Super canone, la Rai risponde ma non risolve il pasticcio

La tv di Stato al "Giornale": "Bollettini spediti a mezzo milione di artigiani e partite Iva. L'importo di 470 euro? Deciso dal ministero"

Dopo l'inchiesta del Giornale sui bollettini del «canone speciale» inviati dalla Rai a migliaia di artigiani e imprese, e le nostre domande rivolte ai vertici della tv di Stato per spiegare l'operazione che sta facendo rivoltare le categorie, la Rai prova a fare chiarezza. Viale Mazzini sottolinea che non è lei a decidere gli importi, che il canone speciale è un'imposta dello Stato, e che non si è tenuti a pagarlo «se la visione o la ricezione radiofonica avviene per mezzo di un computer attraverso Internet» , ma solo se si usano - fuori dall'ambito familiare - «apparecchiature munite di sintonizzatore». Ma passiamo alle dieci risposte, con le nostre controdeduzioni in corsivo.

1) «Le lettere sul canone speciale sono comunicazioni informative prive di connotati precettivi o intimativi, nelle quali si descrivono i casi in cui si deve pagare il canone. In nessun passaggio della lettera si presume la detenzione di apparecchi assoggettati a canone, anzi si invita esplicitamente il destinatario ad effettuare il versamento soltanto qualora ci sia un apparecchio televisivo. La Direzione Canone ha potuto verificare che, in ambito canoni speciali, molto più che in ambito canoni per abitazioni private, il mancato adempimento fiscale deriva da assenza di conoscenza e consapevolezza della normativa. Le comunicazioni si pongono quindi in un'ottica esclusivamente informativa. Il bollettino allegato costituisce una facilitazione a beneficio di coloro che devono effettuare il versamento ma non è l'unico allegato. È presente anche una cartolina-questionario preaffrancata con la quale coloro che non ritengono di dover effettuare il versamento, senza alcun onere aggiuntivo e con un adempimento estremamente semplice, possono inoltrare alla Direzione Canone qualsiasi comunicazione.

Grazie, ma i dubbi restano tutti. Lo ha riconosciuto persino il sottosegretario al ministero dell'Economia (vostro azionista): le lettere della Rai sono un pasticcio. Qui a fianco pubblichiamo uno dei bollettini di pagamento allegati alle vostre comunicazioni. E sfidiamo chiunque a leggerlo come una «comunicazione informativa» e non come una richiesta di pagamento. Anche perché corredato da un perentorio «nel caso non aveste ancora provveduto vi invitiamo ad effettuare il pagamento per evitare così di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge». Informativa? Per non parlare poi della cartolina-questionario preaffrancata. Lì si invita il destinatario a specificare se «ha iniziato un nuovo abbonamento speciale» e a indicare l'importo versato e su quale conto corrente; o se «è già titolare di un abbonamento speciale» e quindi di denunciarne il numero. Poi, un vago, «altre comunicazioni». Anche qui difficile leggerlo diversamente da una verifica di pagamento.

2) Mediamente ogni anno vengono spedite circa 500.000 lettere che riguardano tutte le categorie interessate. L'ultimo blocco di spedizione è stato completato nel mese di giugno. Per svolgere questa doverosa attività la Rai arricchisce e aggiorna i propri archivi attingendo alla banca dati della Camera di Commercio, che garantisce dati ufficiali, originari e non rielaborati. La pianificazione dell'attività di contrasto dell'evasione del canone individua, anno per anno, le varie tipologie dei settori da raggiungere. Grazie a questa alternanza, nel corso degli anni, nessuna tipologia risulta esclusa. Non esiste assolutamente alcuna corrispondenza tra il recente provvedimento governativo e le comunicazioni che sono state inviate in queste settimane nell'ambito di una pianificazione di ordinaria amministrazione, nella sostanza analoga a quanto fatto in passato. Sono molti anni che questa procedura è in vigore e non è certamente una novità.

Sulle vostre lettere c'è la data di giugno 2014, cioè un paio di mesi dopo che si è saputo del taglio da 150 milioni di euro chiesto dal governo alla Rai. Che si è ritrovata a dover recuperare risorse e anche in fretta. Mezzo milione di bollettini di canone speciale (da minimo 203 euro a massimo 6.789 euro), spediti in massa (a chi lo deve e anche e soprattutto a chi non lo deve) potevano anche essere uno dei modi individuati. Come si dice, a pensare male si fa peccato, però...

3) La vigente normativa assegna alla Rai il compito della riscossione del canone speciale, che riguarda la detenzione fuori dell'ambito familiare di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di programmi tv. Il canone speciale ha natura tributaria come confermato dalla Corte Costituzionale. In adempimento di questa attività di natura pubblicistica, la Rai acquisisce informazioni presso i pubblici registri detenuti dalla Camera di Commercio. La Rai ovviamente non può conoscere a priori coloro che non sono in regola. Una migliore selezione dei destinatari delle comunicazioni non può essere fatta in questa fase di attività informativa perché la Rai non conosce se sono detenuti o meno apparecchi radiotelevisivi. Proprio per questi motivi si invia la comunicazione in cui viene chiesto se si possiede un apparecchio radiotelevisivo.

Il risultato è che chiunque sia iscritto alle Camere di commercio ed appartenga ad una delle categorie di attività da voi ritenute potenzialmente non in regola con il canone speciale, si ritrova a fare i conti con il vostro bollettino. La pesca a strascico nelle banche dati delle Camere di commercio sarà anche il metodo più semplice, ma certo non il più efficace (visto il mare di proteste che solleva).

4) I dati che la Rai attinge presso la Camera di Commercio sono rigorosamente non eccedenti rispetto alla propria finalità istituzionale di riscossione di un tributo. Infatti Rai non conosce né chiede dati come il numero dei dipendenti, la metratura ecc. Si tratta solo di dati come la ragione sociale, il codice fiscale, la partita Iva, la sede legale e eventuali sedi secondarie.

Ci limitiamo a riportare quel che ci raccontano fonti dirette. Ci sono titolari di aziende che ricevono la vostra lettera non all'indirizzo della sede legale dell'azienda, ma a casa loro (indirizzo diverso). La Rai li invia sulla base di altre informazioni in suo possesso?

5) Le imprese che ricevono le lettere Rai possono far pervenire comunicazioni alla Direzione Canone inoltrando la cartolina preaffrancata di cui si è detto, contattando il call center 199 123 000, gli sportelli al pubblico o l'indirizzo di posta elettronica dedicato: canonispeciali@rai.it. Non è mai richiesto che venga spiegato l'uso che viene fatto dei pc o di altre apparecchiature. Come ampiamente spiegato infatti è rilevante il tipo di apparecchio posseduto (non l'uso) e la circostanza che esso sia dotato o meno di sintonizzatore.

Molti lettori lamentano di aver provato a chiamare il call center (a pagamento) ma di non essere riusciti, dopo lunghe attese, ad ottenere alcuna risposta.

6) Quanto all'accertamento tecnico in merito all'adattabilità a ricevere programmi tv, la Direzione Canone, sin dal 2012, successivamente alla nota interpretativa del Mise, ha consolidato la prassi di inoltrare al contribuente che sia incerto sull'obbligo, un modulo nel quale indicare marca e modello degli apparecchi. Le strutture tecniche interne si fanno quindi carico di effettuare gli opportuni approfondimenti soltanto documentali inviando l'esito agli interessati. Deve essere ribadito con forza che è una informazione non corretta sostenere che si deve pagare il canone per l'uso di un normale pc.

Dunque, se capiamo bene, chi ha un computer senza sintonizzatore o uno schermo comunque non adatto a ricevere il segnale tv può tranquillamente ignorare la vostra lettera con bollettino? E magari archiviarla, insieme ad altre carte, nel cestino?

7) Nessuno deve pagare due volte per lo stesso apparecchio radiotelevisivo. Inoltre il canone ordinario (per uso privato) è distinto come ambito da quello speciale. Ad esempio, se un proprietario di albergo ha la sua abitazione all'interno dello stesso albergo, deve pagare il canone ordinario nel caso in cui abbia l'apparecchio televisivo in casa e il canone speciale per l'albergo. Al contrario, se all'indirizzo della sede legale dell'attività non esistono uffici, il destinatario della lettera potrà evidenziarlo con i canali di comunicazione già descritti.

È la Rai ad averci specificato che «nell'eventuale coincidenza della residenza anagrafica con la sede dell'attività professionale si potrebbe configurare sia l'obbligo di pagare il canone ordinario per abitazione privata che quello speciale per ufficio». Cioè, una partita Iva (già strangolata dalle tasse) che lavora da casa potrebbe sentirsi richiedere dalla Rai sia il canone ordinario che quello speciale. Forse non pagherà due volte «per lo stesso apparecchio radiotelevisivo», ma pagherà comunque due volte il canone Rai.

8) Il presupposto del canone ordinario (abitazione privata) e di quello speciale (fuori dell'ambito familiare) è sostanzialmente diverso. In base alla norma, tutti coloro che detengono un apparecchio televisivo fuori dall'ambito familiare sono tenuti al pagamento del canone speciale indipendentemente dalla circostanza di essere intestatari di una utenza ordinaria.

Quindi se il signor Rossi esce di casa con «un apparecchio atto o adattabile ai programmi tv», gli chiedete anche il canone speciale?

9) La normativa prevede il pagamento del Canone speciale per la detenzione di apparecchi non solo in locali pubblici o aperti al pubblico, ma anche genericamente «fuori dell'ambito familiare».

Norma molto generica con categorie molto vaghe. Forse non a caso.

10) La classificazione delle tipologie degli abbonamenti speciali è stata introdotta dalla legge 23 dicembre 1999 n 488. La determinazione degli importi del canone non è di competenza Rai ma viene annualmente fissata con decreto ministeriale. Come già detto la Rai si limita ad applicare la normativa in materia.

La normativa sul canone (ordinario e speciale) Rai è obsoleta e fatta male, e certo non è Viale Mazzini ad averla scritta. Ma la Rai non può nascondere il sospetto che voglia fare cassa proprio sull'ambiguità della norma sul canone per aziende, artigiani e partite Iva.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 02/07/2014 - 09:00

PRIVATIZZARE LA RAI. Un buon imprenditore la rimetterà a posto, ma il 50% degli attuali fortunati dovrà andarsene a casa.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 02/07/2014 - 09:17

si stanno arrampicando sugli specchi, proprio come fanno i PSICOSINISTRONZI :-) ANDATEVENE A CASA, VERGOGNATEVI DI AVER VOTATO UN PARTITO COMUNISTA INCAPACE!!!!

vicobarone

Mer, 02/07/2014 - 09:24

Chiudere la rai è il minimo che si possa pretendere, visto che trasmette programmi noiosi , superati e costosi. non va venduta va semplicemente chiusa e liquidata al prezzo, difficile che uno la guardi al lavoro , non la guarda neanche a casa . Il canone da 407 è la ciliegina sulla torta.

pittariso

Mer, 02/07/2014 - 09:30

I mezzadri veneti lavoravano per un terzo del ricavato ma la proprietà degli immobili era del "padrone" che doveva provvedere alle spese per la produzione e straordinarie.Oggi la proprietà dei beni é del lavoratore autonomo che provvede a tutte le spese e lavora al 22% del ricavato. Siamo peggio dei mezzadri che erano unanimamente ritenuti sfruttati oltre misura dal "Padrone".E noi con l nostro "Padrone" come siamo sfruttati? La conseguenza di ciò é stata che la mezzadria é finita così come finirà il lavoro autonomo e diventeremo tutti dipendenti dello STATO Padrone tipo URSS che deciderà quale deve essere il nostro tenore di vita.Io non ci sto vendo tutto e mi trasferisco all'estero.

gioet

Mer, 02/07/2014 - 09:31

mi ripeto visto che le prime due volte non sono stato pubblicato:ottima inchiesta senza alcun dubbio, direi doverosa ed ha il mio appoggio incondizionato.è indubbio che si pagano troppe tasse e che vadano diminuite anche cercando e punendo duramente elusori ed evasori fiscali(badate bene non gli evasori per bisogno parlo di quelli veri). a quando una bella inchiesta su di loro?

pittariso

Mer, 02/07/2014 - 09:34

Aggiungo che il tenore di vita calerà anche per dipendenti pubblici (anche perchè lo saremo tutti) in quanto venendo a mancare le entrate fino ad oggi garantite dai versamenti degli autonomi,non potranno più essere pagati gli alti stipendi fino ad oggi pagati e che hanno permesso agli impiegati pubblici di non sentire gl effetti della crisi.

canaletto

Mer, 02/07/2014 - 09:35

CHISSA PERCHE' I COMUNISTI LE LEGGI LE APPLICANO QUANDO PIACE A LORO E LE DISCONOSCONO QUANDO SI PARLA DI CENTRO DESTRA. VEDASI IL CASO BERLUSCONI, TORTORA E TANTI ALTRI.......

angelomaria

Mer, 02/07/2014 - 09:36

LO SPECCHIO DI QUESTO GOVERNICCHIO SEMPRE PIU'ILLEGALE!!!BUONGIORNO E BUONTUTTOA VOI CARI LETTORI E REDZIONE!!

pittariso

Mer, 02/07/2014 - 09:43

Andiamocene finché siamo in tempo!

pittariso

Mer, 02/07/2014 - 10:01

Ha ragione Briatore:serve una rivoluzione che azzeri tutto.Non bastano i Grillo e i Salvini che parlano e gridano ma non passano ai fatti che la gente aspetta.

blackbird

Mer, 02/07/2014 - 10:06

La legge impone a chi paga il canone speciale di indicarne il numero nella dichiarazione dei redditi. La legge vieta agli enti pubblici e a quelli privati che svolgono un sevizio pubblico di richiedere documentazione già in possesso della pubblica amministrazione. Già dalla prima risposta la RAI viola la legge, richiedendo il numero dell'abbonamento speciale. Inoltre è da sanzionare anche il funzionario che ha redatto la lettera. Perché la magistratura non fa rispettare la legge?

macchiapam

Mer, 02/07/2014 - 10:08

Non cesserò mai di dirlo e ripeterlo: la RAI deve essere ricondotta a dimensioni di azienda informativa dello Stato. Tutti i canali debbono essere soppressi, ad eccezione di due: il primo, d'informazione ufficiale e obbiettiva, con dibattiti seri e trasmissione in diretta di eventi politicamente o culturalmente importanti. Il secondo, d'intrattenimento. Pubblicità seria e al minimo. Nient'altro, tutto il resto alle reti private. E biglietto di via a tutti i parassiti, interni od esterni, che oggi la succhiano inutilmente.

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mer, 02/07/2014 - 10:10

La pezza messa dalla Rai è ancora peggio del buco che voleva tappare. In parole semplici, la risposta della Rai è demenziale e dimostra senza alcun ragionevole dubbio che è in cerca di arraffare denaro per compensare i 150 milioni di tagli ventilati in suo sfavore. I risparmi si possono e si debbono fare anche in Rai, come hanno già fatto molte altre categorie di lavoratori dipendenti, con l'unica e grave differenza che troppi in Rai sono parassiti dipendenti conclamati e strapagati senza che producano nulla! L'esempio di rai Tre è un paradigma indiscutibile: Tre, e persino quattro pseudo giornalisti, che conducono trasmissioni che in altre emittenti di pari prestigio sono bengestite da un unico giornalista-conduttore! Per cdacciare a pedate i parassiti dalla Rai ci vuole un presidio permanente di cittadini in Viale Mazzini, sede della grande greppia dove si strafogano in troppi senza soluzione di continuità. Basta chiacchiere. Questo è quello che chiediamo al Giornale, visto che le risposte dell'Azienda sono totalmente risibili, se non delle vere e proprio prese per i fondelli!!!

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mer, 02/07/2014 - 10:12

Chiediamo agli Arabi di comprarsi il 49% della RAI, l'unica soluzione per spedire nei campi il 50% dei parassiti che vi si annidano da troppo tempo!

pittariso

Mer, 02/07/2014 - 10:16

500.000 = 1,2% della popolazione.I soliti asini che continuano a pagare per sopperire all'evasione di altri (33% a detta dela RAI che dovrebbe conoscerli e quindi andare a recuperare) e mantenere i privilegi dei pubblici.Visto che non c'é chi é in grado di guidare una rivolta facciamo da soli:non paghiamo più niente e vediamo come se la cavono.

Mr Blonde

Mer, 02/07/2014 - 10:19

PRIVATIZZARE 2 RETI RATI e una LEGGE ANTITRUST che tolga 2 reti a mediaset e che abbatta definitivamente il duopolio e ci avvicini ai moderni paesi occidentali. Così è da terzo mondo o meglio da paesi comunisti se vi piace tanto. Ce la fa a pubblicarlo??

Ritratto di pinoavellino

pinoavellino

Mer, 02/07/2014 - 10:27

Caro sig.. Pittariso, come la capisco. Io, dopo 74 anni e tre generazioni di piccolo commerciante nel settore ricambi e vendita moto ho dovuto chiudere per non aggravare ulteriormente la situazione familiare. Disoccupato a 55 anni e senza alcun ammortizzatore sociale. Comunque non dobbiamo andarcene noi, ma riprenderci semplicemente la nostra meravigliosa Nazione, e se non per noi per i nostri figli, perchè non è più ammissibile che migliaia di nostri giovani partano per andare a lavorare in terra straniera rendendo vano il sacrificio di milioni di Italiani espatriati il secolo scorso e privatisi di ogni cosa pur di garantire un futuro ai loro figli e nipoti. Ed intanto i soliti noti ingrassano.....

Ritratto di lorenzo74

lorenzo74

Mer, 02/07/2014 - 10:29

Se la RAI fosse in abbonamento come SKY, allora sarebbe giusto pagarle il canone, però non la guarderebbe più nessuno, quindi VA ABOLITA, togliamola dal sintonizzatore e non guardiamola più neanche per sbaglio, vedranno lo share calare a zero e dovranno calare le arie e le pretese!

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Mer, 02/07/2014 - 10:30

Cosa avrà in cambio il "ministro/ministero" che ha deciso ciò? Non è aiuto di stato che l'europa non ammette? TESSERA E DECODER PER LA RAI, COME PER GLI ALTRI GESTORI MEDIASET E SKY. FALLIMENTO ASSICURATO IN 6 MESI !!!!

ir Pisano

Mer, 02/07/2014 - 10:34

Pubblicità più di Mediaset, programmi di merda e techetechete (perchè anche loro devono fare le ferie....) su Rai 1 tre mesi l'anno.... VERGOGNATEVI Queste sono le riforme di Renzi.

Rossana Rossi

Mer, 02/07/2014 - 10:43

Se mi dovesse arrivare il bollettino so io cosa farne........

Ritratto di PELOBICI

PELOBICI

Mer, 02/07/2014 - 10:55

Quando comandano i comunisti le sorprese non mancano e le nuove gabelle vengono sempre inserite "di nascosto", oppure si promuovono provvedimenti restrittivi, sempre di nascosto, vedi restituzione di importi superiori al Eur 4.000 dal 730 che adesso sono ritardate, il rimborso anche dopo un anno, bello!, continuate a dar retta al pifferaio magico.

El Chapo Isidro

Mer, 02/07/2014 - 11:34

Io non possiedo tv e non pago canone, ma possiedo il pc ed ho già scritto a Tiscali che cancellerò immediatamente il mio abbonamento adsl se per caso lo stato dovesse farmi pagare il canone anche per possedere un pc...non ho mai visto la rai e se mi obbligano a pagare il canone sono disposto anche ad andare via da questo paese di sottosviluppati mentali.

yulbrynner

Mer, 02/07/2014 - 11:39

a pisano che c'ha icontro il techetechete'?? a me piace rivedere schetch del passato di quando non ero ancora nato o di quando ero bambino mi paice rivedere gente come' toto' alighiero noschese bernacca mi da quel senso di tenerezza e di tristezza per i ltempo che passa e che non puoi fermare x i miei ricordi di bambino di cio che avevo e non ho più W IL TECHETECHETE' . ABBASSO LE FICTION RAI che a parte qualche eccezione fanno cagherrr

yulbrynner

Mer, 02/07/2014 - 11:41

pelobici quando comanda la destra inv3ce c'e il nuovo miracolo italiano ahahahaha ma va la''' quando sono al potere sono tutti uguali solo i grulli come te difendono una parte politica ma qui di vecchi grulli rincitrulliti ce ne sono parecchi ahahaha fate ridere pure i tacchini ei tapiri ahahah

Ritratto di massacrato

massacrato

Mer, 02/07/2014 - 11:42

LA RAI VA PRIVATIZZATA e, se vuole essere pagata, cripti i SUOI programmi e metta sul mercato abbonamento e decoder. TROPPO COMODO, chiedere coattivamente e farsi i cavoli propri (più che altro POLITICI).

ir Pisano

Mer, 02/07/2014 - 11:48

Pos, canone Rai, queste sono le riforme per aiutare le imprese e l'occupazione. Grande Renzi

CHESTERFIELD

Mer, 02/07/2014 - 12:23

mortimermouse: ""PSICOSINISTRISTRONZI"" !! QUESTA E' VERAMENTE BELLA !! POSSO PRENDERLA IN PRESTITO ?? LA VORREI USARE COL PRIMO PSICOSINISTROSTRONZO CHE INCONTRO.

El Chapo Isidro

Mer, 02/07/2014 - 12:27

Vogliono far pagare il canone rai anche ai possessori di pc con la scusa che " potrebbero usare il pc per vedere la tv"...lo capite? Siamo al limite della follia, con questa scusa domani potrebbero arrestare chiunque e senza prove ma solo con la scusa del..."potrebbe commettere un crimine". Questo non è un governo, questo è una dittatura criminale che vuole criminalizzare tutti i cittadini!!!

Marzia Italiana

Mer, 02/07/2014 - 13:06

le TV private non impongono un canone, guadagnano con la pubblicita' che anche la RAI fa, tra l'altro. Mi spiegate perche' solo agli enti pubblici i soldi non bastano mai? Come mai sono sempre in deficit? incompetenza o disonesta'? Ai posteri l'ardua sentenza!

gian paolo cardelli

Mer, 02/07/2014 - 13:50

gioet, e lei quando capirà che con la faccenda dell'evasione fiscale la stanno prendendo per i fondelli da quando è nato? se lei paga troppe tasse NON E' perchè c'è chi evade, ma perchè i parassiti noti come "politici" spendono troppo per mantenersi e mantenere quelli che gli procurano i voti: sarebbe ora che lo capisca!!!!

Ettore41

Mer, 02/07/2014 - 14:23

La RAI dovrebbe chiedersi perche' la gente e' cosi furiosa e non vuole pagare il canone. Forse perche' non e' un servizio pubblico propriamente detto ma un covo di sinistrati con programmi di approfondimento che vanno sempre in una sola direzione? Forse perche' I programmi di intrattenimento fanno solo schifo? Forse perche' piena zeppa di sedicenti giornalisti che non conoscono neanche l'uso del congiuntivo? Forse perche' ha una pletora di dipendenti molti dei quali sono ridondanti? Perche' non privatizzarla la RAI ed obbligare il pagamento del canone ad un qualsiasi gestore televisivo? Sicuramente I sinistri sinistrati saranno contentissimi di pagare la RAI e foraggiare I loro beniamini tipo la sguaiata Littizzetto e Company

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Mer, 02/07/2014 - 15:50

SOLUZIONE DEL PROBLEMA, LA RAI TOLGA I SUOI PROGRAMMI DA INTERNET E NON CHIEDA PIU' LA RISCOSSIONE DEL CANONE SPECIALE. SE LA RAI VUOLE STARE IN RETE E' UNA SUA DECISIONE, MA NON PUO' PRETENDERE IL CANONE. IN RETE SI VEDONO MOLTE TV MA NESSUNO HA MAI PENSATO DI CHIEDERE QUALCOSA, INTERNET E' LIBERO.

davidebravo

Mer, 02/07/2014 - 17:01

Allora a voi rispondono! Potete chiedergli, visto che non ho TV e mi arrivano quattro - cinque lettere di richiesta pagamento all'anno da una decina di anni, come si fa ad essere cancellato dai loro elenchi?

Ritratto di lurabo

lurabo

Mer, 02/07/2014 - 17:13

da quando hanno costretto Berlusconi a dimettersi ogni giorno ci sono notizie di ricchezza e benessere per i cittadini Italiani..........

Ritratto di serramana1964

serramana1964

Mer, 02/07/2014 - 18:21

...yulbrynner...dovrebbe imparare a verificare i fatti....ultima cosa si svegli dal torpore

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mer, 02/07/2014 - 19:40

Per spiegare: le cifre che ho riportato nel post precedente indicano prima di tutto e semplicemente che Mediaset, non potendo contare sulla "pagnotta canone" e sul "ripianamento" dei debiti fatto dallo Stato (cioè da noi), ha dovuto necessariamente attrezzarsi per la massima raccolta possibile dalla pubblicità e ha dovuto rendere il suo palinsesto appetibile e seguito. La RAI ha da sempre dato in gestione la pubblicità sui propri canali televisivi (14) e radiofonici (3) alla RAI Pubblicità SpA (dal Giugno 2013; prima era "SIPRA" dal 1926...) e l'intero meccanismo è da sempre pesantemente condizionato dalla politica (articolo interessante, vedi: http://archiviostorico.corriere.it/1993/gennaio/06/giornali_partito_finche_Sipra_speranza_co_0_9301062327.shtml ). Esistono, è vero, i "tetti di raccolta", ma non è qui possibile fare un trattato su questo argomento e comunque ci sono per tutti gli operatori. Penso si possa convenire che l'inefficienza/incapacità/disinteresse del "sistema RAI" a raccogliere soldi sono direttamente legati all'assetto tipico da "Pubblica Amministrazione" (perché "sudare"? Tanto da qui non mi muove nessuno e poi io sono qui in "quota" XX...). La mia opinione è che la RAI dovrebbe essere DRASTICAMENTE ridimensionata e avere solo 3 canali digitali: uno di notizie 24ore-su-24 (rigorosamente controllato, imparziale e democratico e senza il solito predominio del "rosso"...), uno di programmi d'interesse generale (istruzione, cultura, dibattito politico -rigorosamente controllato, imparziale e democratico e senza il solito predominio del "rosso"...-), e uno di intrattenimento (solo produzioni interne e documentari scientifici). A questo punto potrebbe anche starci un canone e lo "zero pubblicità". Quello che voglio dire è che è ridicolo e inapplicabile un confronto tra "share", qualità, raccolta, ecc... quando le entità da paragonare sono "biologicamente" così diverse (Mediaset e RAI, lasciamo fuori Sky e gli altri operatori per rendere più semplice il discorso)! Una deve necessariamente e unicamente confrontarsi con le realtà del mercato e "far quadrare i bilanci" (come qualsiasi altra azienda privata), l'altra è uno dei tanti carrozzoni pubblici che prima di tutto devono sottostare a logiche politiche e poi alla tipica inefficienza/spoporzione-costi-ricavi del "pubblico". Detto in modo crudo: la RAI va o chiusa del tutto, o trasformata in un vero operatore "del Popolo Italiano tutto" che non solo sia indipendente DAVVERO dai "palazzi romani" ma che addirittura ne divenga il vero contraltare senza fare sconti a nessuno.