«Troppe intercettazioni, nuove regole»

RomaI colossi del web spiano i cittadini e ne violano la privacy, soprattutto per fini commerciali. Anche la giustizia, soprattutto con le intercettazioni, invade una sfera personale che dovrebbe essere protetta.
Ma l'Europa, dice il Garante della privacy Antonello Soro,è diversa dagli Stati Uniti dove in nome della sicurezza si sacrifica la riservatezza. Non vuole che il Grande Fratello invada la vita, come ha dimostrato oltreoceano il caso Datagate. «La pretesa - afferma- di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l'essenza stessa del bene che si vuole difendere».
Nella sua prima relazione annuale al Parlamento, il presidente dell'Autorità traccia dei confini invalicabili e preannuncia tre interventi.
Primo: per l'inizio del 2014 ci sarà un nuovo regolamento comunitario per irrobustire le norme sulla protezione dei dati in modo omogeneo in tutti i Paesi. C'è infatti un impegno Ue a non «rivedere al ribasso» la tutela della riservatezza.
Secondo: nelle prossime settimane l'Autorità adotterà un «provvedimento generale» su intercettazioni e fughe di notizie, per «elevare gli standard». E questo sulla base del monitoraggio già avviato sull'attività di tutte le procure italiane e dei gestori interessati.
Terzo: il Garante promuove un aggiornamento del codice deontologico dei giornalisti, per «coniugare al punto più alto diritto di cronaca e dignità della persona». E Soro sottolinea: «Potrebbe essere una strada meno divisiva di quelle provate nelle scorse legislature».
Quella del Garante è una pesante denuncia. Non solo dell'invasione degli strumenti tecnologici nella vita delle persone tipica del mondo globalizzato che vuole «eteroguidare» le scelte, ma anche delle «sempre più pressanti istanze delle autorità di polizia ad accedere ai dati raccolti per ben altre finalità».
Le notizie che vengono dagli Usa, spiega Soro, «accrescono i nostri timori». Così sono stati avviati contatti con le altre Autorità Ue per un'azione congiunta. «L'Europa non è prigioniera di un'illusione - dice il Garante - quando tenta di fronteggiare questi mutamenti e intende ribadire il ruolo centrale delle proprie regole». Soro denuncia lo strapotere dei colossi di internet per l'«uso spregiudicato dei dati personali che alimenta una vera e propria “economia”, basata sullo sfruttamento commerciale delle informazioni». Tra gli operatori come Apple, Facebook e Amazon, Google è già sotto osservazione Ue per violazioni. «Rispettiamo la legge Ue», replica il portavoce.
Nel campo della giustizia e della sicurezza, «la pubblicazione di atti di indagine deve rispondere a finalità di interesse pubblico e non a tensioni voyeuristiche». Perché, sottolinea il Garante, «non tutto ciò che è di interesse del pubblico è necessariamente di pubblico interesse». Mettendo in allarme i magistrati aggiunge che le intercettazioni sono «risorsa investigativa fondamentale, insostituibile», ma da gestire con «molta cautela». Servono dunquenuove norme dell'Autorità per garantire «le parti processuali, i terzi coinvolti e il segreto investigativo», dice raccogliendo gli applausi degli avvocati. Infatti le fughe di notizie, oltre a danneggiare le indagini, «rischiano di violare la dignità degli interessati» e alimentano un «giornalismo di trascrizione» che fa scadere la «qualità dell'informazione» . Per Soro «la tendenza crescente alla mediatizzazione dei processi» richiede «maturità e responsabilità» dei professionisti dei media. E regole deontologiche più stringenti. «Ma attenti alle strumentalizzazioni», avverte il segretario della Fnsi Franco Siddi.