Trucchetti fiscali, i guai di Coopservice per i fondi all'estero

In vista della quotazione di una controllata Coopservice costruì una plusvalenza di 36 milioni destinati ai vertici tramite una fiduciaria in Lussemburgo

Lo scandalo risale al 2007. Coopservice, grossa cooperativa emiliana, in vista della quotazione in Borsa di una controllata, costruisce una plusvalenza di 36 milioni destinati ai vertici tramite una fiduciaria in Lussemburgo. Il «tesoretto» finisce nel mirino della procura di Reggio Emilia, e vengono indagati l'ex presidente della cooperativa, Pier Luigi Rinaldini - che si dimette in seguito alla bufera seguita all'operazione - e Niger Ficarelli, presidente di Aurum. Naturalmente l'indagine si concluse con il solito nulla di fatto dell'archiviazione. Ecco come commentava all'epoca, da presidente di Legacoop, il ministro Giuliano Poletti: «L'operazione Coopservice è sbagliata e in contrasto con il sistema di principi e di valori che ispirano l'attività della cooperazione aderente a Legacoop».