È tornata la flipper-mania: si gioca con eroi e superstar

La riscoperta del flipper è un po' come quei programmi tv anni '80, è il vecchio che avanza, l'esaltazione del vintage. Il salone del videogioco, l'Enada, ha celebrato a Roma le macchine colorate e piacevolmente chiassose e la manifestazione si ripete sabato e domenica alla fiera di Rimini, dove domani comincia il campionato europeo. Gareggiano 250 giocatori, organizza la Ifpa Italia (international flipper pinball association), che 4 anni fa aveva opzionato i diritti assieme al distributore Tecnoplay spa, di San Marino.
Si comincia domani con la competizione a squadre, 15 nazioni e l'Italia è favorita: il Tecnoplay team è capitanato dal romano Daniele Acciari (Trenitalia), mentre il campione nazionale è Roberto Petroni, metalmeccanico brianzolo; molto attesi anche Cesare D'Atri, pugliese maresciallo dell'aeronautica, e il veronese Mario Anzini, tecnico di una ditta produttrice di bicchieri di carta.
La competizione è partita da Amsterdam nel 2005, ha già toccato Monaco di Baviera, Londra e Madrid, in mezzo Danimarca, Svizzera e Francia. L'anno scorso a Stoccolma è stata vinta da uno svedese. «Il flipper ha ripreso quota - sostiene il ternano Alessio Crisantemi, 34enne presidente di Ifpa Italia -, ogni anno vengono messi sul mercato tre diversi modelli, con particolare successo da noi e in Germania».
Il boom degli anni '90 consentì affari a decine di aziende, ora è rimasto un unico produttore mondiale, la Stern pinball, a Chicago. Fallirono anche i colossi americani Williams e Balliy, quest'ultima esiste ancora solo per le slot machine. «Mandiamo in Italia - spiega Gary Stern, sorta di esclusivista mondiale - circa il 10% della nostra produzione».
Ogni anno da noi ne vengono venduti 350, dal costo di oltre 4mila euro. «Tanti bar che una decina d'anni fa li avevano levati - garantisce la Ifpa -, da mesi li hanno ripristinati. Tutto era stato sacrificato sull'altare del gioco d'azzardo o della dipendenza dalle macchinette, ma adesso il flipper è di nuovo valorizzato».
A Roma era stato presentato il modello Star Trek, dedicato alla saga dei film. «Anche il nostro passatempo - aggiunge Crisantemi - deve cavalcare le mode, perciò segue il trend di musica, cinema e cartoni animati. Il penultimo esemplare brevettato si chiama Metallica, come la rock band, mentre Avengers raccoglie i supereroi Hulk e Iron Man. E anche Spiderman ha ottenuto un bel successo».
In questo decennio si è impennato il mercato dell'usato, favorito dagli scambi su internet, così il collezionista medio acquisisce 5-6 flipper, ma i più incalliti arrivano a 50-60: il prezzo di una macchina antica parte da poche centinaia di euro e può superare il valore del nuovo. «E il gioco favorisce la socializzazione, tant'è che ai tornei vediamo anche nonni, bambini e donne». Le partite durano anche solo pochi secondi ma i campioni arrivano fino a due ore. A differenza delle slot, la spesa di una serata di sfide in un bar provoca una perdita limitata, al limite di una ventina di euro. «Le competizioni sono pure varie: si gioca a squadre, a una mano sola e persino con le mani incrociate».
La Svezia vanta il maggior numero di giocatori in rapporto alla popolazione, magari non ha tanti locali con il flipper ma fa proseliti nei circoli privati e tra i collezionisti. Il ranking mondiale considera 21mila giocatori rituali di 26 paesi, 460 sono italiani: il migliore è Acciari, campione del mondo 2010 e 2012 e attualmente quarto assoluto, mentre D'Atri è 77°. Proprio in Veneto c'è il maggior numero di agonisti, a Villafranca (Verona) e a Fontaniva (Padova), con incontri settimanali, mentre il club di Milano si riunisce al martedì sera. Al Centro, invece, il flipper conta adepti in Abruzzo (anche in montagna) e in Umbria.
Il vip più appassionato è il romano Carlo Verdone, nel film Troppo forte l'aspirante attore Oscar Pettinari, che giocava da professionista, offre una battuta memorabile: «Il flipper è un po' come un amplesso, quanto a movimento di bacino». Viene in mente l'ex calciatore Fabrizio Ravanelli quando disse che il gol garantiva più piacere dell'orgasmo: per i più appassionati, queste macchine hanno un po' questa valenza. Due anni fa il cantautore pistoiese Francesco Guccini da Fabio Fazio a Rai3 confermò di non avere mai utilizzato il computer: «Però sono un campione di flipper». E il quasi collega Dado, già comico di Zelig, ne possiede ben 7.
Negli Stati Uniti vari giocatori dell'Nba sono flipperisti e quelle macchine colorate e luccicanti sono presenti in molti locali. «In una gelateria di Seattle - conclude il presidente Crisantemi - ne ho contati addirittura 15».
E poi ci sonoi soldi: il flipper è tornato di moda anche perché garantisce svago a prezzi contenuti. Il massimo, di questi tempi.