Un treno chiamato Fido Se ora il cane è globetrotter

«Non morde, vero?» chiede timido il taxista, alla vista di un chiwawa in braccio al passeggero. «Se è per questo non ha neppure i denti», rassicura il passeggero; ma la prossima volta toccherà chiamare un taxi con modalità «trasporto animali». E in treno, che succede? Che succede se abbiamo al seguito un quattrozampe che, poi, evidentemente, ha la mole di venti chiwawa e tutti i denti?
Trenitalia ha reso noto che, solo quest'estate, i cani a bordo delle Frecce sono stati 50mila. Duecentomila zampe sulle rotaie. Con tanto di biglietto. «È il risultato dell'accordo siglato nell'estate 2012 - ha precisato Trenitalia ieri -, a bordo di un Frecciarossa, dall'onorevole Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione Italiana Associazione Diritti Animali e Ambiente, e dall'Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane Mauro Moretti».
Come si fa? Si prepara un corredino di museruola e guinzaglio per Fido, si mette in borsa il suo libretto sanitario, e si compra per lui un biglietto ridotto del 50%, ma collegato al nostro. Ai quattrozampe in visita in Italia, al guinzaglio di passeggeri stranieri, l'apposito passaporto del cane. È gratuito invece il viaggio dei cani accompagnatori di non-vedenti, quale che sia la loro razza. In condizioni normali, gli unici a non pagare il biglietto sono i cani di piccola taglia, purché provvisti del trasportino.
Diecimila sono i cani di media e grossa taglia che hanno percorso chilometri di vacanze, negli ultimi tre mesi. La «quota pelosa» che aspettavamo da anni. «Si tratta di numeri importanti - ha commentato Michela Vittoria Brambilla - che garantiscono un significativo contributo alla lotta contro il deplorevole fenomeno dell'abbandono e testimoniano come sia necessario rendere il nostro Paese “animal friendly”».
L'accordo, del 25 luglio 2012, era parso subito una rivoluzione: «Ci preoccuperemo di prendere le precauzioni per far viaggiare tutti in tranquillità - aveva rassicurato Mauro Moretti -, per la salvaguardia del cane e degli esseri umani. Sono previsti posti riservati e una pulizia in modo dedicato». Fido accovacciato a bordo della Freccia, insomma, sia aiutato a rispettare le norme igieniche degli altri viaggiatori, che gli siedono accanto anche loro malgrado. Una spazzola e un osso - assicurano gli esperti - è l'ideale per i viaggi in macchina, durante i quali si ha il vantaggio delle soste, ma che non sempre, soprattutto se il cane è di grossa taglia, sono compatibili con lui.
E mentre impazza la tutorial-mania (filmati che guidano il padrone alla custodia di Fido in viaggio), le migliaia di cani in treno, quest'anno, sono significate anche una grossa riduzione degli abbandoni: il reato è lasciarlo sulla strada, con la solitudine e la morte che gli corrono addosso. Portarlo ovunque, invece, è a norma di legge. Tanto che, a inizio anno, 140mila cani hanno accompagnato i padroni sulle Frecce, con medie mensili in aumento.
Non solo tragitti, però. Turismo «animal friendly», cioè la campagna che l'ex ministro Brambilla ha messo a segno con l'Enpa, ha significato una serie di accorgimenti anche in città. Dall'estate 2009, l'iniziativa «Spazio Vitale» ha incoraggiato le amministrazioni a creare aree verdi attrezzate, zone di spiaggia accessibili a lui, perché corra e si goda anche quella parte di natura. I paesaggi del finestrino gli scorrono negli occhi. Chissà cosa pensa. Ora sì che possiamo dirlo senza magone: è il nostro compagno di viaggio.