Ma sia una scelta di cuore, non di portafogliil commento 2

di Oscar Grazioli

Finora è stata attuata a macchia di leopardo, mentre adesso pare ci sia la volontà di coinvolgere le amministrazioni di tutt'Italia a elargire una determinata quota in danaro per chi desidera adottare un cane presso il canile.
Idea encomiabile, perché potrebbe aprire le porte a un certo numero di quattrozampe segregati in un recinto decente (se gli è andata bene) o in una cella lercia e desolata (se gli è andata male), restituendogli dignità e affetto.
Idea anche economicamente interessante, perché un contributo di 500 euro per l'adozione, fa risparmiare all'amministrazione cifre ragguardevoli, se si pensa che un cane costa mediamente 1300 euro l'anno. Supponiamo che rimanga nella struttura per dieci anni e il calcolo del risparmio non necessita di un novello Einstein.
È giusto però anche spendere una parola di avvertimento e di cautela per coloro che volessero sfruttare questo benefit per adottare un cane. Gli animali abbandonati, magari maltrattati, rimasti vaganti e poi rinchiusi in un canile che può avere cinque stelle oppure neanche una, non sono sempre soggetti facili da gestire. Possono avere problemi comportamentali seri, che magari non si manifestano nell'armonia raggiunta con i propri simili nella struttura, ma emergono una volta a casa. E non è semplice (per fortuna) riportare, dopo una settimana, il cane al canile perché mostra severi problemi di ansia, fobie o aggressività. Quindi sì alle adozioni e agli incentivi ma con la prudenza che merita chi ha un'anima.