Sfilata a ostacoli per Gattinoni che sbatte la porta alla Capitale

RomaL'alta moda che sfila in cantiere e nella struttura metallica della «Nuvola» di Fuksas ancora in costruzione, non s'era mai vista. Ma l'anteprima mondiale offerta dalla griffe Gattinoni è stata rovinata da tre giorni di ansie, polemiche e controlli, per un mare di esposti presentati da qualcuno a caccia di fatuo protagonismo.
Alla vigilia sembrava che tutto potesse saltare. Gli abiti disegnati da Guillermo Mariotto ispirandosi alle nuvole come metafora dell'incertezza e del disorientamento della crisi erano fermi in atelier. Contrasti, sopralluoghi supplementari e una squadra di vigili urbani che la mattina stessa del defilè ha voluto verificare una volta di più che tutto fosse in sicurezza.
Poi, finalmente, il via. Ma quando i capolavori aerodinamici di Gattinoni, gli abiti-cirro, le camicie aquilone e gli aerei pepli nebulosa hanno finito di svolazzare nello scheletro d'acciaio «sospeso» a 40 metri da terra, tra l'entusiamo degli ospiti anche per l'eccezionale cornice, è esplosa la rabbia di Stefano Dominella. «Questa sfilata - ha detto il manager della maison - è stata la cosa più faticosa in 35 anni di lavoro. Sarà per noi l'ultima a Roma, per moltissimi anni. Andremo a Firenze, a Torino, non so. Perché credo che Roma dovrà stabilizzarsi prima di avere nuove prove di tanta energia e tanta fatica». Parole durissime, pronunciate con voce tremante e anche qualche lacrima. Nel cantiere del centro congressi più grande d'Europa cala il gelo, impietriti in prima fila il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il numero uno di Eur Spa Pierluigi Borghini, il senatore Goffredo Bettini, la presidente di AltaRoma Silvia Venturini Fendi, quello della Camera della moda Mario Boselli, l'assessore al Comune Marta Leonori e quello alla Regione Guido Fabiani. Un addio alla capitale di Gattinoni, sarebbe per le sfilate romane un colpo al cuore. «Non può bastare una segnalazione - insiste Dominella - perché tutte le istituzioni blocchino il lavoro di giorni, di tanta gente. Non mi era mai successo, eppure ne ho vissute tante. Ma avere i bastoni fra le ruote così, no».
Peccato che una collezione così bella e un'idea così originale per la passerella siano state messe in ombra da così inutile polemica , per colpa dei «soliti noti» del circo modaiolo romano. Ma il rischio vero è la fine di Alta Roma, se abbandonano anche le ultime griffe storiche.