La solidarietà dei lettori

Centinaia di lettere, email, fax e messaggi continuano ad arrivare al «Giornale». I lettori si sono mobilitati: da tre giorni ormai ci fanno sentire la loro voce e la loro solidarietà. Difendono quella che considerano una battaglia giusta e appoggiano il loro quotidiano  nella scelta di pubblicare senza omissioni  e senza censure preventive quello che avviene in Italia. «Non fatevi intimidire da chi vuole censurarvi». «È questa la vera informazione»

Caro direttore,
avendo fatto la scelta, ormai da molti anni, di leggere quotidianamente il nostro Giornale, quale strumento indispensabile per l'arricchimento culturale e per una «seria» informazione, sento il dovere di esprimere al Lei, Belpietro, grandissima solidarietà, auspicando maggior vigore nel duro lavoro di «controinformazione».
Egidio Giordano

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Forza direttore,
sono con Lei. Ha fatto benissimo a pubblicare il nome di Sircana. Questo è lo spirito de il Giornale, che leggo dal primo numero. Grazie
Lorenzo Ligato

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Condivido pienamente il suo articolo di ieri. La libertà di stampa non può toccare il Governo: loro sono intoccabili. Ma i comuni mortali possono essere sbeffeggiati e ridicolizzati da tutti: magistrati e giornalisti; questi ultimi tra l'altro gridano allo scandolo solo perché fa tendenza appoggiare il Governo. Ma per fortuna di giornalisti autentici ne esistono ancora. Grazie per la possibilità di poter leggere qualcosa di vero.
Rossella Coscarelli

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Egregio direttore,
con la più profonda stima e simpatia, per la Sua professionalità, onestà intellettuale, che non può non essere percepita dalle sue parole, articoli, trasmissioni, sono a rinnovarLe il mio più sincero, sentito, affettuoso senso di solidarietà, di vicinanza umana, invitandola a «non farsi intimidire», a «non farsi toccare più di tanto» dalle schifezze di queste ultime ore, continuando nel Suo cammino professionale col carisma che la contraddistingue. Grazie, Direttore! Siamo in tanti a essere con Lei, ci conti. Cordialità.
Erminio Masé

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Forza direttore,
non si senta solo, l'opinione pubblica non ne può più di falsità e ammiccamenti. Questa Italia non si salva con il buonismo di certa sinistra. Avanti così.
Alberto Masoni

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Direttore,
che fifa hanno avuto i politici. Subito si sono tutelati.
Che schifo!
Sandro Lepanto

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Direttore,
è chiara la connivenza che emerge tra i politici tutti, da una parte, e i giornalisti di certa stampa sinistra, dall'altra, nel coprire la vicenda di Sircana, uomo politico e quindi pubblico. È altresì indubbia la confusione mentale che colpisce molti magistrati per l'onnipotenza di cui si sono autoappropriati. Il cronista deve far capire ai lettori ciò che accade laddove loro non potranno mai mettere il naso. Coraggio Direttore, le sono molto grato per quello che in questi giorni sta facendo e non si spaventi delle intimidazioni cui penso sia fatto oggetto.
Suo fedele lettore
Luigi Di Teodoro

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Sono dalla sua parte e penso che lei abbia dimostrato coraggio, ponendo la sua voce «fuori dal coro». E mi chiedo, perchè gli scudi non si sono levati prima? Perché solo la privacy di una casta politica deve essere fatta salva, mentre per tutto il resto del mondo vale la regola opposta? Perché delle intercettazioni si sono finora riempite pagine e pagine di giornali e solo ora si scopre quanto, se non adeguatamente supportate, possono rivelarsi fallaci? Se il suo intervento, caro direttore, è servito a far emergere con forza questi interrogativi, allora sia il benvenuto!
Loredana Damia

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Complimenti per l’intervista a Controcorrente! Lei è stato straordinario. Ha tenuto testa a tutti e tre: Formigli, Valentini e Padellaro (par condicio! sic). È stato di una chiarezza estrema e di una limpidezza unica. A sinistra non vanno questi aggettivi, ma menzogna e sotterfugio. Complimenti.
Stefano Tanzj

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Buongiorno direttore,
onore e solidarietà a una persona coraggiosa: Maurizio Belpietro. Stanno censurando nella maniera più evidente il Giornale e addirittura passano ad avvertimenti a mezzo stampa attraverso le colonne di giornali ai comandi della sinistra, con i soldi dei contribuenti, questo è veramente schifoso. Ben vengano persone come lei, l'Italia ne ha bisogno. Stanno cercando di insabbiare tutto e la stanno esponendo a duri attacchi, addirittura, come scrive nel suo editoriale, hanno fatto un decreto lampo per evitare la pubblicazione delle foto di Sircana, minacciando una detenzione di tre mesi minimo. Guardi direttore, sarò un idealista, ma io questo rischio lo avrei corso, per onore della verità, per rispetto verso se stesso, di fronte alle persone che hanno capito contro chi stiamo combattendo. Una piovra.
Paolo Di Pasquale

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Direttore, esprimerle la mia stima puo sembrare poco, ma in 57 anni è la prima volta che scrivo.
Eugenio Zoia

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Carissimo direttore, un giornalista con la G maiuscola, oltre ad avere eccellenti doti professionali, deve dimostrare integrità morale per evitare dipendenze ma, soprattutto, coraggio. E di questi tempi molto coraggio! Bene, se le fa piacere saperlo, a mio giudizio, lei è uno di questi, una vera rarità. Condivido i suoi interventi a Porta a porta che, per quanto non ce ne fosse bisogno, hanno portato in piena luce le moltissime dipendenze dalla sinistra. Pensate soltanto se al posto di Sircana ci fosse stato Berlusconi! Oggi sarebbe stato mobilitato il Parlamento per le sue dimissioni! Democraziona alla sovietica.
Antonio Caproni

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Caro direttore,
noi non avremo il privilegio di leggere i testi di storia che si sprecheranno per spiegare ai nostri pronipoti le cause dei disastri che la cecità e l'incapacità di questi dilettanti della politica stanno causando. Non molli, auguri e avanti tutta. Se c'è da andare in galera vengo io e altri 100mila.
Maurizio Dall’Aglio

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Carissimo direttore,
voglia accettare la mia solidarietà per i vergognosi attacchi che lei e solo lei sta subendo, per aver adempiuto al proprio dovere di giornalista, con la "G" maiuscola, anche in passato Lei e conseguentemente il suo Giornale ha dimostrato di non essere al servizio di nessuno, di essere un giornale libero, l'unico che non usufruisce di contributi pubblici. L'Italia o meglio «italietta» pullula di giornalisti al servizio della politica e incredulo ho assistito all'attacco sferrato da Carlo Rossella nei suoi confronti, che lei ha puntualmente respinto al mittente. Non molli direttore, senza Lei ed il suo giornale la mia disinformazione sarebbe totale. In bocca al lupo e avanti così.
Carlo Cannas

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Egregio direttore,
per quello che può valere, le dico di essere fiero di essere un suo lettore. Non servono altre parole. La prego, vada avanti così.
Osvaldo Bellelli

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Finalmente!
Questi episodi visti come scandali che dal mio punto di vista sono solo idiozie, hanno comunque messo in risalto una dote che non ha più nessuno. Ed io l'ho rivista in lei, essere un uomo intelligente, complimenti. Per me è uno dei pochi che si possono definire ancora uomini. Saluti.
Wilma Galli

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Caro direttore,
io non condivido la sua opinione che la vicenda Sircana deve essere trattata alla stessa stregua di quelle che riguardano un cittadino qualsiasi. La privacy deve riguardare solo quest'ultimi e non la condotta dei politici che deve invece essere nota a tutti. Noi vogliamo sapere che cosa fa, anche in privato, un politico che ci governa, mentre non vogliamo sapere i fatti personali di un calciatore, di una valletta o di un imprenditore.
Leonardo Carriero

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Carissimo direttore,
sono un ingegnere italiano di 55 anni residente da 15 in Marocco dove svolgo dal 2001 un'attività in proprio, dopo aver diretto per 8 anni una delle più grandi imprese tessili del Paese. La seguo sempre, dalla lettura quotidiana del suo giornale, all'Antipatico e in altre occasioni. Come l’altra sera prima a Sky e poi da Vespa. Sono completamente d'accordo con le sue tesi, dall'affrettato decreto del garante in favore dei politici, alla libertà d'informazione soprattutto quando si tratta di cose già messe agli atti e fornite da canali come i magistrati malati di protagonismo. Continuerò a leggerla e a seguirla. Buon lavoro.
Antonio Fusi

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Desidero esprimerle la mia solidarietà e la stima che nutro nei suoi confronti come giornalista. Gli attacchi che lei ha ricevuto in questi giorni riguardanti «Vallettopoli» sono inaccettabili: la mancanza di leggi o la loro inosservanza non può far ricadere la responsabilità degli scandali solo su alcune persone, in particolar modo verso la sua persona. E pensare da che pulpito viene la predica! Di giornalisti come lei ce ne fossero! L'unico consiglio che le posso dare è di continuare per la sua strada senza farsi intimorire dai commenti di giornalisti o politici che si ritengono dei «puri», quando sappiamo benissimo che così non è. In Italia si fanno troppe parole e pochi fatti (...). Il suo compito è quello di riportare e commentare i fatti ed è esattamente quello che lei ha fatto e sta facendo (...) Saluti.
Marco Buoli

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Coraggio, «Antipatico»! I suoi lettori le saranno sempre vicini perché condividono i principi dell'informazione democratica. Voglio esprimere la mia stima e solidarietà e ringraziarla per tutto quello che scrive. Da domani e per sempre comprerò due copie del Giornale!
Giulia

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Stimatissimo direttore,
purtroppo viviamo in un paese ipocrita, le gogne valgono solo per chi non è di sinistra. Comunque ha tutta la mia solidarietà, quella di una persona comune e, come me, quella di tante altre persone comuni. Un cordiale saluto.
Dada

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Forza Belpietro,
le persone per bene e i cittadini liberi sono tutti con te e sono in tanti, anzi tantissimi. Non mollare, in ogni caso troverai milioni di persone pronte a difenderti.
Giovanni Allegretti

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Direttore, premesso che sono un elettore del centrodestra e nonostante questo Lei non fosse tra i miei favoriti, ma da questo momento, dopo averLa ascoltata nel suo intervento a Otto e mezzo a proposito del cosidetto «scandalo vallettopoli» e dopo aver notato l'aggressione nei suoi confronti nonostante la sua presa di posizione molto anglosassone, le esprimo la mia totale solidarietà e la invito ad andare avanti in questa battaglia di libertà. Cordiali Saluti.
Enzo Tumminelli

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Egregio direttore,
tenga duro, conti pure su di noi lettori. Indiciamo un referendum affinché ognuno si stampi i giornali che vuole e che soprattutto può. Ma con i soldi propri e non con quelli dei cittadini. Governo serio, non c’è che dire. Cordiali Saluti.
A. Trunfio

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La sinistra dell'uguaglianza fa differenze, il politico, invece, deve dare l'esempio e non avere solo privilegi, l'America bistrattata c'insegna ancora. Ma di Tortora e di tanti altri innocenti sbattuti come mostri in prima pagina non si ricorda nessuno? Ha parlato bene Direttore anche da Ferrara (aveva ragione la Fallaci!). Non solo ha conquistato un altro lettore, ma anche un nuovo abbonato.
Massimo Temperini


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Caro direttore Belpietro,
le do la mia solidarietà e, dopo aver letto il pezzo di Ward (complimenti), in cui è detto che nei paesi anglosassoni non ci sono leggi sulla Privacy, mi sento di rilanciare: l'Italia è la culla del diritto e se per introdurre questo ridicolo istituto Rodotà & soci sono dovuti ricorrere impropriamente a un gergo inglese, ciò la dice lunga sul valore di tale legislazione. La riservatezza è uno stile di vita (meritorio) della persona, non un suo diritto. La suddetta lobby di professori ha trovato il modo di incassare una montagna di soldi pubblici, ma spero che venga il giorno in cui anche la ridicola Authority Privacy verrà abbattuta! Mi piacerebbe che il giornale affrontasse questa campagna di democrazia e anche quella per l'abolizione del finanziamento pubblico della stampa e dei partiti.
Mauro Agostinelli

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Caro direttore,
le scrivo per esprimerle tutta la mia solidarietà per le vergognose critiche che la sua persona ha subito. Tenga duro! Noi lettori La sosteniamo con affetto. Il dottor Paolo Berlusconi ha fatto un'ottima scelta affidando a Lei il nostro Giornale. Con una benedizione le porgo distinti saluti.
Ester M. Ledda

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Voglio complimentarmi con lei, signor Maurizio Belpiero, per tutti i servizi giornalistici da Lei presentati, specie per l'ultima «questione» riportata dal suo giornale. Lei ha ragione: le notizie o valgono per tutti o per nessuno; non ci sono «intoccabili». Distinti saluti.
Giorgio Rivoir
(Pensionato settantottenne)

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Caro direttore,
riguardo all'articolo: «Il ricatto della privacy», Lei ha tutta la stima e solidarità mia e di quanti leggono il suo giornale. Non si lasci intimidire dai censuratori di comodo, continui il suo lavoro con la serietà e competenza che in questi anni l'hanno contraddistinta e hanno fatto del suo Giornale la differenza dagli altri. Cordialmente.
Ivano Pini

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Leggo il suo giornale con assiduità ritenendolo una delle pagine più piacevoli del giornalismo italiano, anche se non sempre ne condivido i contenuti. Nel vedere il lancio dell'Ansa che comunica la decisione del presidente dell'ordine dei giornalisti lombardi di inoltrarle un avviso disciplinare in relazione alla pubblicazione di alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito dell'indagine di Vallettopoli, non posso che esprimerle tutta la mia più sentita quanto, suo malgrado, inutile solidarietà. Certo che l'ordine dei giornalisti non abbia mancato di evidenziare, ancora una volta, tutta la sua inutilità, la saluto cordialmente.
Luca

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Gentile direttore,
trovo scandaloso e inammissibile il provvedimento al quale è stato sottoposto. Da cittadino e «semplice» pubblicista quale sono, voglia accettare la mia solidarietà. Con questa decisione la libertà di stampa nel «nostro» (?) Paese è andata a farsi benedire.
Luca Sguazzardo

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Grande direttore,
non si faccia intimidire da questi garantisti a senso unico. Il nostro Giornale è una delle poche voci libere ancora esistenti. Vada avanti senza paura, noi le saremo vicini, Sempre!
Francesco Casciano

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Signor direttore,
complimenti per il coraggio dimostrato nel pubblicare gli articoli imbarazzanti,sul portavoce di Prodi, ieri sera l'ho visto attaccare senza ritegno da due suoi colleghi su Controcorrente del resto sappiamo bene quali metodi sanno usare i «comunisti», quando si vedono attaccati, dimenticando ipocritamente i modi volgari e artificiosi dei loro attacchi agli avversari. Complimenti ancora, e continui il suo lavoro come ha sempre fatto.
Bruno Manganello

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Egregio direttore,
da qualche anno sono un assiduo lettore Suo e del Giornale che dirige. È nei momenti più difficili che i complimenti sono meno falsi e mielosi, quindi vorrei spronare, qualora ce ne fosse bisogno, Lei e il Giornale a continuare la battaglia per la verità che molti giornali sacrificano alle bandiere di partito, fornendo ottimi paraocchi in carta stampata ai propri lettori. In questi giorni io, bolognese atipico, provo ancora più orgoglio nel recarmi ad acquistare la copia de Il Giornale... Grazie!
Massimo Pucci

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Ho molto apprezzato il suo intervento nella trasmissione di Raiuno Porta a Porta del 15 marzo e pertanto le esprimo tutta la mia solidarietà e il mio sostegno di fronte all’iniziativa intrapresa dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia. È poco dire che è ridicola.
N.B. sono del centrosinistra
Mario Candela

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Egregio direttore,
come fedele suo lettore le esprimo tutta la mia stima e la mia solidarietà per gli attacchi beceri e schifosi che sta ricevendo in questi giorni. Non si faccia intimidire e vada avanti per la sua strada; noi saremo sempre al suo fianco. Con stima.
Enzo Vitello

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Signor direttore,
ho finito di leggere il suo articolo sul Giornale. Innanzi tutto le esprimo tutta la mia ammirazione, stima e solidarietà umana, inoltre le comunico che da oggi di Giornale ne compro tre da lasciare in giro per le varie sale di aspetto.
Giuseppe Galiano

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Direttore, mi scusi, ma un politico (nostro dipendente, pagato con le nostre tasse) o un rampollo di una nota famiglia di industriali (che beneficia, a mani basse, di denaro pubblico) che hanno certe "abitudini", non sono da ritenersi di rilevanza informativa pubblica? Se vogliono maggior privacy vadano a fare i barbieri (ed aprano al lunedì) e lascino gli incarichi ad altri, possibilmente più seri. Saluti.
B. Ricca