Strage in Savoia: il vero obiettivo forse era il ciclista

Prende piede una nuova ipotesi sulla misteriosa strage di Annecy, in cui un'intera famiglia britannica è stata sterminata, assieme a un ciclista di passaggio, considerato finora una vittima «collaterale».
Gli inquirenti infatti stanno valutando la pista che fosse proprio lui il bersaglio principale del killer, scrive il Daily Mail. Sylvain Mollier lavorava in un'industria nucleare ed era specializzato nel processo di lavorazione dello zirconio, un metallo utilizzato per i reattori nucleari. Mollier, 45 anni, padre di tre figli, è stato ucciso con cinque colpi di pistola, due sparati alla testa, come ai tre membri della famiglia Al-Hilli. Certamente, in quest'inchiesta che sembra brancolare nel buio, un ulteriore elemento di confusione. C'era qualche contatto tra il «ciclista» e l'ingegnere aerospaziale inglese fuggito dall'Iraq vent'anni fa? Avevano forse un appuntamento in quel boschetto sperduto sui monti dell'Alta Savoia. Tutti quesiti che se trovassero risposte potrebbero aiutare a risolvere il caso.
Intanto, l'altro ieri, Sylvain Mollier, è stato «sepolto provvisoriamente» nel corso di una cerimonia riservata, mentre la sua volontà era di essere cremato. Con tutta probabilità il giudice non ha concesso il nulla osta in modo da permettere ai medici legali di poter lavorare ancora sul cadavere. Quello di un uomo che, si sussurra negli ambienti investigativi, pare conducesse una doppia vita. Mollier, che era in congedo parentale dopo la nascita del suo terzo figlio ed era un appassionato di ciclismo, lavorava per Cezus, una filiale del Gruppo Areva, specializzata nella lavorazione dello zirconio per i container di combustibile nucleare. L'inggnere e lo scienziato, ammazzati insieme. Un caso?