Stamina, è guerra: il ministro querela

Disperazione e speranza: così le famiglie di Stamina lottano contro il parere di esperti di fama mondiale e cartelle cliniche che non lasciano illusioni. Ma poi viene la rabbia. E le querele.
Il caso tiene banco anche a fine anno, un anno zeppo di battaglie legali, scontri politici e dichiarazioni che dicono tutto e il contrario. Com'è accaduto ieri, quando i parenti dei pazienti in cura agli Spedali Civili di Brescia, si sono ribellati a quanto è scritto nelle 36 cartelle cliniche dei pazienti trattati con il «metodo Vannoni» in cui non si rileva alcun miglioramento oggettivo dello stato di salute. Anzi, i medici rilevano persino il decesso sospetto di un malato di atrofia multisistemica, patologia simile al Parkinson, che solitamente non determina rischio di morte. Un schiaffo a Stamina che rischia di essere sbeffeggiato dal mondo intero proprio mentre il ministero della Salute nomina il secondo comitato scientifico di esperti, dopo che il Tar aveva bocciato il primo «troppo di parte». Ma andiamo con ordine.
Ieri si sono verificati due importanti eventi a Roma. Al ministero della Salute, il ministro Lorenzin ha istituito il nuovo Comitato Scientifico che dovrà analizzare il caso Stamina e risponde - precisa una nota - «a requisiti di imparzialità e di professionalità clinica». È composto da 7 membri presieduti dal professor Mauro Ferrari, presidente e Ceo dello Houston Methodist Research Institute. Accanto a lui lavoreranno due esperti di staminali stranieri, due esperti italiani più due clinici, uno di interesse metabolico e uno neurologico. Saranno dunque loro a valutare il protocollo Stamina ai fini di un'eventuale sperimentazione nonostante lo scetticismo diffuso tra gli esperti.
Ma chi segue i pazienti non accetta questa sentenza scientifica quasi già scritta. E ieri ha presentato alla stampa i progressi di alcuni malati. I genitori dei piccoli pazienti affetti da malattie neurodegenerative hanno mostrato video e documenti dai quali sembrano emergere dei miglioramenti. Per esempio, Celeste ruota su se stessa, un movimento che, secondo il neurologo Marcello Villanova «non può fare nessun soggetto colpito da questa malattia». In un altro video, il piccolo Sebastian è in grado di mantenere la testa ferma e di muovere, seppur leggermente, la gamba destra. Giuseppe Cammiolo, papà della piccola Smeralda, gravemente disabile per un'asfissia alla nascita, legata a un respiratore, ha invece presentato le carte ospedaliere di Catania che dimostrano dei miglioramenti della bambina. Mancano i genitori della piccola Sofia, la bimba di Firenze affetta da leucodistrofia metacromatica che da un anno effettua le infusioni con il metodo Stamina. La piccola ha la polmonite virale ed è ricoverata all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze e mamma e papà sono vicini a lei.
Ma i loro compagni di disavventura si fanno sentire a Roma mentre difendono Stamina e minacciano querele contro i giornalisti accusati di essere scorretti nel riportare le notizie. Sono volati insulti come «Assassini» e «Vergogna» e il nonno di Federico, uno dei piccoli pazienti in cura a Brescia, ha chiesto che a Torino il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, «indaghi anche sulla diffusione dei dati delle cartelle cliniche degli Spedali Civili di Brescia». Anche Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, si è appellato alla magistratura: «Chi ha detto che non c'è nessun risultato merita di andare sotto processo per interferenza di attività salva vite e almeno una procura sta già indagando». Poi, all'Ansa, ha esposto una ipotetica strategia sotterranea. «C'è un problema di criminalità organizzata, un gruppo di persone a livello molto alto ha deciso di consigliare così la ministra, esiste un complotto che vuol negare anche l'evidenza pur di bloccare sia le terapie compassionevoli a Brescia che la sperimentazione votata dal Parlamento». Il ministro Lorenzin ha annunciato querela. E per cercare di calmare le acque è intervenuto Vannoni: «Una provocazione, Andolina è stressato, il ministro valuti il contesto. Noi abbiamo rinunciato a tante querele».