La strana taglia del politico finito in cella per un errore

Soldi, insaccati e stoccafisso a chi trova il documento che gli era costato il carcere. La famiglia Stati in Abruzzo è molto nota: Ezio (nella foto), consigliere regionale della Dc, era rientrato in Consiglio sotto le bandiere di Forza Italia. Quindi il passaggio nel Pdl e l'ascesa ai vertici del partito. La figlia Daniela s'accomodava intanto sulla poltrona di assessore regionale alla protezione civile. Poi, nel 2010, il terremoto: la Procura sbatte in cella Ezio Stati e impone il divieto di dimora alla sua erede, per la quale chiede pure l'interdizione dai pubblici uffici. Inevitabili per lei le dimissioni, di fronte all'accusa di aver fatto parte col genitore di una cricca che, forte delle sue entrature, in cambio di regalie inseriva le imprese amiche nella lista di quelle incaricate della ricostruzione post sisma. Tutto sulla base di intercettazioni e di una convenzione tra Regione e privati, negli atti indicata come prova principe. Tre anni dopo, il colpo di scena. Il Gup del Tribunale di Avezzano ha bocciato i pm, dichiarando la nullità dei capi di imputazione: del famoso contratto non s'è mai scoperta traccia. La Procura dovrà ora decidere se archiviare o far ripartire le indagini. Provocatoriamente, ha deciso di darle una mano Stati senior. Che sulla convenzione fantasma ha posto una taglia: chi la stana riceverà 10.000 euro, un prosciutto ed una coppa di baccalà. Nessuno si è fatto vivo: la caccia continua...