La solidarietà dei lettori

Centinaia e centinai di lettere, e-mail e fax. I lettori del Giornale continuano a farci sentire la loro voce. Difendono quella che considerano una battaglia giusta per la libertà di stampa

Ho assistito a una puntata di Uno mattina su Rai 1 che potrebbe dirsi «Talebana». La giornalista (?) in video ha voluto evidenziare che solo il Giornale non ha aperto la prima pagina con la notizia della liberazione del giornalista di Repubblica ma con la polemica sulle foto di Sircana. Mi sembra che il cambio di direttore voluto dalla sinistra dia effetti devastanti, chi non si adegua viene bacchettato, sospeso, obbligato a cambiare mestiere (Farina). Siamo già al regime dell'informazione?
Roberto Cochis

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Signor direttore,
sono un giovane di 23 anni che cerca, anche grazie alla quotidiana lettura dalla testata da lei diretta, di farsi un'opinione riguardo i fatti politici, economici e sociali del nostro paese. Mi sento dunque in dovere di esprimere a lei e a tutta la redazione de Il Giornale la mia solidarietà riguardo le ingiuste accuse mosse da persone ipocrite e opportuniste che, pensando di garantire la democrazia e la privacy, forniscono a noi cittadini un pessimo servizio d'informazione. La invito a continuare così, perché oggi in Italia c'è estremo bisogno di uomini disposti a mettere in gioco la propria reputazione per far emergere le verità scomode.
Lorenzo Mantovani

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Sono un avvocato romano quarantenne, da sempre di centrosinistra e lettore del Corriere: da oggi non più! Ebbene, la Sua conduzione de Il Giornale, la capacità di mostrare gli opposti punti di vista, gli scoop sulla Finanziaria, sul comma Fuda e ora sulle foto di Sircana mi hanno aperto gli occhi, svegliato dal torpore intellettuale e soprattutto - anche grazie alla stoltezza di chi ci governa - determinato a non votare più a sinistra. Più di così non poteva ottenere... Grazie e continui così.
Luigi Bottai

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Premetto che sono di sensibilità politica (e non partitica) lontana da quella che ispira le sue idee. Trovo che la sua posizione sulla vicenda Sircana sia moralmente giusta e soprattutto le persone come me, che sono affascinate da prospettive di sinistra, non potrebbero non condividere la sua tesi che se il gossip invade e deturpa l'immagine pubblica sia lecito con ragazze ingenue anche se probabilmente arriviste e non lecito per le perone influenti come i politici.
Renzo Antonini

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Caro direttore,
desidero informarla che oggi,alle ore 8.45 circa,su Rai 2,il nostro Giornale e lei ,sono stati citati a lungo con untuosa ironia, per non aver dedicato la prima pagina alla liberazione di Mastrogiacomo, ma «solo» alle note vicende di Vallettopoli. L'intervento «sfottitorio» è stato tirato a lungo ed esce dalle solite amenità tipiche dei due conduttori:voglio dire che sento puzza di cose preordinate. Con gratitudine per la sua coraggiosa presa di posizione,le invio cordiali saluti.
Fabrizio Marizza

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Caro direttore,
esprimo tutta la mia solidarietà nei suoi confronti per la vicenda Sircana. Ma si immagini se tutto questo fosse successo a Berlusconi? I giornali comunisti cosa avrebbero detto? Tutti i loro giornalisti cosa avrebbero scritto? è una vergogna la reazione che hanno avuto questi pseudo-giornalisti verso di lei, ma soprattutto il bieco tentativo di nascondere la notizia negando anche l'evidenza. Ha proprio ragione la Lega quando definisce l'Italia il paese di Pulcinella... è diventato uno schifo tutto uno schifo! Direttore continui così, Lei può camminare a testa alta!
Alessio Ducceschi

Ho apprezzato molto la sua franchezza, nei confronti del garante,ogni tanto bisogna avere il coraggio di dire quello che si pensa, ma sembra che ultimamente ci vietino anche di pensare.
Palma Marciano

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Caro direttore,
ho seguito questi giorni la vicenda Sircana e in merito lei ha tutto il mio appoggio e la mia solidarietà. Non si può censurare il giornalismo in Italia, ognuno deve pubblicare quello che vuole. Ogni cittadino in un paese libero sceglie di andare in edicola e comprare il giornale. Non sono un suo lettore ma le auguro lunga vita.
Pino Pascucci

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Confesso che era da qualche anno che non rileggevo il suo giornale. La linea editoriale durante il governo Berlusconi non mi era piaciuta. Questo suo impegno sul caso Sircana mi riporta alla memoria le splendide inchieste che eravate soliti fare. Oggi mi ritrovo con voi, seguo con attenzione questa battaglia non «contro» ma a favore di una informazione libera. I servi degli editori non ci interessano fa piacere che qualcuno l'abbia capito. Quindi rinnovo tutta la mia stima a lei e alla redazione. Grazie e non molli.
Maurizio (Roma)

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Condivido totalmente le sue opinioni sul caso Sircana . Non si lasci imbavagliare dal garante: il diritto alla libertà di stampa è più importante. Distintamente
Paolo Sari


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I miei complimenti per la serenità,competenza ed equilibrio con cui ha gestito le recenti delicate problematiche.
Gaetano Bonomi

Sono un assiduo lettore del vostro quotidiano. Voglio ringraziarvi per il vostro impegno nel difendere la liberta della stampa e l'immagine del'Italia all'estero.
Allan Avventurato

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Il Palazzo si indigna, unitamente ai suoi supporter, per le riprese di Sircana. Io sono indignato perchè tali riprese non si sarebbero potute fare se il Palazzo assicurasse ai cittadini l'assenza di viados (ed altro) sulle nostre strade.
Carlo Panvini Rosati

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Ho seguito questi giorni la vicenda Sircana e in merito lei ha tutto il mio appoggio e la mia solidarietà. Non si può censurare il giornalismo in italia, ognuno deve pubblicare quello che vuole. Ogni cittadino in un paese libero sceglie di andare in edicola e comprare il giornale. Non sono un suo lettore ma le auguro lunga vita.
Pino Pascucci

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Solo due parole per esprimere la stima e l'apprezzamento per il suo lavoro, le sue denunce,i suoi interventi sempre educati, garbati e precisi. Grazie per non fare giri di parole, menzogne travestite a festa o inchini ai vari aliti di vento che si alternano in una povera Italia costituita da persone ritenute sempre più stupide e facilmente beffabili da un potere politico privo di valori e di eroi.
Stefania Langelotti

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Scrivo per manifestarle la mia solidarietà per l'attacco da lei ricevuto sul caso Sircana. Devo però fare i complimenti anche al governo che fino ad ora avevo sottovalutato: di fatto, per partorire una legge «salva-cazzate-dei-politici», ci ha impiegato un batter di ciglia. Con questa mia mail non le dirò nulla che lei già non sa, ma credo che questa vicenda sia un esempio del perché la disaffezione della gente alla politica sia sempre più dilagante. Sia fiero di quello che ha fatto!
G. Tarantola

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Anche se in ritardo vorrei esprimerle la mia sentita solidarietà. Ma, vorrei approfittare dell'occasione per porle una semplice domanda. I signori dell'Unione non si ricordano che il primo governo del centro-destra cadde per un «avviso di garanzia», che prima fu conosciuto dal direttore del Corrierone e poi dall'indagato? Cosa succederebbe se l'indagato fosse Prodi? Il professore lo verrebbe a sapere durante una seduta spiritica?
Massimo Costi

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Tenga forte! Lei ha avuto coraggio di evidenziare le debolezze della politica! Ora nessuno è santo! E forse Sircana ha solo la colpa di aver chiesto un’informazione ad un travestito. Ma dico io: la privacy in questi casi? Come professionista devo avere il registro clienti, fornitori e come uso i dati! E fatti controfirmare dai clienti... La sua è una battaglia lecita, e speriamo serva a migliorare la privacy di tutti.
Pino

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Complimenti per la sua determinazione e schietezza. Vorrei chiederle: dove si va adesso? Mi vergogno di essere italiano, trattare con i terroristi. D’Alema che, intervistato in America, se la defila vergognosamente, ma questo certe persone non lo capiscono. Penso sia ora di lasciare l'Italia come ha fatto mia figlia.
Giampaolo Toppani

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Devi insistere per scoprire cosa c'è dietro il Corriere. Loro hanno il potere di definire cio che è giusto e ciò che è sbagliato. Continua così.
Fabio Tagli