lo spillo/2

Nessun trattamento di «sfavore» per l’imputato Silvio Berlusconi: secondo i vertici del Palazzo di giustizia di Milano, la rapidità del ruolino di marcia del processo al presidente del Consiglio è merito unicamente della piena efficienza del tribunale meneghino. Meno di due mesi tra la richiesta di giudizio immediato (9 febbraio) e l’apertura del processo (fissata per il 6 aprile): una sonora smentita a chi accusa la giustizia italiana di avere tempi biblici.
Ma è davvero così per tutti? Frugando tra i decreti di giudizio immediato disposti negli ultimi tempi dal tribunale di Milano, si scopre che non tutti gli imputati sono altrettanto fortunati. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, il 16 dicembre scorso ha chiesto il giudizio immediato per un folto gruppo di appartenenti alla ’ndrangheta. Cinque giorni dopo il giudice ha accolto la richiesta e ha fissato il processo: 11 maggio. Quasi cinque mesi di attesa, contro i due del Cav.