Spara un colpo per errore e uccide il figlio di tre anni

Giugliano (Napoli) Ucciso a tre anni a Napoli, dalla pistola del papà. Ucciso a 15 anni a Catania, dalla pistola dello zio. Due tragedie assurde al sud, due piccole vite spezzate, non da mani criminali ma dalla leggerezza con la quale molto spesso si gestiscono le armi che si tengono in casa, anche se regolarmente detenute. Ieri mattina, a Giugliano, 70 mila abitanti, alle porte di Napoli, un boato ha rotto il silenzio di una villetta situata in via Santa Maria a Cubito. Un maledetto proiettile ha trapassato il corpicino di Francesco: entrato da un fianco è uscito dal petto. Il papà, Giuseppe, professione idraulico è corso in camera da letto ha preso in braccio il suo bambino e lo ha portato in ospedale. Ma la corsa è stata inutile: il piccolo è morto poco dopo.
Sotto choc per la morte del figlioletto, alla polizia giudiziaria Giuseppe ha raccontato che la pistola, una calibro 9 che utilizzava per fini sportivi, si trovava sul comodino quando è caduta sul pavimento. Un proiettile è accidentalmente partito uccidendo Francesco. La procura di Napoli ha denunciato l'idraulico in stato di liberta con l'accusa di omicidio colposo.
Anche Catania è in lutto, per la morte di Vittorio Bianco, 15 anni. Il ragazzo, con un amico di 17 anni stava giocando a «ispezionare» la casa di uno zio morto da tempo. I due ragazzi hanno trovato una pistola ed hanno iniziato a maneggiarla. É partito un proiettile che ha ferito gravemente Vittorio. Il ragazzo è deceduto in ospedale a una settimana dal tragico incidente. Era figlio di una coppia di fisioterapisti che lavorano all’ospedale Cannizzaro di Catania, che ha un altro figlio più piccolo. Vittorio era un bravo ragazzo, studioso, frequentava il Liceo Scientifico «Galileo Galilei». La Procura per i minori ha aperto una inchiesta ma, sulla accidentalità della morte dello studente non vi sarebbe alcun dubbio.