Tutte le mosse per arginare lo strapotere tedesco in Europa

Non ci sarà soluzione alla crisi se la Merkel non cambierà politica economica È quello che Forza Italia dice da tempo: non è populismo ma buonsenso

La questione tedesca. Qui vi spieghiamo perché l'egemonia di Berlino è pericolosa, e la sinistra finge di non saperlo per colpire Berlusconi.
Esiste una schizofrenia vera o presunta verso Berlino? Veramente le accuse contro il Paese di Angela Merkel sono ingiustificate? E se così fosse, come mai si è di fronte a un coro unanime, che abbraccia Paesi ed etnie tra loro così lontane?
La domanda andrebbe posta non solo ai greci o ai ciprioti ma agli spagnoli, ai francesi, agli inglesi, agli americani e, solo alla fine, agli stessi italiani. Che pure hanno qualcosa da recriminare nei confronti del «secolo tedesco».
Silvio Berlusconi è stato duramente redarguito per aver ricordato i campi di concentramento. E allora che dire del bestseller inglese di Brendan Simms (Europe: The struggle for supremacy) che dedica centinaia di pagine a condannare la continua pulsione tedesca (dal 1453 ad oggi) verso la supremazia europea? Non è così, assicura Angelo Bolaffi, nella seconda edizione del suo pamphlet Cuore tedesco. Il vero pericolo è la Russia di Putin e la sua storica vocazione espansionistica. I tedeschi, al contrario, fanno da argine. Punti di vista diversi, che riflettono le più antiche contraddizioni del «secolo breve».
Se si è la principale potenza economica - ed è indubbio che la Germania lo sia nei confronti del resto dell'Europa - allora non ci si può limitare ad incassare le cedole dei propri investimenti. Fu l'errore compiuto dagli Stati Uniti a metà degli anni '20. Erano divenuti la più forte potenza occidentale. Non assunsero le redini del comando, limitandosi a curare il proprio orticello interno. Il risultato fu la crisi del 1929.
Questi lontani precedenti devono far riflettere. Prendiamo ad esempio la Bce. Il suo statuto è modellato su quello della Bundesbank: target principale è il controllo del processo inflazionistico. Evento traumatico della storia tedesca, che si trasforma nel paradigma dell'Eurozona. E così, mentre la Fed americana può operare per favorire il rilancio economico, la Bce si trasforma in una palla al piede. La Bce, che doveva combattere l'inflazione, sta alla fine favorendo, seppure in modo inconsapevole, la deflazione. E questo perché l'ortodossia, che si rafforza nella difesa degli interessi legati allo status quo, impedisce ogni innovazione. Quando Silvio Berlusconi dice che l'Europa ha bisogno di una Bce che funzioni in modo diverso, che crei moneta, che emetta Eurobond per vincere le asimmetrie altrimenti ineliminabili della politica monetaria, non dà sfogo a una vena populista. Al contrario, difende i grandi interessi nazionali.
Non c'è soluzione alla crisi europea se non cambierà la politica economica tedesca. Se la Germania non si deciderà a reflazionare la propria economia. Vale a dire a utilizzare il suo clamoroso surplus della bilancia dei pagamenti per rilanciare la domanda interna e quindi favorire una ripresa sostenibile dell'intero continente, grazie a un miglioramento del clima generale.
Ma c'è un argomento ulteriore: il tasso di cambio. L'euro è troppo forte rispetto alle altre monete. L'industria europea perde, pertanto, terreno rispetto ai concorrenti esteri. Gran parte della ripresa americana si deve alla crescita delle sue esportazioni, che alimentano un tasso di sviluppo maggiore, riportando debito e deficit lungo un sentiero sostenibile, grazie all'aumento del Pil.
Da vero paese egemone, per prima tra gli Stati dell'area euro nel 2003 la Germania (insieme alla Francia) ha violato le regole europee; ancora nei primi anni 2000, con la creazione dei mini-jobs, ha cominciato a imbrogliare le statistiche sul mercato del lavoro tedesco; con la sua Kfw (l'equivalente della Cassa depositi e prestiti italiana), che figura come organismo privato, manipola i dati sull'esatto ammontare del debito pubblico; da quando è entrata nell'euro, la Germania gode di un surplus della bilancia dei pagamenti, derivante da un euro «tedesco» di fatto sottovalutato rispetto ai suoi fondamentali economici e che non redistribuisce, nella totale assenza di solidarietà fra gli Stati dell'Unione.
A questi opportunismi si aggiunge il fatto che la Germania non riforma il suo sistema finanziario; blocca in Europa l'unione bancaria, economica, politica e di bilancio; blocca il funzionamento del Fondo salva Stati; si pone in perenne contrasto con la politica monetaria della Banca centrale europea; negli anni della crisi ha imposto la dottrina di matrice protestante per cui ai paesi in difficoltà si è detto: «Lo spread è alto, è colpa tua, fa' i compiti a casa».
Se ciò non bastasse, l'industria tedesca, grazie alla delocalizzazione nei Paesi una volta appartenenti al blocco sovietico, poteva ottenere prodotti intermedi a costi stracciati, che poi assemblava in loco. Il conseguente risparmio di costo consentiva una politica dei prezzi assolutamente concorrenziale. Per averne una dimostrazione basti guardare ai fatturati dell'industria dell'auto. Le grandi case automobilistiche europee - dalla ex Fiat alla Renault - non battono un chiodo. Mercedes o Bmw dominano i mercati, con sconti che arrivano fino al 25% dei prezzi di listino. Il tutto garantito dalla qualità made in Germany. Anche se gran parte delle componenti è realizzata fuori dai confini nazionali, il controllo tedesco è comunque rigoroso. Sono i tecnici tedeschi che sovraintendono alla produzione e accettano solo manufatti che ne rispettano gli standard.
Che si sia trattato di un modello, perfido quanto si vuole, ma efficiente è fuori discussione. Per consolidarlo negli anni, i tedeschi dovevano poter contare, soprattutto, sull'appoggio francese. Alle insidie dei confini orientali - non solo la vecchia Ddr di allora, ma la Russia di Putin di oggi - non si poteva contrapporre una Germania disarmata. La Francia, con la sua «force de frappe», assicurata dal possesso dell'atomica, poteva pertanto essere il deterrente immediato, da integrare con il sostegno di tutto l'Occidente: Stati Uniti in testa. Si spiega così la cosiddetta «entente cordiale»: quell'asse franco-tedesco che ha sempre scandito gli equilibri europei. Che per la Germania ha avuto, ovviamente un costo, ma era il minimo da sopportare.
Non si dimentichi la grande crisi del '92. Allora il crollo del sistema monetario europeo, episodio in cui le responsabilità tedesche furono rilevanti, comportò la crisi delle principali monete - lira, sterlina, peseta ed escudo portoghese subirono una svalutazione devastante - ma il franco francese fu salvato, grazie all'intervento della Bundesbank. Che una volta tanto si dimostrò più che generosa.
Che cosa è cambiato nel frattempo? Quasi tutto. La crisi dell'intero continente ha reso evidenti i tratti più odiosi di quell'egoismo nazionale che ha scaricato sugli altri Paesi le proprie contraddizioni non risolte. Non è solo la Grecia che protesta innalzando cartelli che ricordano il passato nazista. Nelle altre capitali europee il peso di quella supremazia, senza egemonia, è sopportato con crescente malessere, che l'elettorato interpreta in chiave anticomunitaria. Populismo? Ci sarà anche quello. Ma chi è in grado di tracciare il confine tra presunti irrazionalismi e critica legittima in difesa dei propri interessi nazionali e della propria comunità?
Sono questi i motivi che hanno portato Silvio Berlusconi e Forza Italia a dire no all'Europa tedesca. Non si tratta di ideologia, ma di ragioni economiche. Ed è l'unico argine serio che può essere posto ai populismi dilaganti. Di cui tutti hanno paura, ma che nessuno combatte veramente. Anche perché per combatterli veramente bisogna battere l'egemonismo tedesco.

Commenti

Guido_

Lun, 05/05/2014 - 08:55

Questi politici, che pur avendo avuto responsabilità di governo per parecchi anni, che si accorgono solo ora che l'Italia ha sempre snobbato la politica europea e quindi non ha mai portato a casa un accordo favorevole, sarebbero da mandare a casa a calci nel sedere, che si dedichino solo a vendere souvenirs ai turisti che questo è l'unico che sanno fare.

sdicesare

Lun, 05/05/2014 - 09:01

Brunetta, voi dovete prima spiegare al paese perche' avete firmato e votato in parlamento tutti i trattati che ci stanno strangolando, incluso maastricht e fiscal compact. E l'ERF lo voterete? Detto questo, lei e' un economista ed afferma che emettere eurobond serve ad eliminare le asimmetrie altrimenti ineliminabili nella politica monetaria. Lei sa che cio' non e' vero, le asimmetrie si eliminano svalutando o rivalutando una moneta, se si hanno monete diverse, oppure se si e' in moneta unica, svalutando i salari, che e' quello che sta succedendo in Italia tramite disoccupazione e jobs act. Lei questo lo sa e fa finta di non saperlo. Solo perche' dovete accontentare sia il 50% dei vostri elettori euroexit, sia quelli che vogliono restarci. Ma accontentare i propri elettori molto spesso non vuol dire fare gli interessi di un paese, questa e' la differenza tra un politico ed uno statista.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 05/05/2014 - 09:47

Arginare lo strapotere della tedesca? Quisque faber fortunae suae, così dicevano i nostri padri. La nostra fortuna ce la siamo giocata grazie a Prodi: PRIMA con l' "invenzione" dell'IRAP, che ha messo fuori mercato le nostre imprese, benché già gravate da un carico fiscale sconosciuto ai concorrenti; POI con l'adesione all'euro malgrado non avessimo le carte a posto, dato che il nostro debito pubblico già superava il reddito nazionale, così ponendoci fuori dalle stesse regole poste dall'euro, regole che benignamente Francia e Germania ignorarono furbescamente per tiraci dentro e così difendersi dalla nostra capacità concorrenziale, da loro duramente subita quando Amato dovette svalutare la lira nel 1992. Ora abbiamo una sola strada: tagliare drasticamente la spesa pubblica e le tasse. Cosa sta facendo il furbetto? Aumenta le tasse per dare (forse) 80 euro ai lavoratori dipendenti che hanno redditi bassi, ignorando i lavoratori autonomi (forse perché da lui ritenuti degli evasori), i pensionati (anche quelli che hanno redditi bassissimi e normalmente non sono evasori) e coloro che non hanno alcun reddito proprio. Da Prodi a Renzi, ma l'incapacità è la stessa. Un paese, il nostro, dove ormai non c'è più neppure la speranza. Però abbiamo il furbetto e forse faremo di Prodi il degno successore dell'uomo di Budapest. Se avessi 50 anni di meno non avrei dubbi: ai giovani non resta altro che emigrare, sperando di trovare ospitalità in un paese governato da persone che non usino solo la chiacchiera, come sta avvenendo nel nostro.

ghorio

Lun, 05/05/2014 - 10:07

L'on. Brunetta discetta: peccato che quando era al governo non si è battuto per una politica economica diversa. Quanto al ridimensionamento della Germania sarebbe ora, una volta per sempre, visto che gli Stati Ue sono 27.

macchiapam

Lun, 05/05/2014 - 10:15

Caro Brunetta, la verità è sempre una: a rimorchio dei tedeschi si vince.

Michele3

Lun, 05/05/2014 - 10:27

Ma quando Tremonti tagliava senza un'appropriata logica un po' dappertutto Berlusconi dov'era? Quando assecondava la politica di austerità della Germania tanto criticata ora chi c'era al governo? I comunisti? quando il pareggio di Bilancio è stato messo in Costituzione chi stava governando? Come credete di continuare a cambiare idea da un giorno all'altro senza coerenza? Se non fossero stati i governi Berlusconi a non avere una visione economica più lunga, forse in questo momento potreste davvero esprimervi in questo modo. Invece è solo un altro modo per cavalcare le elezioni a discapito della serietà e della verità che una destra come si deve dovrebbe avere.

Massimo Bocci

Lun, 05/05/2014 - 10:41

Levarsi dai COGLIONI!!!! E USCIRE, per SEMPRE DA QUESTA TRUFFA,SCHIAVISTICA,a PAGAMENTO DI PIZZO!!!!, e RIPRENDERSI da POPOLO LIBERO, la NOSTRA IDENTITA' di popolo e NAZIONALE, per poi regolare internamente i conti con i SERVI TRADITORI ISTITUZIONALI, (comunisti-catto) che in questo BOTTINO-UE-EURO, ci hanno cacciato, solo per salvare il CULO!!, e gli AGII!!,del LORO CRIMINALE REGIME di LADRI!!! 47, che schiavizza gli Italiani VERI da 65 anni,by...STALINISTA!!!!

giordaano

Lun, 05/05/2014 - 10:43

dal testo di Brunetta : nel '92 ci fu "il crollo del sistema monetario europeo, episodio in cui le responsabilità tedesche furono rilevanti, comportò la crisi delle principali monete - lira, sterlina, peseta ed escudo portoghese subirono una svalutazione devastante - ma il franco francese fu salvato, grazie all'intervento della Bundesbank" Ma insomma - la svalutazione è devastante o no ? perchè prima i tedeschi ci impongono una svalutazione, e ora cospirano per tenerci con una moneta sopravvalutata? perchè i tedeschi "salvano" i francesi, se li fanno restare con una valuta sopravvalutata ? in realtà, la svalutazione può essere positiva per un paese solo se possiede una determinata struttura di domanda e offerta delle esportazioni, rispetto alla domanda e offerta delle importazioni. Queste condizioni (cosiddette condizioni Marshall-Lerner) si trovano in qualsiasi manuale di economia internazionale - ma quanto ad accertarle in pratica, è un' altra questione. Il resto è (come si dice ora) fuffa.

Ritratto di libere

libere

Lun, 05/05/2014 - 11:21

Tutti quei rintronati che continuano a ripetere come un mantra "dove eravate dove eravate" dovrebbero riflettere sul fatto che Berlusconi è stato messo da parte giusto perchè si è piazzato di traverso al tentativo egemonico dei mangia crauti. Impresa disperata contrastare da soli gli euro-nazi, quando mezza Europa si lascia comperare con un piatto di lenticchie.

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 05/05/2014 - 11:27

La merkel ha i socialcomunisti che gli reggono le spalle, e STANNO al governo per grazia di Lei .Noi abbiamo antiitaliani che si inchinano a 90 gradi , e molte volte sono loro a chiedergli di rovinare l´ italia.Chissa cosa direbbero i nonni di questi partigiani traditori e papponi ?

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 05/05/2014 - 11:41

Brunetta,è' inutile menarla sul tema,e con la Merkel,tirata in ballo,per tutte le porcate che succedono in Italia.Il problema che la Merkel,fa gli interessi del SUO Paese,e voi politicanti italiani,non fate l'interesse dell'Italia!!!

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 05/05/2014 - 12:19

Grillo è buonsenso, FI populismo.

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 05/05/2014 - 12:54

luigipiso- Invece i tuoi amici sono per la svendita della nostra cultura; del nostro paese.Pensare che eravate tutti morti di fame ma con un potenziale molto materialistico ; per questo siete diventati tutti ladri e magna magna.

Mr Blonde

Lun, 05/05/2014 - 13:01

"Qui vi spieghiamo perché l'egemonia di Berlino è pericolosa, e la sinistra finge di non saperlo per colpire Berlusconi." DOVREBBE ANCHE SPIEGARE PERCHE' UN VOTO A FI è UN VOTO AL CANDIDATO DEL PPE E DELLA MERCKEL (Jean Claude Junker). Così, per chiarezza.

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 05/05/2014 - 13:22

MrBlonnde -TRA il male e il peggio scelgo il male.Il peggio si chiama schulz.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Lun, 05/05/2014 - 15:04

L;Egemonia della Germania é stata fatta a spese nostre é con la Nostra ignoranza che noi abbiamo in Italia!, é con 10 milioni di komunistronzi l,Italia é arrivata al punto di essere la barzelletta di tutto il Mondo, é se qualcuno si domanda come ha fatto la Germania a diventare la potenza economica che é, allora dovrebbe esaminare senza le lenti ideologiche il sistema giuridico Tedesco che non puo condannare gente innocente senza lo straccio di una prova!,é la Germania ha un sistema di giustizia che uno dei migliori del Mondo,non ha una giustizia che premia chi fá atti di sabotaggio, é castiga chi crea lavoro e ricchezza! É questa situazione dell,italia si puo spiegare perche l,Italia ha un sistema Giuridico che é peggio delle repubbliche delle Banane! É IN CONFRONTO ALL;ITALIA QUI IN GERMANIA GIUDICI E MAGISTRATI KOMUNISTI NON CÉ NE SONO; COME NON CI SONO GIUDICI CHE PERMETTONO AD UNA PERSONA COME DEBENEDETTI DI PORTARE IN SVIZZERA 12 MILIARDI DI EURO IN NERO!, é qui i giudici non coprono gli scandali di Partiti Politici come il PDPCI che puo rubare 100ia di miliardi di euro al popolo e al paese é questo senza mai!essere punito!; il progresso di uno stato si puo giudicare dalla stato della Giustizia, é quanto piu é giusta la Giustizia piu alto sará il progresso Economico é Politico in questo Paese! É L;ITALIA PURTROPPO CHE HA UNA GIUSTIZIA CHE É AL 158 POSTO NEL MONDO! CON QUESTA GIUSTIZIA KOMUNISTRONZA IL NOSTRO PAESE! É ED SARÁ SEMPRE NELLA MERDA!.

AG485151

Lun, 05/05/2014 - 19:14

QUINDI SE LA MERKEL CAMBIA POLITICA A NOI SI RIDUCCONO AUTOMATICAMENTE LA SPESA PUBBLICA E IL DEBITO PUBBLICO , CAUSE DEI NOSTRI MALI . LA NOSTRA CLASSE POLITICA NON RUBA PIU' , IL SISTEMA PUBBLICO SI RIORGANIZZA E DIVENTA EFFICIENTE , LA MAFIA SPARISCE , LA GIUSTIZIA VA A POSTO E LE AZIENDE TORNANO A INVESTIRE DA NOI . MI SEMBRATE TUTTI SCEMI .