Come si elegge il Presidente della Repubblica

I Grandi elettori (deputati, senatori e 58 rappresentanti delle Regioni) sono 1007. Ai primi tre scrutini per essere eletti servono 672 voti. Dalla quarta è sufficiente ottenere la maggioranza assoluta (504). Il voto è segreto

I Padri Costituenti stabilirono che ad eleggere il Presidente della Repubblica fossero le Camere, appositamente riunite in seduta comune, con l'aggiunta di tre delegati per ogni Regione (uno per la Valle d'Aosta), nominati dai rispettivi consigli regionali: complessivamente i rappresentanti delle Regioni sono 58. I "Grandi elettori", tenuto conto dei 4 senatori a vita (Giulio Andreotti, Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo e Mario Monti) quest'anno sono 1007.

L'elezione del Capo dello Stato, come prevede l'art. 83 della Costituzione, ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. Nelle prime tre votazioni servono 672 voti, dalla quarta il quorum si abbassa, ne sono sufficienti 504.

L'articolo 84 della Carta stabilisce chi può essere eletto Presidente della Repubblica: "Ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica". Non occorre, dunque, far parte del Parlamento per diventare Capo dello Stato. Carlo Azeglio Ciampi, ad esempio, non lo era.

Perché una maggioranza così alta per le prime tre votazioni? C'è un significato prettamente politico: i Costituenti volevano che il Capo dello Stato, che rappresenta l'unità nazionale ed è il garante della Carta, potesse avere un consenso il più vasto possibile, ben al di là di una normale maggioranza politica. Nell'impossibilità di trovare una soluzione così largamente condivisa ovviamente il quorum si abbassa, e si procede all'elezione con la maggioranza assoluta degli elettori.