: per la prima volta si inverte la tendenza e la locazione non è penalizzata, ma anzi favorita».
E le case rimaste involontariamente sfitte?
«Hanno corso un bel rischio. La norma che prevedeva la tassazione del 50% dell'imponibile, contenuta nel decreto e poi saltata, era stata pensata per i fabbricati tenuti volontariamente vuoti, ma era formulata in termini tali che avrebbe colpito anche quelli involontariamente non locati e, addirittura, le seconde case abitate dai proprietari. Subito dopo il Consiglio dei ministri abbiamo segnalato questo paradosso e la necessità di un correttivo immediato al presidente Renato Brunetta, che è intervenuto prontamente e l'intera norma è stata cancellata».