Sfigurata con l'acido da uno sconosciuto

L'ha aspettata in penombra, nascosto dietro gli armadietti dell'ospedale. Quando D.F., una donna di 46 anni, arriva, lui balza in avanti e le getta addosso una «sostanza urticante».
Un liquido ancora non identificato, probabilmente acido muriatico, che brucia all'istante il volto e le braccia della poveretta, ferendole gravemente un occhio. I medici hanno hanno riscontrato danni gravi alla cornea. L'ennesima storia di vendette «al vetriolo» è accaduta a Genova, nell'ospedale Galliera dove la vittima lavora come addetta alle pulizie. «Sono stata sorpresa alle spalle da un uomo con il volto coperto. Mi ha spruzzato del liquido urticante ed è fuggito» le poche parole messe a verbale dai carabinieri. Una sua collega ha aggiunto: «Ho sentito delle urla terribili e sono corsa ad aiutarla».
La Procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di lesioni gravi. Il pm ha dato incarico di analizzare la sostanza utilizzata per ferire la donna. Un medico legale, inoltre, valuterà l'esatta entità delle lesioni riportate alla cornea, al volto e alle braccia. D.F., separata dal marito, vive con i suoi tre figli (due minorenni) nell'abitazione del compagno, in zona San Teodoro.
Il marito, in un primo momento il sospetto numero uno, sarebbe estraneo al fatto: il suo alibi sembra attendibile. Avrebbe raccontato che al momento dell'aggressione, avvenuta alle 6 di ieri, si trovava a casa con i figli. L'uomo avrebbe anche problemi di deambulazione. Il medico legale dovrà chiarire la natura delle lesioni a una gamba, tanto da impedirgli di fuggire di corsa come invece i testimoni riferiscono abbia fatto l'aggressore.
La donna, dopo esser stata soccorsa dai medici di Mura delle Cappuccine, è stata ricoverata nella clinica oculistica del San Martino. «Non so nulla, non riesco a immaginare chi possa essere stato» chiosa l'ex marito agli investigatori che lo hanno ascoltato come persona informata dei fatti.
I carabinieri cercano di ricostruire la vita sentimentale della donna per arrivare all'autore del gesto.
Il marito da tempo la assillava. Come è certo che il criminale che l'ha ferita conosceva bene le sue abitudini, aspettando il suo arrivo sul posto di lavoro, negli spogliatoi riservati all'impresa di pulizie.
Fra gli ultimi episodi di vendette al vetriolo quelli accaduti a Pesaro e a Roma la scorsa primavera. L'avvocato Lucia Annibali di Urbino, 36 anni ancora da compiere, il 16 aprile viene aggredita con l'acido al volto sul pianerottolo della propria abitazione, a Pesaro. Il sicario? Uno straniero assoldato, come risulterà dalle indagini, dal suo ex, un collega togato del Tribunale della sua città. La donna, sottoposta a vari interventi chirurgici, è ancora in gravi condizioni. Pochi giorni dopo, il primo maggio, tocca a un uomo, un infermiere di 32 anni della capitale. Il giovane era alla fermata del tram, a Tor Pignattara, quando viene investito da un getto di acido muriatico gettato da uno sconosciuto. Subito dopo arriva l'sms della sua ex. «Poi toccherà a lei», riferendosi alla sua nuova compagna.