Tutti all'attacco del governo Solo il Colle difende il premier

Sindacati e Confindustria vogliono risposte sul taglio del cuneo fiscale. La Boldrini schierata con i Comuni contro l'austerity. Il Pdl sempre contrario a nuove imposte

Roma«All'ordine facite Ammuina, tutti coloro che stanno a prua vadano a poppa e quelli a poppa vadano a prua...». La maionese politica è sul punto di impazzire. Tutti contro tutti: parti sociali ed il presidente della Camera contro il governo. E sullo sfondo si intravede il braccio di ferro della maggioranza sull'Imu.

Giorgio Napolitano ha antenne sensibili. Così prova a placare gli animi. «La politica non sprechi» questo momento - dice il Capo dello Stato - «e proceda senza incertezze e tantomeno rotture nel compiere le azioni necessarie». Non bisogna sprecare - aggiunge - «questo momento più favorevole. Dobbiamo fare tutti la nostra parte per far crescere i semi» della ripresa.

Prima dell'intervento del presidente della Repubblica, Susanna Camusso, Cgil, aveva minacciato la «mobilitazione generale» qualora il governo non procedesse al taglio delle tasse sul lavoro. Raffaele Bonanni della Cisl, però, era più cauto: il governo deve andare avanti.

Ma l'assalto alla politica economica arrivava da Laura Boldrini. Per il presidente della Camera si può uscire dalla crisi se il governo accantona la politica di austerity.

Peccato che 24 ore prima, il ministro dell'Economia aveva confidato che se il governo non avesse rispettato il tetto di un deficit al 3%, si sarebbe dimesso. E Vendola fa da controcanto alla Boldrini, chiedendo al ministro dell'Economia di rimanere al suo posto. Per dovere d'ospitalità (parlava ad un convegno dell'Anci) il presidente della Camera sposa in pieno le tesi del presidente dei Comuni italiani, Piero Fassino: l'Imu deve essere ripristinata per garantire il flusso di risorse necessarie ai Comuni, aveva commentato la Boldrini.

Resta un dato: accogliere le richieste della Cgil costa allo Stato 5 miliardi di euro. A tanto ammonta l'alleggerimento delle tasse sul lavoro. Enrico Letta era d'accordo. Ma per garantire quelle risorse, Saccomanni gli ha presentato l'ipotesi di aumentare l'Iva di due punti: dal 21 al 23%. Ed il taglio del costo del lavoro è rinviato. Da Ottawa il premier assicura: «Sono convinto che Confindustria e sindacati faranno parte di un lavoro comune: ci siamo parlati e ci parleremo prima della legge di Stabilità». E garantisce: «la legge di Stabilità sarà il passaggio chiave: il momento in cui chiameremo la coalizione ad assumersi gli impegni per il futuro, per tutto il 2014».

Il presidente del Consiglio, però, rientrerà in Italia a cinque giorni di distanza dall'aumento di un punto dell'aliquota Iva. Saccomanni lo vuole; così come dà per scontato la seconda rata dell'Imu (o delle misure che garantiscono lo stesso gettito). Il Pdl non vuole né l'Iva né l'Imu. «Le coperture per scongiurarli sono molteplici e le abbiamo presentate a Letta», sottolinea Renato Schifani. All'Economia, però, le coperture indicate da Brunetta non verrebbero prese in seria considerazione.

Ed è per queste ragioni che Letta cerca di abbassare i toni della polemica rimandando l'intero capitolo fiscale alla legge di Stabilità. Ne consegue che prima del 15 ottobre, il governo dovrà dare indicare con uno o più decreti legge come recuperare i 6 miliardi che mancano all'appello quest'anno e - in aggiunta a questi - gli 8 miliardi necessari a garantire il rispetto degli impegni per il 2014. Cuneo fiscale e Imu compresi. In attesa, «Facite Ammuina».

Commenti
Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mar, 24/09/2013 - 09:10

Decenni di sistematico-cieco-sordo attacco al sistema economico e al tessuto produttivo italiani, evidentemente non bastano ancora al sindacato più rosso per capire che la stagione delle pretese ideologiche è finita! Le parole della Camusso rappresentano la cronica incapacità dell'aberrazione comunista a rapportarsi con la realtà e la logica dei fatti e delle situazioni. E' così difficile capire che lo Stato Italia non ha più soldi e che PIL, entrate fiscali e occupazione sono in crollo verticale? Come si fa ad essere così utopicamente inetti da sbraitare le solite cantilene finto-proletarie tese unicamente al proseguimento di uno scontro infinito senza il quale il sindacato rosso non riuscirebbe a mantenere quel potere assurdo, ricattatorio e fuori dai tempi che tanto danno ha fatto e sta facendo al progresso della Nazione e inibisce ogni speranza di invertire la corsa alla rovina totale che ormai abbiamo davvero vicina. Produzione, consumi, occupazione sono allo sfacelo e la Camusso cosa fa? Minaccia di "riaprire una nuova stagione di mobilitazione unitaria", che tradotto in Italiano vuol dire scioperi, agitazioni, picchetti, cortei e manifestazioni che andranno a danneggiare ancora di più l'economia reale e morente dell'Italia. Per far capire l'indecenza e l'integralismo ideologico di Camusso e compagni, è illuminante la frase finale (che proprio non ce l'ha fatta a tenersi in gola): "La Legge di Stabilità.... non aggredisce il NODO FONDAMENTALE che è L'INGIUSTA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO."!!!! Ma per questi grassi, prepotenti, violenti, non-presentatori-di-bilanci è davvero così impossibile capire che prima di tutto il reddito deve essere creato, rilanciato, promosso, difeso, ecc..? Chi è il sindacato per sentirsi autorizzato ancora una volta a bollare sempre e solo come "ingiusto" qualsiasi reddito privato-indipendente per il semplice fatto che si basa su un'assunzione diretta di rischio e quindi può e DEVE premiare il merito e necessariamente esclude l'appiattimento sul concetto del "salario di Stato", del "tutti uguali a prescindere dal merito", del "non ci interessa dove si possano trovare i soldi, ma devono essere tirati fuori!". Perché non cominciano loro a pagare un po' di tasse? Perché non si mobilitano unitariamente per incalzare lo Stato a tagliare i propri assurdi costi, gli sprechi, i "finanziamenti a pioggia" e per varare SUBITO politiche tese a sburocratizzare, semplificare, agevolare le imprese, il mercato del lavoro, la possibilità di premiare chi davvero si impegna? Questi vedono ancora lo Stato come un "bancomat" dal quale si può attingere (modello "voto di scambio") a ruota libera senza preoccuparsi se sul conto da cui si vuole prelevare ci sono ancora soldi o no! Eppure la storia moderna ha dimostrato (Reagan, Thatcher...) che le economie e i bilanci pubblici sono letteralmente esplosi in positivo per tutti proprio quando veri "statisti" (non "pulcinella" appesi alle rispettive poltrone...) hanno messo all'angolo e limitato l'indecenza, l'ingerenza paralizzante e la pretestuosità dei sindacati. Solo razionalizzando e riducendo la spesa pubblica, agevolando la ripresa delle attività ancora esistenti e la creazione di nuove, liberalizzando il mercato del lavoro, limitando l'indecente "diritto di veto su tutto" dei sindacati, si potrà procedere alla riduzione della pressione fiscale... Se poi ci si decidesse finalmente a obbligare la modifica dei parametri germano-centrici dell'Europa e (magari) a uscire dall'Euro, forse, si potrebbe davvero ricominciare a sperare di farcela a venire fuori dalla fogna in cui ci hanno portato decenni di "simil-Camusso"!

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 24/09/2013 - 09:40

Concordo con “il saturato” e mi ripeto sul tema delle tasse. L'IVA dal 21 al 22% è un grosso salto, più di quanto possa pensare l'uomo della strada. Il fatto è che dagli anni '70 in poi vi è stata una corsa continua, inarrestabile, all'aumento delle tasse ed il punto di non ritorno è stata l' "invenzione" dell'IRAP nel '98, ad opera di Visco, operazione di cui nessuno parla, segnatamente a sinistra: colpisce grosso modo il giro d'affari, come l'IVA, con l'aliquota ordinaria del 3,9% (in origine del 4,25%). Un'imposta sconosciuta nel resto del mondo, che ora è identificata come "imposta sul lavoro", anche se a mio modesto avviso nella sostanza è un duplicato dell'IVA, almeno per imprenditori e lavoratori autonomi, pure se non compare in fattura. Il tutto per mantenere in piedi un faraonico sistema di gestione dello stato, che ha le sue “vette” in una "presidenza della Repubblica" che costa 240milioni all'anno (12 volte il p/te della Germania) e nella sostanziale irresponsabilità degli enti regione, come si è constato di recentemente nel Lazio e non solo. Anche un bambino dovrebbe capire che i costi dello stato devono essere ridotti, dato che con l'aumento delle imposte si va alla rovina, ma questo è un tasto che nessuno vuole toccare, non fa comodo alla "politica", a partire dai "palazzi". Per questo non lo può e non lo vuole capire neppure Letta, che vorrebbe durare, e con lui non lo vogliono capire i partiti che lo sostengono, … senza nessuna esclusione.

Duka

Mar, 24/09/2013 - 09:44

Doppio errore: MONTI e LETTA

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Mar, 24/09/2013 - 09:59

Napolitano non difende Letta, difende se stesso... E' lui il vero premier da tre anni a questa parte, ed è sempre lui che sta distruggendo l'Italia... Dimettiti comunista incapace!!!

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 24/09/2013 - 10:03

Riprovo. Concordo con “il saturato” e mi ripeto sul tema delle tasse. L'IVA dal 21 al 22% è un grosso salto, più di quanto possa pensare l'uomo della strada. Il fatto è che dagli anni '70 in poi vi è stata una corsa continua, inarrestabile, all'aumento delle tasse ed il punto di non ritorno è stata l' "invenzione" dell'IRAP nel '98, ad opera di Visco, operazione di cui nessuno parla, segnatamente a sinistra: colpisce grosso modo il giro d'affari, come l'IVA, con l'aliquota ordinaria del 3,9% (in origine del 4,25%). Un'imposta sconosciuta nel resto del mondo, che ora è identificata come "imposta sul lavoro", anche se a mio modesto avviso nella sostanza è un duplicato dell'IVA, almeno per imprenditori e lavoratori autonomi, pure se non compare in fattura. Il tutto per mantenere in piedi un faraonico sistema di gestione dello stato, che ha le sue “vette” in una "presidenza della Repubblica" che costa 240milioni all'anno (12 volte il p/te della Germania) e nella sostanziale irresponsabilità degli enti regione, come si è constato di recentemente nel Lazio e non solo. Anche un bambino dovrebbe capire che i costi dello stato devono essere ridotti, dato che con l'aumento delle imposte si va alla rovina, ma questo è un tasto che nessuno vuole toccare, non fa comodo alla "politica", a partire dai "palazzi". Per questo non lo può e non lo vuole capire neppure Letta, che vorrebbe durare, e con lui non lo vogliono capire i partiti che lo sostengono.

Gioa

Mar, 24/09/2013 - 10:33

SONO RIMASTI IN DUE....DUE SOLI...

comase

Mar, 24/09/2013 - 11:45

tutto conferma che questo paese è finito e fallito! Italiani si salvi chi puo' e.................speriamo in un Generale

enzo1944

Mar, 24/09/2013 - 12:04

............Per forza che il napoletano del Colle difende il suo giovane socio massone letta!...ce lo ha messo lui,dopo il flop disastroso del "bocconiano"monti,come lui massone da sempre!......Questi 3 signori,debbono rendere conto a Bilderberg,Trilaterale,Aspen Institute ed alle banche d'affari USA e CEE perchè si aspettano altri soldoni dei Contribuenti Italiani,per evitare il fallimento delle loro AMICHE BANCHE!.....Il mondo occidentale sta in piedi sul sistema bancario e perttanto non vuole che Banche falliscano(MPSiena docet)!....Anche se Papa Francesco ha detto,ancora ieri,che al centro del mondo c'è L'UOMO E NON I SOLDI!!.. Avete capito napolitano,monti e letta???!!!

scipione

Mar, 24/09/2013 - 12:24

ilsaturato,sono completamente d'accordo con la tua analisi : il cancro di questo Paese sono i sindacati,specialmente quello rosso della CGIL,oltre alla magistratura politicizzata che vuole sostituirsi alla politica e sconvolgere il democratico responso popolare per imporre un regime giustizialista rosso di stampo stalinista -leninista.Ma quello che e' piu' incomprensibile e sconvolgente e' che il presidente di confindustria Squinzi,poverino non sa in quali mani si e' messo,fa un documento comune con i sindacati,in testa la CGIL.Non si capisce piu' niente: l'Italia ormai e' un casino.

antoniociotto

Mar, 24/09/2013 - 14:23

la mummia che difende il ridicolo lacchè il quale non è stato eletto da nessuno. purtroppo fino a quando ci saranno altrettanti mummie e lacchè che votano per loro non ne usciremo da questa melma puzzolente.

gioch

Mar, 24/09/2013 - 14:52

Duka- Non è vero! L'errore è triplo: LA RIELEZIONE DI NAPOLITANO.