La versione di Lady Matacena

"Non ho mai pensato che le domande di asilo potessero essere considerate una condotta illegale"

Scarpe da ginnastica, tuta e t-shirt a mezze maniche. Così era vestita oggi Chiara Rizzo, la moglie di Amedeo Matacena, quando nel carcere di Arghillà di Reggio Calabria ha incontrato il senatore Lucio Barani. La Rizzo ha avuto un colloquio con il parlamentare di circa venti minuti. La moglie di Matacena, secondo quanto riferito da Barani, è sembrata molto dimagrita ed era in lacrime mentre raccontava la sua storia. "La signora Rizzo - ha detto Barani - mi è sembrata molto provata. Più volte mi ha chiesto qual è lo scopo della detenzione preventiva, aggiungendomi di non aver fatto nulla di male. Francamente mi è sembrata molto giù di morale anche perché da quando è detenuta non ha più notizie di suo figlio minorenne. Non so se sta con la sorella. Non so chi si sta prendendo cura di lui".

Nel corso del colloquio la Rizzo ha poi aggiunto: "Non mi consentono nemmeno una telefonata con mio figlio minorenne. È davvero una situazione anomala. Io non ho fatto nulla di male. Amo la mia famiglia ed ora sono privata dei miei affetti. Nel carcere di Marsiglia sono stata tratta molto male. Mi hanno sistemato con alcune prostitute in condizioni davvero precarie. Non ho mai pensato che le domande di asilo potessero essere considerate una condotta illegale. Andavo a trovare mio marito perché lo amo e non pensavo che fosse un reato. Voglio bene alla mia famiglia e credo di non aver fatto nulla di sbagliato. Perché non dovevo andare a trovarlo? Ed ora mi tengono in carcere per questo motivo? Francamente mi sembra tutto assurdo".

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Ven, 06/06/2014 - 19:04

il rispetto, prima di tutto. un paese può arrestare chiunque, ma bisogna mettere in chiaro che il rispetto viene prima di tutto! poi, se è il caso, si cercano prove per mettere dentro una persona. solo in italia vale il contrario: prima si mette in carcere una persona, poi se si trovano le prove, si vedrà! ed infatti ci sono parecchi innocenti in carcere anche da 10-20 anni solo perché non ci sono prove: complimenti alla sinistra, che ha impedito a Berlusconi di fare la riforma di questo sistema giudiziario! complimenti vivi! davvero intelligentissimi!

angelomaria

Ven, 06/06/2014 - 19:08

e perfortuna una madre cosi? che imbarazzo!!!

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Ven, 06/06/2014 - 23:40

Cara sig.ra Rizzo,se ne faccia una ragione , le leggi in Italia e chi le applica sono come il Padre Eterno : imperscrutabili!!!!!!!!

gamma

Sab, 07/06/2014 - 08:09

Matacena è stato condannato per "Concorso esterno in associazione mafiosa". Questo strano reato che molti stati non riconoscono e che fa storcere il naso a molti giuristi. Infatti sembra un reato "passpartout". Cioè un reato per cui ti sbattono in galera sia nel caso uno sia il capo della mafia sia che uno abbia preso un caffè al bar accanto ad un mafioso e per puro caso ci abbia scambiato qualche parola. Poi basta che un pentito (ma sappiamo ormai che i pentiti dicono tutto quello che piace ai magistrati) dica che ricorda di averti visto a braccetto con il famoso capo mafia tal dei tali e giù la mannaia del concorso esterno in associazione mafiosa. Onestamente non conosco la vicenda di Matacena per cui non mi pronuncio sul merito. Dico solo che il reato per cui è stato condannato suscita parecchie perplessità. E questo reato suscita parecchie perplessità anche in molti giuristi italiani e non. Si fa notare che già nella dizione del reato vi è una contradizione in termini. Infatti o uno è associato alla mafia e allora ne fa parte internamente o non fa parte dell'associazione mafiosa e dunque non è associato a nulla. Recentemente anche l'alta corte di giustizia europea ha manifestato qualche dubbio nei confronti di questo reato. Infine perchè la Rizzo viene perseguità? Così come la moglie di un condannato non può testimoniare ne a favore ne contro il coniuge altrettanto non può essere perseguita per aver parlato o fatto visita al marito latitante all'estero e per giunta in un paese che non ha trattati di estradizione con l'Italia per cui in quel paese il marito è un turista qualsiasi? Sarebbe perseguibile se avesse compiuto essa stessa dei reati ma non mi sembra di averne sentito parlare. Il fatto poi che Matacena fosse un deputato del PDL francamente mi fa nascere qualche dubbio in più su tutta questa storia.

m.nanni

Mar, 10/06/2014 - 15:22

Peccato che una volta tanto non gli abbiamo dato ragione tutti alla Boldrini; istituire in Italia il reato di tortura. così da essere giudicato colui che ha spedito in mezzo alle prostitute di un carcere una persona non solo in attesa di giudizio ma ancora in attesa di essere interrogata da un giudice. non è tortura questa pratica giudiziaria commessa verso una mamma accusata di avere aiutato il marito condannato per un reato che in un Paese civile che non è l'Italia fa aborrire i giudici? se avesse aiutato uno di sinistra e avesse subìto il trauma della separazione del figlio minore, manco avesse ucciso a coltellate una persona, state tranquilli che la notizia non sarebbe declinata nel dormitorio mediatico italiano. povera Italia! e nessuno, ma proprio nessuno a FI ha coraggio di prendere posizione perchè teme l'accusa, come fosse una accusa, di difendere la decenza del diritto, la decenza di uno stato liberale, la decenza stessa del sistema giudiziario. siamo di fronte ad una esagerazione smisurata dell'azione dei magistrati; di sbattere in galera con spregio una persona per poi cercare le prove del reato. tanto, chi se ne frega, loro non rispondono mai a nessuno dei loro eccessi.