Ubriacone e impotente: i medici smontano il mito James BondPovero 007

Nei film e nei romanzi è l'agente segreto più aitante e focoso che ci sia, che si concede, ma solo qualche volta, vodka Martini «agitato, non mescolato». Ma nella realtà James Bond sarebbe stato un ubriacone impotente, con non pochi problemi di salute, tremori e un fegato a pezzi, fattori che avrebbero reso impossibili i celebri inseguimenti, le sparatorie e tantomeno le sessioni amorose. A demolire il mito di 007 sono stati alcuni medici inglesi, che si sono messi a contare i troppi drink sorseggiati nei 14 romanzi della saga letteraria. Colpa del padre della spia, Ian Fleming, noto per alzare il gomito, che si è ispirato alla propria vita per creare il personaggio. La somma dei drink tracannati da 007 è impietosa. Bond consumava in media 92 unità di alcol alla settimana, oltre quattro volte il limite massimo raccomandato. Insomma la spia di sua Maestà sarebbe stata quasi sempre troppo ubriaca per compiere le sue mirabolanti imprese. Da sobrio ha passato solo 12,5 giorni.