«Spy game» ai vertici Aise: Graziano verso la nomina

RomaOggi, prima del consiglio dei ministri (previsto in mattinata) si dovrebbe riunire il Cisr, Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Al di là di uno scambio di idee sulla vicenda Ucraina, il Comitato dovrà pronunciarsi sulla nomina del nuovo responsabile dell'Aise, i servizi segreti militari.
In corsa ci sono tre alti ufficiali ed un civile (ma ex militare). Il più accreditato (per curriculum ed esperienza) è Claudio Graziano, attualmente Capo di Stato maggiore dell'Esercito.
Ha comandato il contingente multinazionale in Afghanistan, e - su incarico del segretario generale dell'Onu - il contingente Unifil in Libano, dov'è rimasto (caso raro: su richiesta delle parti coinvolte) per tre anni. Proprio la sua esperienza di pacificazione dell'area (Unifil è la missione delle Nazioni unite nel sud del Libano di interposizione fra Israele e le milizie filo-hezbollah) fa crescere le sue quotazioni per la delicata poltrona dell'Aise. A sostenere un suo passaggio ai servizi ci sarebbe anche il Quirinale.
Nel borsino dei servizi segreti militari, un gradino sotto Graziano c'è Alberto Manenti, attuale «numero due» della struttura. Compagno d'accademia di Modena di Graziano, Manenti è un professionista del settore, apprezzato soprattutto in campo internazionale proprio per l'esperienza maturata sul campo in anni d'esperienza.
A seguire, altri due alti ufficiali: uno della Marina ed uno dell'Aeronautica. Filippo Foffi è il «marinaio», attualmente comandante della Squadra navale con il grado di ammiraglio di squadra. Anche lui conosciuto a livello internazionale e molto apprezzato Oltreoceano. Mentre l'aeronautico è il generale di Squadra aerea, pilota, Carlo Magrassi. Prima di diventare capo di gabinetto di Mario Mauro alla Difesa, Magrassi ha acquisito una buona esperienza internazionale, soprattutto europea, durante l'incarico a Bruxelles presso l'Agenzia della difesa europea. Il suo nome venne portato per la nomina all'Aise nell'ultimo consiglio dei ministri del governo Letta.
Una scelta bloccata all'ultimo momento su intervento - sembra - dello stesso presidente del Consiglio in carica (che non riteneva opportuna una nomina del genere, al di là del nome, da parte di un governo dimissionario); ma anche degli alti vertici militari e del Colle.
La nomina del responsabile dell'Aise potrebbe non figurare nel comunicato del consiglio dei ministri qualora la scelta ricadesse su Manenti: tecnicamente viene fatta dal Cisr che - di norma - non fa comunicati. Qualora, invece, Renzi dovesse optare su un alto ufficiale, il comunicato della Presidenza dovrebbe riportare che quell'alto ufficiale è messo «fuori ruolo» dai ranghi della Forza armata d'appartenenza.