La valanga di primavera fa due morti

CuneoEra quasi mezzogiorno, quando un rumore sordo e spaventoso - per diversi interminabili secondi – ha rotto il silenzio che regnava nel canalone Lourousa, la parete più alta delle Alpi Marittime, al confine con la Francia a quasi 3mila metri, in Piemonte. Poco più di un attimo e un'escursione in montagna si è trasformata in tragedia.
Mancavano pochi metri alla cima, quando un gruppo composto da otto scialpinisti, cinque italiani e tre francesi, è stato travolto da una massa enorme di neve e trascinato giù per diverse centinaia di metri. La valanga si è staccata inaspettatamente, in una giornata in cui il pericolo era segnato come «basso o moderato» e rotolando verso valle ha continuato a caricarsi ed ingrandirsi sempre di più, diventando così un proiettile pesantissimo e pericoloso, formato da neve, terra e pietre. Tutta la comitiva tranne uno sciatore italiano, è stata travolta e ad avere la peggio sono stati Daniele Vottero Reis, 26 anni di Ivrea e Fabrizio Jacob 46 anni di Ciriè. Nonostante i soccorsi siano stati immediati per i due scialpinisti non c'è stato nulla da fare. Reis, residente a Ivrea, era un personaggio conosciuto, nome noto per le imprese da ultramaratoneta ed esperto di montagna. Lo scorso aveva vinto la Ultraskymarathon, una gara di endurance estremo che si disputa sul massiccio del Gran Paradiso.
Feriti in maniera grave ma non in pericolo di vita, due francesi e una ragazza di Cuorgnè, portati in elisoccorso all'ospedale Santa Croce di Cuneo. Le due vittime, invece, sono state trasferite nella camera mortuaria del cimitero di Valdieri, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Travolti solo parzialmente e rimasti fortunatamente illesi ma sotto choc altri due escursionisti, portati a valle dall'elicottero del Soccorso alpino. A dare l'allarme è stata una coppia di sciatori che ha assistito impotente al distacco del gigantesco fronte di neve, rimanendo miracolosamente illesa. «È stato spaventoso – spiega Linda, con la voce ancora tremante -. Io e il mio ragazzo eravamo a pochi metri di distanza dalla comitiva italo – francese, ad un certo punto abbiamo sentito un rumore fortissimo, un boato terrificante e quando abbiamo alzato gli occhi la valanga stava già scendendo, velocissima, verso valle. In pochi secondi ha travolto tutto e tutti. Abbiamo chiamato il 118, ma dalla vastità del fronte di neve si capiva che da là sotto qualcuno non sarebbe più uscito vivo».
Recuperare i corpi non è stato semplice per il soccorso alpino, anche se i due scialpinisti erano dotati del dispositivo Arval: le operazioni si sono concluse solo nel primo pomeriggio, grazie anche ad una squadra di cinofili della Guardia di Finanza che proprio ieri stava eseguendo un'esercitazione a pochi metri di distanza dal luogo in cui si è staccata la valanga. Inoltre, visto l'alto numero di escursionisti che hanno approfittato di una delle ultime giornate per praticare scialpinismo, le ricerche sono proseguite per diverse ore, per essere sicuri che nessun'altra persona fosse rimasta travolta.
Domenica era una bella giornata di sole, con temperature superiore alla media nel canalone Lourousa, del gruppo dell'Argentera che porta a Punta Gelas, ma niente lasciava presagire ad una simile tragedia, anche perché l'allerta valanga era molto bassa, a livello minimo. Le ultime nevicate, seguite dalla pioggia e gli sbalzi termici anche di molti gradi hanno evidentemente reso fragile il fronte di neve che si è staccato, travolgendo i sette escursionisti. Pochi minuti e sarebbero stati in vetta, una manciata di secondi che per Daniele Vottero Reis e Fabrizio Jacob hanno fatto la differenza tra la vita e la morte.