La sinistra orfana del leader sa solo odiare quello degli altri

È stato il comunismo a venerare i propri capi come superuomini. Ora che il Pd si ritrova senza guida bolla come "populista" il carisma del Cav sugli elettori

Uno spettro si aggira per l'Europa, come scriveva Carlo Marx dando principio al Manifesto, ma oggi quello spettro non è più il comunismo. È un luogo comune: una lisca di pesce rimasta in gola, che la sinistra piddina non riesce né a sputare né a inghiottire. Oggi quella parola si usa col termine inglese leadership e che vuol dire «colui che precede e che guida» e non chi usa l'astuzia opportunista di pedinare gli umori che già ci sono nelle folle tentando di aizzarli ad ogni occasione, come hanno fatto Di Pietro e Grillo.
E la leadership di Berlusconi? È qui che la lisca di pesce si ficca nel palato: la sinistra oggi si farebbe piuttosto ammazzare che ammettere la leadership di Berlusconi. È vietato. Interdetto. Per lui si deve usare un sinonimo sputtanato, sudamericano: «populista». Il populista è in genere un caudillo sudamericano, un qualche colonnello Gutierrez o un nazionalista urlante come l'argentino Juan Peron ovvero il suo omologo filocastrista come il defunto Hugo Chavez in Venezuela.
Il caudillo, detto anche hombre fuerte, è uno che non esita a far intervenire la truppa, è un dittatore che si regge attraverso plebisciti osannanti accompagnati da brogli e bastonature. La lisca di pesce ficcata in gola nella sinistra italiana non riesce ad andare su né giù perché il Pd ha scelto in tutte le occasioni di declassificare Berlusconi da leader consacrato da un consenso unico riducendolo a populista da «repubblica delle banane». Questo trucco appare evidente durante i talk show televisivi.
Questo trucco rivela il carattere rabbioso-ansioso dei rappresentanti dell'area del Pd i quali sanno di barare. Perché lo fanno? Perché se ammettessero che Silvio Berlusconi, condannato e sottoposto ad ogni genere di umiliazione, mantiene quel rapporto di rappresentanza con chi lo vota, dovrebbero poi poter spiegare perché il loro partito da decenni non ha più un leader vero e oggi è sull'orlo di una crisi di nervi perché si troveranno guidati «dall'unico bambino che mangia i comunisti» e che probabilmente spacchetterà il partito.
Questa situazione - Berlusconi che non perde la sua leadership e loro che non la trovano - provoca molta ansia e molta frustrazione perché speravano tanto che una condanna penale a lungo annunciata avrebbe costretto Berlusconi al silenzio.
L'altra causa per cui la lisca non va su né giù, è che proprio la sinistra italiana e anche quella mondiale hanno sempre vissuto fin dalla fine dell'Ottocento in adorazione religiosa di leader venerati come superuomini: da Lenin a Stalin, da Togliatti a Longo e Berlinguer, con un contorno internazionale in cui campeggiano Mao Zedong con la sua lunga marcia, Fidel lìder maximo e la sua Sierra, quel collezionista di teschi forniti dal popolo che era Pol Pot, l'albanese Enver Hoxa, il maresciallo Tito di Jugoslavia che sembrava l'imperatore Tito e tanti altri. La sinistra è stata allevata per l'adorazione del capi ma non ha più un capo e non ha più adorazione, essendo arrivata ai brogli congressuali e alla rissa pubblica.
In questa situazione, il popolo della sinistra ha assistito con rancore e invidia un fatto che era e resta sotto gli occhi di tutti: questo diavolo d'un uomo di Silvio Berlusconi, lo puoi amare o odiare, non solo fa tutt'uno con una fetta determinante dell'elettorato, ma la rappresenta a pieno titolo. E quella parte dell'elettorato da lui soltanto si sente rappresentata. Questo è il punto. E per evitare di affrontarlo, questo punto, la sinistra ha fatto ricorso a tutte le armi della propaganda possibili: il partito di plastica, l'ipnosi televisiva (è stato detto seriamente che Berlusconi dalle sue tre reti invia messaggi subliminali probabilmente collegati ai venusiani così cari a Travaglio) e poi ha sollevato tutte le questioni di stile di vita e di lessico e di foto e di immagine, per negare l'evidenza, non potendo sopportare l'evidenza dal momento che lei, la sinistra nel suo complesso, brucia un leader all'anno e una sconfitta ad anni alterni.
In senso storico si deve parlare di invidia: l'ultimo leader del Pci, Enrico Berlinguer, fu venerato dalla grande maggioranza degli italiani anche non comunisti che dopo la sua morte per una e una sola volta votarono comunista per testimoniare il fattore umano, l'emozione, la cotta, il brivido e la lacrima nell'occhio (e non dimentichiamo che il Kgb tentò di far fuori Berlinguer in Bulgaria e la sua stessa morte per ictus è stata da molti considerata un regalino del centro biologico «Laboratorio 1» detto anche Kamera nella patria del comunismo).
Oggi la sinistra sa che il problema esisteva prima ed esiste tuttora: Berlusconi conserva intatta la leadership che ha esercitato dal 1994. Tutti i tentativi di fargli fare un passo indietro, o di lato sono falliti perché quel rapporto di leadership fa parte della fisica territoriale italiana. Inutile abbandonarsi a vituperi, affidarsi a sentenze, compiere riti voodoo ed esercitazioni di odio collettivo, perché il fatto quello è e quello resta. Si può al massimo dire che questo è un fenomeno italiano, tutto italiano e che noi italiani siamo diversi. L'abbiamo dimostrato diverse volte nel bene e nel male. Ma è un fatto italiano e non sudamericano. Così come è un fatto italiano che quel che resta dell'antico Pci non trovando più un suo leader, si riduce a sostenere, con sprezzo del ridicolo, che i leader non esistono, sono un inganno berlusconiano. E intanto saltano sul carretto di Renzi.

Commenti

Demy

Lun, 02/12/2013 - 08:43

È stato il comunismo a venerare i propri capi come superuomini....sicuramente una volta si, adesso non più.Per motivi di persecuzione giudiziaria vivo in Russia (Far East)e qui ho potuto vedere come commemorano le vittime del Grande Capo Stalin, segno che il komunismo vecchia maniera non esiste più,almeno in Russia.In Italia,al contrario,i koministi non ci uccidono con un colpo di pistola alla nuca, ci rendono schiavi della magistratura,della politica,dell'oppressione fiscale fino a renderci la vita difficile, quasi impossibile.Sono in disaccordo con Guzzanti quando dice che la sinistra non ha una leadership, hanno l'Imperatore Giorgio che,per nulla ossequioso di leggi e regolamenti democratici ed Istituzionali,governa come vuole e senza contraddittorio,guai a contraddirlo!! E' bastata una piccola intercettazione telefonica relativa all'indagine sulla trattativa stato-Mafia per fargli manifestare tutto il suo potere.Lui,il capo della magistratura ha imposto la distruzione di quelle registrazioni, e colui che osò parlarne è finito in miseria,..........povero Ingroia.Oggi la sinistra sinistrata e sinostrosa italiana ha il suo vero ed unico leader: Giorgio, l'Imperatore d'Italia.Perchè lo definisco Imperatore e non re Giorgio come recitano tutti i giornali italiani? Semplice!! Ci costa più della monarchia Inglese,.......altro che spending re wwww!!

Cosean

Lun, 02/12/2013 - 08:50

Odiare i delinquenti e i corruttori, non significa odiare il leader degli altri! A meno che, il Leader di qualcuno è un delinquente e corruttore!

edo1969

Lun, 02/12/2013 - 08:59

Se si toglie la parola "comunista", negli articoli del Giornale resta ben poco. A Guzza', rinnovatevi. Se no la gente vota Grillo.

baldo1

Lun, 02/12/2013 - 09:22

bel articolo sull'ideologia. c'avete il chiodo fisso, siete ideologizzati voi di destra.

Ritratto di Baliano

Baliano

Lun, 02/12/2013 - 09:26

Ah già, che distratti, Noi. E che furbastri i kompagnozzi a giocare sulle nostre "amnesie" e a rinfacciare agli altri i propri "vizietti": Baffò, leninne, maotzè, polpot, menghistu, togliatti, tito, enverhoxha, kimyong-un, kimyong-il e pure il berlìnguere... "e quanti ne sono" direbbe il grande De Curtis. D'alema No, è solo un pedone "magnato". - Il "Culto della Personalità" l'hanno inventato e brevettato i Komunisti, da quasi un Secolo, ma guai a toccargli i loro santi nel "paradiso della classe operaia", guai!! Adesso che i loro santi sono finiti tutti nell'ultimo girone dell'inferno, si sentono tanti orfanelli in kollegio e s'incazzano come scimmie se "il nemico" gli ha rubato, per un attimo, "il brevetto": Vomitano bile a fiumi, rosi, marci dall'invidia. -- Hanno ragione gli "orfanelli", ma tranquilli kompagnucci, tra poco ri-avrete un nuovo venerabile kapo a cui rivolgere suppliche ed erigere monumenti, un toscanaccio doc che vi adotterà tutti e vi racconterà, la sera, di nuovi "paradisi" e di "luminosi sentieri", avantipopolo.

a.zoin

Lun, 02/12/2013 - 10:12

Questo partito,(il comunismo,)hà la sua culla nella POVERTÀ, nella MISERIA, che il Dio soldo sovrasta. Una volta al potere questi militanti del comunismo,girano la moneta a due teste, IMPREMENDO alla POVERTÀ e alla MISERIA, quell`ODIO-IMMONDO che rovina TUTTE le FONTI del BENESSERE. Con il passar del tempo,questo comunismo cambia il nome in social-democratico, per diventare poi, partito-democratico. In Italia Cristiano perchè anche la chiesa ha la sua voce in capitolo!!!

ben39

Lun, 02/12/2013 - 10:16

L'anomalo comunismo italiano è (purtroppo per i pseudomarxisti da salotto)morto con il crollo del muro di Berlino e quello che è rimasto in eredità, non è altro che l'odio e la violenza di stampo giacobino che come un vento in tempesta sta devastando la penisola ( vedi Grillo, un potenziale dittatore dell'Italia futura). Berlusconi è un po' come Morsi e forse avrebbe imparato qualcosa dalla primavera egiziana, dove con un colpo di stato dell'esercito si è instaurata subito dopo un'altra 'democrazia'...

gigetto50

Lun, 02/12/2013 - 10:20

..peggio, secondo me. PD e non solo, auspicano che venga sradicato il "berlusconismo". Come dire pensare che quelli di sinistra possano, in fondo, non piu' pensare alla maniera comunista...

idleproc

Lun, 02/12/2013 - 10:38

Leader? Oggi è uso proporre leader fantoccio da vendersi come un detersivo per raccattare voti su strategie non dichiarate o nel vuoto di strategia politica. Se lo fa Renzi può farlo chiunque, anche Ugo che voi non conoscete ma io sì. Funziona in tempi normali, oggi non funziona più. Inoltre un Leader vero anche con grandi capacità politiche non va molto distante senza una classe dirigente al suo livello intorno. Il problema comune è il vuoto politico, non si può più parlare di politica quando gli ordini vengono da fuori. E' solo una gara per raccattare voti per rivenderseli ma il "pubblico", il "consumatore di politica" non se la beve più. I cittadini si ricordano sempre di più di essere cittadini in condizioni di crisi.

cast49

Lun, 02/12/2013 - 11:09

baldo1, è la verità, mica balle...

82masso

Lun, 02/12/2013 - 11:38

Da una parte è circondato da persone che lo odiano, dall'altra da persone che sono dedite a zumpare da una parte all'altra. Vero Guzzanti?

gian paolo cardelli

Lun, 02/12/2013 - 12:13

Cosean e dintorni: chiudete il becco, perchà le accuse di corruttore e dintorni fanno parte proprio della strategia di delegittimazione del leader avversario, ed alla buonafede di quei magistrati non ci crede nessuno, nemmeno voi!

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 02/12/2013 - 13:59

@ildeproc la sua analisi e' tanto condivisibile e tanto valida che vale perfettamente a 360gradi,nessuno sfugge a quanto lei asserisce,tanto a sinistra quanto a destra.Complimenti.

Cosean

Lun, 02/12/2013 - 18:19

@ gian paolo cardelli Avversario di chi? Si può odiare i corruttori anche se non si è avversari. Anzì!!! Si diventa avversari proprio per questo! Ad esempio Berlusconi è diventato mio avversario nell'84, quando esigeva di trasmettere a livello Nazionale quando la legge non lo permetteva. Lo ha fatto lo stesso e... quando la giustizia è intervenuta, qualcuno gli ha fatto un decreto ad Hoc! Rassegnati!!! Ha avuto a che fare con la giustizia, molto prima dell'entrata in Politica.