Terzi e quei terreni donati all'ex moglie «È tutto regolare»

RomaUna finta donazione per ottenere benefici fiscali? È questo il sospetto che Dagospia avanza scorrendo la sentenza di una causa intentata - e vinta - dal ministro degli Esteri Giulio Terzi nei confronti della moglie separata ma non ancora divorziata, Gianna Gori. Dopo aver ironizzato sui tempi record - 22 giorni - con cui il giudice è riuscito a ultimare l'esame e la cancelleria a procedere alla pubblicazione, il sito cita un frammento del dispositivo.
«Terzi non intendeva donare i terreni a Gori, ma vendere i beni simultaneamente donati alla convenuta allo scopo di usufruire di benefici fiscali». Frase che effettivamente fa sorgere sospetti. La replica di Terzi arriva a mezzo lettera. «Lo stralcio della sentenza - oltre non aver nulla a che vedere con l'oggetto della causa - afferisce a una argomentazione utilizzata dai legali della signora Gori e risultata del tutto inconferente, ai fini della definizione della causa. Desidero segnalarle che i fatti in questione sono stati oggetto - oltre 10 anni fa - di regolare dichiarazione all'Agenzia delle Entrate, con contestuale versamento di quanto da me dovuto».