Silvio: "Si vince restando unitiNon penso a un nuovo partito"

Berlusconi esorta alla compattezza: "Chi ha lasciato la casa madre si è perso nel nulla Io gioco in questa squadra". Poi attacca l’Imu e propone di chiudere Equitalia

Roma - Apre l’ufficio di presidenza del Pdl e subito rassicura tutti. «Occorre un segnale di compattezza come realmente è», dice un Berlusconi ben consapevole di quanto sia alta ormai da giorni la tensione all’interno del partito. Ecco perché per prima cosa smentisce le ricostruzioni giornalistiche che gli attribuiscono la volontà di lanciare qualcosa di diverso dal Pdl, con tanto di affondi ai quotidiani «amici» che «fanno più male rispetto agli altri». Il partito, assicura, non è in discussione, anche perché «conosciamo l’esperienza di chi è uscito dalla casa madre e si è perso per strada». Insomma, niente spacchettamenti né liste civiche che nascano dall’interno del Popolo della libertà con l’inevitabile risultato di ridurne il bacino elettorale. Anche se, a dimostrazione che i timori di quasi tutta la dirigenza di via dell’Umiltà qualche fondamento ce l’hanno, il Cavaliere aggiunge che «se Montezemolo, Bertolaso o Sgarbi vogliono fare una loro lista per correre insieme al Pdl non posso certo impedirglielo». Come a dire che il tema c’è ed è stato affrontato e discusso.
La parola passa all’ufficio di presidenza e Berlusconi ascolta gli interventi. Ogni tanto prende la parola, come quando La Russa dice che alle volte sembra «vestire i panni di allenatore di altre squadre che giocano in altri campionati». «Io gioco in questa squadra», è la risposta. Una riunione in cui ognuno dice la sua, con la Santanché e Galan che affondano duro mentre Matteoli critica la lettera di Schifani (striderebbe con il suo profilo istituzionale) e Scopelliti invoca un ritorno tra la gente. Una giornata che in verità lascia intatte le perplessità e i timori del gruppo dirigente, anche se il mettere nero su bianco le primarie per la premiership è un primo, piccolo passo avanti. Non solo, come dice Bonaiuti, «perché così ristabiliamo il confronto fra due aree culturali tipico delle democrazie bipolari». Quanto perché in qualche modo si ufficializza un dato già nei fatti noto: Berlusconi non si ricandiderà a Palazzo Chigi visto che si è sempre detto che finché il Cavaliere era in campo le primarie erano escluse perché nessuno si sarebbe presentato contro il «padre fondatore».
Ecco perché a sera Berlusconi si dice «sollevato», perché «nonostante qualche mugugno riusciremo a tenere il partito unito». Un Pdl, spiega durante l’ufficio di presidenza snocciolando i sondaggi di Euromedia, che da quando si è insediato Monti «è passato dal 27 al 20%». Per due ragioni: «Il 74% dei nostri elettori non condivide l’appoggio al governo, mentre la parte restante non vuole Berlusconi nelle retrovie». E forse è anche per questo che, seppure nel ruolo di «allenatore», il Cavaliere non sembra intenzionato a restare dietro le quinte. Non a caso davanti all’ufficio di presidenza non si fa mancare due o tre affondi. Quello sui pm, dopo essersi congratulato con Fitto per la recente «doppia assoluzione». I magistrati, dice, tengono le persone in carcere al solo scopo di far muovere accuse nei miei confronti. Poi va giù duro sul fisco. E spiega di essere contrario all’Imu aggiungendo che «bisognerebbe chiudere Equitalia». Concetto magari un po’ forte, ma sul quale anche Alfano batte da qualche giorno visto che in più d’una occasione ha detto che «rivedere i poteri di Equitalia non può essere un tabù».
D’altra parte, è sulla pressione fiscale che tutto il Pdl punta il dito contro Monti. E non c’è un solo intervento che non sia critico verso l’esecutivo: da chi chiede di staccare la spina subito a chi pretende che il Pdl inizi a porre paletti seri e votare i provvedimenti solo se li condivide davvero. Un tema caldo. Al punto che lo stesso Alfano, chiudendo l’ufficio di presidenza, dice che «tutte le cose vanno fatte in modo adeguato e nel momento giusto, altrimenti fanno solo danni». Come a dire che quella di lasciare Monti al suo destino è una strada possibile.
Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 09/06/2012 - 08:46

Silvio fa la morale e vuole l’unità: «Chi ha lasciato la casa madre si è perso nel nulla. Io gioco in questa squadra». Silvio nel Pdl di “madre” ce ne sta una sola e sei tu, gli altri sono solo comprimari, qualche volta validi, ma che hanno vissuto di luce riflessa. Il “popolo del Pdl” vuole te e vuole una squadra di buoni giocatori, con qualche fuoriclasse. Non esitare a fare pulizia, elimina senza remore la massa di mediocri che remano contro. Presentaci un partito nuovo e fai come facevi al Milan: via i vecchi e i mediocri e dentro gente nuova, con la faccia pulita e il cervello pensante. E soprattutto ridimensiona Alfano, un saccente che ha allontanato gli elettori e sgonfiato il partito: ha fallito e deve andare in panchina.

brunicione

Sab, 09/06/2012 - 09:10

Altro errore di Berlusconi: NON si vince restando uniti, si vince lottando per la abolizione dei costi della politica, eliminazione delle province, tassazione delle rendite, abolizione dei privilegi, tetto massimo agli stipendi di politici amministratori e funzionari dello stato a Euro 20.000 mensili, questo è quello che vuole la gente e che il PDL non ha ancora capito, avanti così e il partito è destinato a scomparire

Amon

Sab, 09/06/2012 - 09:14

qualcuno ha il coraggio di dire a Berlusconi che settimana scorsa diceva il contrario?(tanto per cambiare) per quanto dobbiamo ancora sentire i vaneggiamenti di questo anzianotto?

ALASTOR

Sab, 09/06/2012 - 10:32

Anche da questo articolo emerge che Monti è più forte dei partiti che lo sostengono. Una manifestazione di rabbiosa impotenza come quella che viene descritta, la dice lunga sulla paura che hanno i partiti delle elezioni.

marcowinner

Sab, 09/06/2012 - 10:42

in risposta a (2 brunicione ) . 20.000 euro al mese mi sembrano tanti. Non so se Lei vive in Italia o in Svizzera o nel paese dei nababbi natale. Ma vorrei ricordarLe che in Italia ci sono persone che vivono con 500 euro di pensione al mese o 1300/1500 euro di sitpendio. A queste persone ABC hanno messo tasse e nuovi balzelli (IMU)e in autunno si prospetta l'aumento dell'Iva al 12 e al 23 %,grazie al Governo dei tecnici e quindi grazie ad ABC (Alfano, Bersani e Casini). Come vogliamo ridurre le province se sono nel nostro dettato costituzionale? Usando la gomma per cancellare ?? Perchè poi le Province si e non le Regioni o i Comuni?? Accorpiamo tutti i Comuni sono 100.000 abitanti e le Regioni sotto 3.000.000 di abitanti. Anche questo potrebbe essere un modo per risparmiare. Quali costi della politica vuole abolire ??? Questi poveri politici sarebbero poi retaggio degli stakeholder?? Se fosse cosi facile eliminare i costi Lei pensa che i nostri politici non l'avrebbero fatto

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 09/06/2012 - 11:25

Silvio ha sentenziato: «Si vince restando uniti. Non penso a un nuovo partito». Io penso che si vince ridando fiducia agli elettori e per questo non è affatto necessario ripresentare sempre le stesse facce, per giunta in buona parte di assoluta mediocrità. Si spacchi pure il partito, si disperdano le frange che rumoreggiano come i polli di Renzo, tanto quello che attira gli elettori è Silvio. Gli altri se se ne vadano pure tutti, sarà meglio, così il partito si potrà rinnovare senza colpo ferire, inserendo persone nuove e giovani. Fra i "giovani" non includo Alfano che di giovanile ha solo l'età, ma il cervello, se lo ha mai avuto, ormai è da rottamare.

futuro libero

Sab, 09/06/2012 - 11:35

Caro Silvio io credo che occorre cambiare completamente, partito nuovo programmi nuovi, facce nuove prese dal popolo e non altisonanti, per me solo questa è la ricetta per vincere. Ma per questo occorre coraggio, tantissimo coraggio, sacrifici molti sacrifici per rinunciare ai privilegi e stipendi e finanziamenti attuali. Solo giovani sconosciuti capaci decisi pronti a lavorare per il popolo con uno stipendio dimezzato senza privilegi e rinuncia dei finanziamenti può essere vincente. La gente è stufa di continuare a pagare tasse solo per pagare parassiti incapaci, Silvio devi avere il coraggio di fare un partito simile, poi se non te la senti di lasciare insoddisfatti i compagni di viaggio, aiutali pure a continuare con la vecchia politica, ma solo se uniti potranno portare a casa voti, ma il programma deve essere ciò che il popolo vuole, altrimenti è inutile. Tu non hai bisogno di riempirti il portafoglio perciò pensa al popolo e non al potere, questo te lo darà solo il popolo votando