Soldi alle scuole ridotti di un terzo Solo un miliardo per gli interventi

RomaScuole nuove, scuole sicure e scuole belle. Scritto tutto attaccato e con un cancelletto davanti per creare un hashtag su Twitter e su Facebook. Sui social media Matteo Renzi non lo batte nessuno (o quasi), ma è sui numeri del piano di edilizia scolastica che il presidente del Consiglio zoppica. E non poco.
Il premier, infatti, aveva promesso 3,5 miliardi di interventi per le scuole. Il Def (e gli annunci di Palazzo Chigi) nello scorso maggio avevano un po' ridimensionato la cifra a 2 miliardi complessivi. Ieri sono stati pubblicati i dettagli del piano: il complesso delle opere da finanziare ammonta a 1,094 miliardi, meno di un terzo di quanto inizialmente previsto. A ben guardare, poi, le risorse effettivamente disponibili ammontano a 794 milioni perché i restanti 300 milioni dovranno essere sbloccati l'anno prossimo. Non c'è dubbio che il premier lo farà perché lui «ci ha messo la faccia», ma non si può fare a meno di notare un'evidente incongruenza.
Anche 794 milioni, tuttavia, sono meglio di nulla, visto il degrado generalizzato. Nel dettaglio, 244 milioni di euro, destinati alla costruzione di 404 nuovi plessi (#scuolenuove) provengono dall'eliminazione del vincolo del Patto di Stabilità interno, effettuata con due Dpcm ad hoc per i Comuni che ne hanno fatto richiesta al premier. I sindaci rimasti a bocca asciutta nel 2014 saranno accontentati nel 2015 con il Def e con mutui totalmente a carico dello Stato.
Il resto degli interventi riguarda la messa in sicurezza (2.480 #scuolesicure per 400 milioni) e la piccola manutenzione (7.801 #scuolebelle e 150 milioni di cui 40 del ministero dell'Istruzione). I denari sono stati reperiti riprogrammando i fondi europei con un'apposita delibera del Cipe, mentre altre 10.161 ristrutturazioni saranno effettuate con i 300 milioni che saranno sbloccati l'anno prossimo. I lavori partiranno subito solo per la realizzazione delle nuove scuole già cantierate o in fase di avvio. Per le manutenzioni Province e Comuni dovranno bandire le prime 1.635 gare da aggiudicare entro ottobre (a proposito, gli interventi sono quelli del decreto Fare del governo Letta). Infine, una curiosità: la Toscana è tra le Regioni che riceveranno meno fondi (solo 14,3 milioni). Renzi è furbo: non vorrebbe mai si dicesse che è un Cicero pro domo sua. Anzi, pro schola sua.

Commenti

angelomaria

Sab, 05/07/2014 - 15:11

finche non cambiera il sistemo sei kompagni e si elimino i baroni di medie superiori universita che dal'inizio del mondo no si movono da quelle poltrone l'educazione italiana non vale una cicca continuate ad ingrassarvi e un giorno v'imploderanno in faccia tutti ivostri troppi anni di favoritismi partitocrazia eparentopoli zhe hanno ormai avvelenato le nostre scuole a partire da asili nido in su'le vergone di kompagni ovunque vai le trovi!!!!

angelomaria

Sab, 05/07/2014 - 15:13

oraillude anche chi ha tutta la vita davanti i vostri figli il mssimo dells bassezza ancora non l'ha raggiunto!!!!