Taglio-bluff dei soldi ai partiti: 5 milioni di risparmio all'anno

Tanto incasserebbe lo Stato da qui al 2017 con lo stop al finanziamento pubblico. E con le detrazioni agli sponsor privati, al fisco andranno anche meno tasse

Roma - Ma quanto si risparmierà, alla fine, con l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, riforma su cui «è in gioco la nostra credibilità» (Enrico Letta)? È vero che lo Stato non riverserà più montagne di cash sui conti correnti dei partiti, e quindi sarà più dura la vita per gli aspiranti Lusi o Belsito. Ma l'effetto delle aumentate agevolazioni fiscali per chi regala soldi ai partiti, del 2 per mille sulle imposte che non andrà più allo Stato ma ancora ai partiti, e di altri aiuti indiretti dallo Stato alla politica, avrà comunque un costo per le casse pubbliche, e quel che conta è il saldo finale tra l'attuale finanziamento pubblico e il nuovo sistema. Il calcolo preciso è stato fatto dal servizio Studi della Camera dei deputati, nel dossier che accompagna il disegno di legge numero 1154 «Abolizione del finanziamento pubblico diretto ai partiti». E per le casse pubbliche, il risultato è piuttosto magro: neppure 5 milioni di euro di risparmio annuo fino al 2017 (zero dal 2014 al 2016, 19 milioni a regime, dal 2017 in poi). Com'è possibile così poco? Semplice, se via via escono meno soldi - dagli attuali 91milioni di euro l'anno ai partiti fino a zero rimborsi del 2017 -, via via diminuiscono anche le entrate del Fisco per effetto delle agevolazioni fiscali e degli aiuti previsti dal ddl. Intanto, le detrazioni fiscali. Regalare soldi ai partiti sarà ancora più conveniente di adesso. Un'azienda che dona 100.000 euro al Pd, al Pdl o al M5S (o qualsiasi altro partito) oggi può detrarre dalla sue tasse 19mila euro. Con la nuova legge potrà toglierne 26mila (dal 19% al 26%). Un bel risparmio per l'azienda. Un mancato incasso per lo Stato italiano. I tecnici della Camera hanno simulato quanto perderà lo Stato col nuovo regime di detrazioni per i finanziatori privati dei partiti: 20,9 milioni di euro in meno nel 2015, 11,9milioni dal 2016.

Poi c'è il 2 per mille. Non si sa quanti soldi gli italiani doneranno ai partiti politici, ma nel frattempo la legge crea un apposito Fondo, con previsioni di spesa molto precise: «Si autorizza la spesa nel limite massimo di 31,4 milioni di euro per l'anno 2014, di 19,6 per l'anno 2015, di 37,7 per l'anno 2016 e di 55,1 milioni a decorrere dal 2017». Altre somme, dunque, da sottrarre al risparmio di 91milioni di euro di finanziamento pubblico tagliati dalla stessa legge.

C'è dell'altro. L'articolo 13 delega il governo ad adottare «ulteriori forme di sostegno indiretto alle attività politiche» («promozione del rapporto col corpo elettorale», «attività di formazione politica» eccetera). «Per tale finalità - si legge - è autorizzata la spesa complessiva massima di euro 4 milioni annui a decorrere dall'anno 2014». Poi c'è l'articolo 12, che prevede 1 milione di euro l'anno a copertura delle spese per «l'ideazione e la produzione dei messaggi pubblicitari» che la Rai ospiterà gratuitamente. Quindi, 91 milioni di risparmio, ma 55 milioni di costo per il 2 per mille, più 11,9 per le detrazioni fiscali, più 5 milioni per sostegno alle attività politiche e gli spot tv. Totale, 19 milioni di risparmio annuo. In sostanza, il sistema dei partiti non costerà più 91 milioni, ma 72 milioni l'anno, pochino meno (però, dettaglio da non sottovalutare, la spesa pubblica per i partiti diventerà un minor incasso dello Stato, e non più un assegno semestrale dallo Stato ai tesorieri di partito).

C'è un altro aiuto, che non viene quantificato in modo preciso. Se un partito non ha una sede, lo Stato gliela deve trovare. «Qualora i partiti - è scritto nel ddl - non dispongano di un proprio patrimonio immobiliare, l'Agenzia del demanio verifica tempestivamente la disponibilità, possibilmente nei capoluoghi di provincia, di adeguati locali di proprietà dello Stato, di enti territoriali ovvero di altre amministrazioni pubbliche, adibiti ad uso diverso da quello abitativo». Chi paga? I partiti, «a canone agevolato», cioè ad un prezzo di favore. Anche qui, insomma, lo Stato teoricamente ci perde. Ma almeno il finanziamento dei partiti sarà collegato, e proporzionale, ad una scelta volontaria (del finanziatore privato o del contribuente). Una «rivoluzione copernicana», viene definita nella premessa del ddl.

Commenti
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Dragon_Lord

Mar, 30/07/2013 - 08:51

peggio per voi che li votate a queste condizioni, il popolo bue e babbeo che va a votare senza riflettere e pensare, come automi programmati. Ecco il vostro futuro da schiavi soprattutto per i vostri figli che andranno in Arabia a fare i barman degli sceicchi.

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Zagovian

Mar, 30/07/2013 - 09:19

Non ci voleva poi tanto a capirla e fare due conti.Due mesi fa su quste pagine commentavo:Rompo il silenzio:"non ne posso più sulla sbandierata riduzione del finanziamento ai partiti... Alla fine le "donazioni",per il 52% in un caso e per il 26%,nell'altro sono a carico dello stato,ovvero soldi che potrebbero essere destinati ad argomenti più "virtuosi".Idem per la "donazione" del 2 per mille....Solite furbate!Saluti a tutti,specialmente a quelli che continuano a commentare e che hanno capito il trucco....

gneo58

Mar, 30/07/2013 - 09:25

taglio ai partiti (e spesa pubblica) - scommettiamo che se ci vado io che sono nessuno e faccio 2 conti ci faccio uscire 1000 volte tanto se non di piu'? - lo stato incassa ogni giorno che Dio manda in terra 2.500.000.000 (due miliardi e mezzo) di euro dove vanno tutti questi soldi ?

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El Presidente

Mar, 30/07/2013 - 09:42

In quel +7% c'è tutta l'immoralità di una classe politica corrotta fino al midollo per la quale la donazione a se stessi è più meritevole di quella fatta ad una ONLUS che cura bambini nel terzo mondo. Immagino che Mediaset diverrà una fervida finanziatrice del PdL. Pensa che figata prendere soldi dalla propria società per metterli nel proprio partito e poi vedersene tornare direttamente in tasca più di un quarto! Il Paese dei balocchi ci fa un baffo!

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gzorzi

Mar, 30/07/2013 - 09:49

Sinceramente non abbiamo ancora visto un taglio vero alla casta, probabilmente sono occupati a far altro.

cgf

Mar, 30/07/2013 - 09:58

i grillini tutti d'accordo....??!!!!!!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 30/07/2013 - 10:13

In quel +7% c'è tutta l'immoralità di una classe politica corrotta fino al midollo per la quale la donazione a se stessi è più meritevole di quella fatta ad una ONLUS che cura bambini nel terzo mondo. Immagino che Mediaset diverrà una fervida finanziatrice del PdL. Pensa che figata prendere soldi dalla propria società per metterli nel proprio partito e poi vedersene tornare direttamente in tasca più di un quarto! Il Paese dei balocchi ci fa un baffo!

m.m.f

Mar, 30/07/2013 - 10:14

............sono dei ladroni votati dagli italiani che poi si lamentano. invece di diminuire il numero dei parlamentari e senatori,questi non fanno nulla e aumentano i benefit. ladroni incapaci corrotti.

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02121940

Mar, 30/07/2013 - 10:33

Letta parla bene, si muove con intelligenza, cerca di comporre i contrasti e di superare le difficoltà, ma quando si parla di diminuire i costi della politica non ci vuole proprio sentire. Del resto è in buona compagnia con i nuovi "compagni" del Pdl, tutti pronti a tutto tranne che a diminuirsi i guadagni, che sono notoriamente i più alti fra i politici della UE, anche se loro sostengono che non sia vero. Il referendum del 1993? Roba vecchia, già risolta a suo tempo ed ora si preparano a ripetere la truffa ai danni del popolo bue, che muggisce, ma poi va a votare disciplinatamente.

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giorgio.peire

Mar, 30/07/2013 - 10:35

Sono solo chiacchiere fanno ciò che vogliono prendendoci regolarmente per i fondelli: Buffoni! Se volete i partiti finanziatevi da soli.

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El Presidente

Mar, 30/07/2013 - 10:52

@cgf: "i grillini tutti d'accordo....??!!!!!!" Mi risulta di no

Lino.Lo.Giacco

Mar, 30/07/2013 - 11:23

Purtroppo mi devo rendere conto che e' tutto inutile Nessun partito politico merita fiducia,ci può stare che qualche persona sia piu' seria o simpatica di un'altra ma alla fine sono tutti papponi Non rimane che disertare completamente le urne e che vadano a farsi fottere Tutti quanti Tanto illudersi che il tuo voto possa cambiare o servire a qualcosa e' demenziale Con 15€ o con promesse da " marinaio" comprono migliaia di voti alla faccia della democrazia

piertrim

Mar, 30/07/2013 - 11:44

Da costoro, specialisti nel gioco delle tre carte, non c'è da sperare nulla di buono. Stiamo solo aspettando una nuova legge elettorale ove si possa votare solo chi si desidera e tutti gli altri a casa a lavorare.

nino47

Mar, 30/07/2013 - 12:12

Si sapeva! ...ma ci rivedremo alle prossime elezioni: un voto in più per il tanto odiato Grillo!!!

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marco piccardi

Mar, 30/07/2013 - 12:15

inutili sgorbi, quanto ci siete costati oggi?

no b.

Mar, 30/07/2013 - 14:03

peccato, mi aspettavo il solito genio che dava la colpa ai comunisti

CALISESI MAURO

Mar, 30/07/2013 - 14:26

No.b i comunisti o tali hanno chiesto uno 0,5 in piu'. loro hanno l'apparato piu' costoso. Gli altri gli seguono ad un palmo. Comunque la casta non molla anzi raddoppia. Gli hanno detto di stare buoni e avranno tutti gli emolumenti che vorranno..... dovranno solo votare e approvare leggi contro l'interesse del popolo italiano. purtroppo a sx hanno poco chiari quali siano i ns interessi, quindi no c'e' speranza.

beale

Mar, 30/07/2013 - 15:06

in una giornata, fatta la riforma delle pensioni.Finanziamento pubblico ai partiti? Se ne discute con "indecisioni irrevocabili". è la sintesi della situazione italiana e c'è chi fa ancora il tifoso.