LA VICENDAIn trappola nella fabbrica della morte

Due dicembre 2013. Una data tragica per un dramma del lavoro nero e dell'immigrazione nel distretto tessile cinese che probabilmente contiene la più grande contraddizione, appunto, tra immigrazione e sfruttamento nel lavoro. Morirono in sette, mentre lavoravano. I resti carbonizzati furono trovati i vigili del fuoco nel capannone dove aveva sede l'azienda tessile cinese, nella zona Macrolotto di Prato. All'inizio non fu nemmeno possibile determinarne il sesso. Erano incastrati sotto i detriti del tetto distrutto nel rogo. Uno di loro fu trovato con un braccio fuori dalla finestra che aveva rotto nel vano tentativo di salvarsi, per essere poi bloccato dalle sbarre dell'inferriata. A dare l'allarme fu un ex carabiniere. «Stavo passando con la mia auto - raccontò Leonardo Tuci - quando ho visto una colonna di fumo provenire dal capannone. Mi sono avvicinato e ho visto che c'erano alcuni cinesi che mi venivano incontro piangendo e urlando».