Stilisti in camper anticrisi, moda africana, riciclo e manichini artistici

Tanti eventi ad AltaRoma, dall'Ethical fashion al riciclo di Ilaria Venturini Fendi, dalle contaminazioni di Stella Jean alla tradizione maschile dell'Accademia dei Sartori, fino al «Tubino a colazione» di Odile Orsi e ai giovani di Room service con Mariù De Sica

Il mercato è in crisi, anche quello della moda. E gli stilisti devono inventarsi qualcosa di nuovo, magari diventare vagabondi su un camper di lusso.
Come Stefano e Cosima D'Inzillo, la coppia di fashion designer che ha sposato la filosofia del Motorhome per presentare nel mondo le cinture e borse-gioiello del marchio.
«Non basta più stare fermi - dicono- ad aspettare che i compratori bussino alle porte. Ce lo andiamo a prendere noi il mercato, mettendoci in gioco personalmente, con una nuova strategia di contenimento dei costi di gestione dell'azienda».
Nasce così l'«Handmade in Italy Rocks Tour» del brand D'Inzillo, iniziato dalle Cantine dei Marchesi Antinori di San Casciano e arrivato alla prima tappa nella capitale durante le sfilate di Alta Roma, per poi proseguire verso il nord Europa.
Cosima e Stefano hanno fatto una scelta radicale, affittato la loro casa di Roma e comprato un motorhome molto grande e lussuoso per andarci a vivere e lavorare in giro per il mondo, con le loro creazioni glamour e moderne.
Si vede anche questo, nella settimana di Alta Roma: Dove gli animalisti cercano di rovinare la sfilata dell'ospite d'onore, Jean Paul Gautier, spogliandosi di fronte all'entrata del Santo Spirito in Sassia e insultando tutti gli ospiti, per protestare contro le (inesistenti) pellicce utilizzate dallo stilista francese per i suoi meravigliosi abiti.
Alle poche grandi griffe come Sarli, Balestra e Curiel, si affiancano tanti marchi alla ricerca di nuove strade per sfondare. Ethical Fashion, evento dell'agenzia dell'Onu Itc, presenta due stiliste svizzere che usano tessuti realizzati dalle donne delle comunità africane e riunisce in una sfilata collettiva stilisti del continente nero.
Re(fuse)conCarmina Campus di Ilaria Venturini Fendi, arriva alla seconda tappa del progetto charity Pre-Loved on Tour, con la vendita di abiti e accessori vintage griffati a favore di Oxfam Italia.
Hanno già avuto successo, e molto, le creazioni della italo-haitiana Stella Jean, che mischia tradizioni lontane nella sua «Wax & Stripes philosophy». Nella capitale la vincitrice del concorso «Who is on next?» 2011 presenta un big bang di colori, un mix inedito di stampati per un'immagine femminile giovane, allegra:una collezione che accosta l' eleganza del Vecchio Continente alle proiezioni cromatiche delle nuove culture.
Al progetto di AltaRoma «Room Service», vivaio di giovani creativi che espongono nelle suite di un grande albergo di via Veneto, partecipa anche la stilista Mariù De Sica, figlia di Christian e nipote del grande Vittorio. Maria Rosa, classe 1987,studi allo Ied di Roma e all'Accademia del Lusso, esperienze nell'ufficio stile di Ferragamo, dopo aver debuttato con una linea anni '50 e il nome del brand ispirato al noto brano «Parlami d'amore Mariù», stavolta lancia con il compagno Federico Pellegrini una capsule ispirata alla natura, alla freschezza del bianco, alla libertà di movimenti.
Altre curiosità? La mostra Manneken, dal termine olandese con il quale nel '700 si chiamavano i «piccoli uomini» nati per esporre gli abiti. Da un'idea di Stefania Giacomini, Gianluigi Contesini ed Emilio Sturla Furnò nasce questa originale esposizione con un percorso tra manichini artistici e di moda ed è dedicata alla creatività artigiana dal 1922 ai giorni nostri,con prototipi disegnati per maison storiche come Chanel, Valentino, Fendi, Cavalli, Dolce & Gabbana, Moschino e Loro Piana e per scuole di moda e design come la Koefia. la mostra sarà aperta ai visitatori fino a mercoledì 10 luglio alla Galleria 5 Lune.
Quasi una personale di pittura è invece la collezione «Tubino a Colazione» di Mutadesign, che Odile Orsi ha presentato nello store di Pura López a Piazza di Spagna. La designer del fashion brand bolognese rivisita il classico e intramontabile tubino, per eliminare tutto ciò che di banale vi si può essere acumulato ed esaltare in modo diverso le sue caratteristiche di eleganza, versatilità e sfruttabilità.
Anche l'uomo ha la sua parte ad Alta Roma, dove 70 maestri dell'Accademia dei Sartori animano un fashion-show in piazza del Campidoglio. Circa 1200 metri di tessuto, 600 chilometri di fili, 1.200 bottoni e ben 3.600.000 punti per realizzare 120 completi su misura, 68 maschili e solo 52 femminili per dimostrare che la tradizione è anche innovazione.