Tragedia sul Monte Bianco valanga uccide 9 alpinisti

«Mai visto una cosa simile. Forse solo tre anni fa la valanga sul Mont Blanc du Tacu (in quel caso 8 morti, ndr)». Un'apocalisse bianca quella che ieri si è scatenata sul versante francese del monte Bianco, la regina delle Alpi. Daniele Ollier, membro del soccorso alpino della Guardia di finanza di Entreves, non può trovare parole diverse per spiegare ciò che, da sempre, dalla storia del mondo, sta solo al crudo arbitrio della natura.
Il bilancio è pesantissimo: 9 vittime, 11 feriti. È stato invece un giallo il caso di 4 dispersi, 2 tedeschi e 2 britannici. Li hanno cercati per tutto il giorno fino a quando si è scoperto che due non erano mai partiti e altri due avevano scelto invece un percorso totalmente diverso. Insomma, miracolati dal destino. «Non mi sento di parlare di imprudenza: i seracchi ad alta quota periodicamente crollano all'improvviso e provocano valanghe di questo genere».
L'alito della montagna, ancora una volta, emana un nausebondo odore di morte. Lo ha respirato un alpinista spagnolo scampato alla tragedia: «Ho visto la valanga staccarsi da metà pendio e travolgere una ventina di persone, che sono state trascinate a valle. La valanga ha provocato un grande boato. Io ero sotto il pendio e sono subito intervenuto per aiutare i sopravvissuti a uscire dalla neve. Intorno molti erano già morti». Per la cronaca si tratta di tre inglesi, tra cui una guida, due spagnoli, tre tedeschi e uno svizzero. L'enorme massa nevosa (lunga 50 metri e alta due) si è staccata dalle pendici del Mont Maudit (il monte maledetto) all'alba, intorno alle 5.20, abbattendosi sul ripido pendio che porta al colle. In quel momento erano ventiquattro gli alpinisti che in varie cordate seguivano il percorso a circa 4mila quattrocento metri di quota.
Secondo gli esperti la slavina sarebbe stata provocata dal crollo di un seracco; oppure a causarla potrebbe essere stato il passaggio di un gruppo di scalatori. Cambia poco. Fatto sta - come spiega il sindaco di Chamonix, Erik Fournier - «che la cordata che si trovava in cima al pendio è rimasta illesa, mentre la neve ha travolto quelle che seguivano».
Chi di montagna e ghiacciai se ne intende scuote la testa rassegnato. In coro guide alpine e soccorritori ripetono: «Tragica fatalità», «la stagione era quella giusta», «anche l'ora era quella giusta»
Intanto nel tardo pomeriggio sono state sospese le ricerche dei quattro dispersi. Riprenederanno oggi, a secondo delle condizioni del tempo. Sul posto è arrivato anche il ministro dell'Interno francese, Manuel Valls che ha sorvolato in elicottero la zona. Sotto di lui, vista da lì, solo una morbida coperta bianca punteggiata da bandierine e omini colorati di rosso o di blu che si agitavano come formiche impazzite. Alla ricerca ancora di un alito di vita.