Si chiude Alta Roma, tra gli Anni '20 di Bona e i Sixties delle Tartarughe

Matteo Marzotto e Lapo Elkann consegnano il premio Irene Brin a Roberta Andreetti, designer calzature di Gucci. Sfilano anche i giovani dell'Accademia di Costume e moda, Ward, Persechino, Mahafouz e Taslaq

I ricami della nonna impreziosiscono il bustier dal fondo nero; scialli con le frange si annodano sui fianchi spezzando la linea di lunghi pannelli sovrapposti; bottoncini di stoffa colorata decorano i bordi delle giacche e sugli abiti dalla vita bassissima fiori applicati creano nuove trasparenze.
Anni '20 del terzo Millennio per lo stilista Camillo Bona, che chiude le sfilate di Alta Roma nel salone del Saint Regis hotel.
Testimonial di una collezione colorata che s'ispira anche alle fogge gitane è la spiritosa attrice Giselda Volodi (sorella della scrittrice Margareth Mazzantini) e, come le modelle, sfoggia sui capelli una fascia che ai lati hanno cascate di fili di perle e pietre preziose.
Cerca l'innovazione Tony Ward e sulla passerella del Santo Spirito in Sassia presenta una nuova tecnica di decorazione al silicone.Il designer libanese utilizza una siringa al posto di ago e filo per ottenere effetti speciali e tridimensionali.
Organze, tulle, sete jacquard, merletti raffinati e ricami dipinti a mano creano giochi di colore, con sfumature blu, rosa e beige e il contrasto bianco-nero.
La collezione de Le Tartarughe è un omaggio agli anni Sessanta e alla trasmissione televisiva di successo francese di quegli anni, Dim Dam Dom.
La designer Susanna Liso la presenta nella festa «Urban Movements»: originali e fantasiosi abiti in maglia, «blanche et noire», giochi grafici optical, tuniche e poncho sovrapponibili a larghi e morbidi pantaloni.
Al tema dei Sixties si ispira anche il lino dipinto con foglie che caratterizza molti modelli, ma la vera protagonista della capsule è la tuta fasciante e iperfemminile, con top aderente e pantalone taglio palazzo. Realizzata in tessuto di viscosa, con stampa in Principe di Galles, c'è anche in versione «pagliaccetto», in fantasia floreale e voile di cotone.
Il colore domina nella collezione Le Tartarughe, con caldi arancio, bordeaux chiari e luminosi grigi, oltre al gioco infinito delle righe.
Un momento particolare della kermesse di Alta Roma è dedicato ai giovani stilisti dell' Accademia di Costume e moda. A nome della giuria di esperti Matteo Marzottoe Lapo Elkann, hanno consegnato il premio Irene Brin 2013 a Roberta Andreetti, designer delle calzature Gucci ex allieva della scuola di design.
Sulla passerella hanno sfilato 15 neostilisti dell'Accademia, coordinati da Betti Proietti. Fil rouge la ricerca, con materiali nuovi, creazione grafica per stampe tecnologiche, tinture a mano. Ecco i giovani designer: Reana Rubeca, Benedetta Trifirò, Antonella Domingo,Marzia Graziani, Ludovica Maccaferri, Piergiorgio Meschini,Michela Archibugi, Valerio Forleo, Francesca Della Valle, Carolina Russo, Giulia Tesoriere, Virginia Parisi, Marco Marrone, Giulia Astolfi e Flavia Serafini Pozzi.
Sabrina Persechino è un'architetto-stilista che s'ispira a maestri come Pier Luigi Nervi, Luigi Moretti e Carlo Scarpa. Nei 20 modelli che sfilano al Santo Spirito, geometrie e colori si uniscono alla ricercadell'armonia dei dettagli.
Così, pensando alle opere dei grandi architetti e ingegneri, i pilastri curvi diventano colli a gorgiera, le travature parallele dei plissè, le nervature di cemento delle pieghe soleil.Una collezione pura e geometrica, con fibre naturali, elementi in resine, lamine e materiale plastico fuso, nuances di grigi, bianchi e neri.
Il designer libanese Abed Mahfouz presenta abiti in cui moderno e retrò convivono, arricchiti con pietre preziose e gemme.
Un po' futuristica, la collezione ha linee a sirena sinuose e profonde scollature sulla schiena che esaltano la femminilità.
Nell'ultimo giorno della kermesse di Alta Roma c'è infine Jamal Taslaq, stilista palestinese. È l'Imperatrice della Cina del VII secolo Wu Zhao, che per prima scoprì il valore della seta, ad ispirare la sua collezione . Ricamati su corsetti, stampati su gonne, scolpiti nei merletti, ci sono alcuni simboli dell'Impero celeste: uccelli del paradiso, pavoni, farfalle e fiori dei tappeti cinesi.