Stupro con omicidio: saranno impiccati

Il tribunale indiano ha accolto la richiesta del procuratore che chiedeva la pena capitale per quattro stupratori. Il giudice Yogesh Khanna ha comunicato che «il caso eccezionale rientra nell'ancor più eccezionale categoria» che giustifica la pena capitale.
Uno degli uomini condannati, Vinay Sharma, è scoppiato in lacrime alla lettura della sentenza, mentre il padre della vittima si è detto «soddisfatto».
Gli imputati - Akshay Thakur, Pawan Gupta, Vinay Sharma, Mukesh Singh - sono tutti di età compresa fra i 19 e i 29 anni. La studentessa era stata violentata il 16 dicembre scorso, dopo essere salita su un autobus con un amico, anche lui picchiato brutalmente. La ragazza, 23 anni, ribattezzata dai media «Nirbhayà» (colei che non ha paura) era poi morta in seguito alle violenze riportate il 29 dicembre. Un quinto imputato, l'autista dell'autobus sul quale era avvenuto il fattoRam Singh, si era impiccato nella sua cella a marzo in attesa del processo. Il mese scorso il tribunale minorile aveva condannato a tre anni in una casa di recupero (la massima pena possibile) il sesto uomo che ha partecipato allo stupro, che era minorenne al tempo dei fatti. Il codice penale indiano prevede la pena capitale in rarissimi casi. Uno di questi nel 2004 a un uomo condannato per violenze sessuali nei confronti di una ragazza.
La storia della giovane Nirbhayà ha scosso la società indiana e internazionale e ha contribuito a infrangere il muro di omertà esistente sul tema della violenza sessuale sulle donne, comprese le bambine in tenera età.