Il veneto che mette in sicurezza il Pentagono

L'azienda di Treviso vince anche l'appalto dell'Expo con i suoi tornelli "intelligenti"

Paolo Menuzzo è il presidente di Came

MilanoForse solo i suoi 6mila e dieci abitanti saprebbero indicare sulla cartina Dosson di Casier. È provincia di Treviso, terra di radicchio rosso. Ma non solo, visto che lì nasce anche una di quelle storie che tira su il morale. E per una volta rispolvera l'orgoglio di essere italiani. Perché la mission è una di quelle da non far dormire la notte: gestire 24 milioni di ingressi all'Expo di Milano del 2015 a cui vanno aggiunti 400 mezzi per la logistica ogni notte. Ovviamente nella massima velocità e, visti i tempi, soprattutto sicurezza.

A cimentarsi nell'impresa sarà Came Group, azienda nata quarant'anni fa da un'idea dell'attuale presidente Paolo Menuzzo per costruire automazioni per cancelli. Oggi è una multinazionale che lavora per il canale di Panama, l'aeroporto di Kuwait city, l'Università di san Paolo in Brasile e per molte ambasciate in tutto il mondo. Segrete molte installazioni ad alta sicurezza, ma a qualcuno dei responsabili Came scappano «i dissuasori del Pentagono a Washington». Un'attività che pur in tempi di crisi ha permesso anche nel 2013 di «assumere altre 39 persone».

Ma la novità è la creazione di uno speciale tornello appositamente realizzato per l'Expo e la cui ideazione «è stata affidata a un ragazzo di 27 anni». Miracoli del made in Italy e del genio italico mai sopito. E che, partendo dalla marca trevigiana, ha accettato la sfida di fare entrare e controllare ogni giorno 140mila persone, con punte di 250mila (una città come Brescia) su un'area grande come 150 campi da calcio. E per di più concentrate nelle prime due ore di apertura. Gli accessi saranno controllati da 250 tornelli automatici, 40 dei quali «a saloon» appositamente progettati per gestire l'ingresso dei visitatori diversamente abili. E poi automazioni per cancelli scorrevoli e per barriere stradali, oltre a 80 dissuasori per la protezione dei passaggi carrai. Un sistema integrato di controllo accessi che sarà monitorato anche attraverso 100 dispositivi palmari. Il nuovo tornello «intelligente» che emette anche segnali luminosi per daltonici, è ovviamente in grado di leggere tutti i diversi tipi di biglietto: cartaceo, Qr Code, Rfid o Nfc. Oltre a tablet, telefonino Telecom e carta di credito Banca Intesa. E in più un software per la lettura biometrica che permette l'ingresso esclusivamente a personale qualificato e abilitato. Un prodotto, spiega il manager Riccardo Samiolo, «che non darà nessun problema visto che il tornello è già stato collaudato con 45 milioni di ingressi». E per garantire la sicurezza le procedure saranno simili a quelle degli aeroporti con un passaggio attraverso l'archetto del metal detector.

Un'operazione, spiega il commissario e ad di Expo, Giuseppe Sala, per cui «Came mette a disposizione, tra materiali, prestazioni e cash, 5 milioni di euro». Perché, sottolineano i responsabili dell'azienda, «la grande scommessa è di essere partner di Expo e non semplici fornitori». Con il presidente Menuzzo che promette di «realizzare un modello tecnologico all'avanguardia in grado di anticipare e rispondere ai bisogni futuri delle strutture e infrastrutture urbanistiche». Anche perché in prospettiva c'è l'Expo del 2020 a Dubai, dove questa tecnologia potrebbe essere riutilizzata e sviluppata. «Noi a Dubai ci siamo andati vent'anni fa - racconta Menuzzo - solo perché avevamo colorato i telecomandi di verde Islam, ne vendevamo talmente tanti che non riuscivamo a produrli». C'erano tanti cancelli negli Emirati arabi? «No. Anche chi non aveva un cancello lo voleva. E lo usava come portachiavi».