Il tentatore Lucignolo porta Pinocchio sulla cattiva strada

«Ora bisogna sapere che Pinocchio, fra i suoi amici e compagni di scuola, ne aveva uno prediletto e carissimo il quale si chiamava Romeo, ma tutti lo chiamavano col soprannome di Lucignolo, per via del suo personalino asciutto, secco e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte». Lucignolo è il santo (laicissimo) protettore dei bigiatori. È lui a condurre Pinocchio sulla cattiva strada del disimpegno. È lui ad aprire idealmente, a tutti i ragazzi con poca voglia di studiare, la strada del disimpegno. Il buon vecchio Carlo Collodi, maestro non di cattedra ma di vita, lo disegna alla perfezione come compagno di lassismo del suo eroe di legno, e testa di legno. Cinque mesi di baldoria non bastano a recidere il cordone ombelicale con la realtà, anche se è la realtà della finzione letteraria. Così, mentre Pinocchio viene venduto a un circo, Lucignolo, sommo asino, viene venduto a un contadino al quale era morto il mulo. E con le sue stesse mansioni... Come dire: non vuoi studiare? Allora ti tocca lavorare.