Viaggio tra gli umori della plateail reportage

Ci sono gli ex ragazzi della Dc, preparati e rampanti, che conquistano il palco d'onore del Meeting. Quelli di stretta osservanza ciellina e quelli che semplicemente simpatizzano con una platea che regala ascolto, attenzione mediatica, diritto di parola e di confronto. C'è la prima volta di Enrico Letta come ospite d'onore, dopo anni da «gregario responsabile» e da ufficiale di collegamento con il Pd. Un ruolo che il premier incarna con dimestichezza dialogando con i visitatori e incassando il regalo di una maglietta con la scritta «Io amo l'imprevisto».
Oltre all'asse degli ex ragazzi Dc c'è anche il nuovo caso Formigoni che accende le polveri polemiche. Dodici mesi fa, nel pieno della bufera giudiziaria, l'allora governatore lombardo era stato escluso dal programma e poi reinserito dietro rassicurazione di un discorso privo di asperità polemiche. Alla fine il Celeste tenne un intervento, basato proprio sulle sue vicende personali, che infiammò la base ciellina. Quest'anno, invece, per lui nessun microfono a disposizione. Un'assenza pesante visto che Formigoni vanta 70 presenze come relatore nelle precedenti 33 edizioni del Meeting. La giustificazione ufficiale? «Semplicemente quest'anno non è più governatore» dice il presidente della Compagnia delle Opere, Bernard Scholz. Secca e affilata la replica. «Una giustificazione patetica. Si tratta forse di umorismo tedesco che però non fa ridere nessuno». Formigoni, però, non si scoraggia. E quando entra nell'Auditorium che attende l'intervento di Letta incassa un applauso caloroso.
Ma al netto delle oscillazioni del sismografo dei rapporti interni, il motore del Meeting gira già a pieno regime, tra le migliaia di partecipanti accorsi da tutta Italia e i volontari - studenti, veterani, pensionati, professionisti - che si sono presi le ferie per offrire il loro contributo. Volontari che dopo il classico sprint delle ultime ore ora guardano soddisfatti quella che definiscono «la loro casa», visto che l'hanno contribuita a costruire. «Assistere al Meeting che fisicamente prende forma è sempre un'emozione grande». Nei loro pensieri più che la politica c'è la voglia di sentirsi parte di un grande progetto, di mettersi alla prova con un evento di portata internazionale. Qualcuno evoca una presenza per il prossimo anno, «è solo un sogno» spiega una ragazza «ma avere qui Papa Francesco sarebbe bellissimo». Nell'attesa sciami di volontari con maglietta di ordinanza - in vendita ci sono anche le t-shirt con i titoli dei precedenti Meeting - si spostano da un padiglione all'altro, dalla mostra «Sinfonia dal nuovo mondo. Un'Europa unita dall'Atlantico agli Urali» alla grande sala che ospita lo spettacolo teatrale dalle Confessioni di Sant'Agostino. Perché nel Meeting dell'«Emergenza Uomo» il caleidoscopio degli eventi non si ferma mai. E l'emergenza per questi ragazzi è, per dirla con Papa Francesco, «andare incontro a tutti senza aspettare che siano gli altri a cercarci».
FdF