LA VICENDAUn'aggressione bestiale che scioccò tutta Italia

La storia di Kabobo, il ghanese di 31 anni, che lo scorso 11 maggio uccise a milano tre persone a colpi di piccone è nota a tutti. I giornali l' hanno raccontata ampiamente: gli era già stata notificata l'espulsione a causa del suo comportamento violento, ma era ancora in Italia perché, avendo fatto ricorso contro l' espulsione, era in attesa della sentenza definitiva. Kabobo era dunque un immigrato clandestino a cui non era stato riconosciuto lo stato di profugo: in un altro Paese europeo la sua espulsione sarebbe stata molto più rapida, in Italia, invece, le procedure sono lente e spesso non vengono fatte applicare dagli stessi magistrati come il reato di clandestinità prevederebbe. Il reato di clandestinità serve a distinguere gli immigrati che entrano legalmente in Italia per lavorare onestamente da quelli che, non avendo possibilità di impiego, finiscono quasi sempre col delinquere. Dopo la mattanza di Kabobo, per giorni infuriò la polemica. I cittadini non solo cercano di trovare un perché alla follia del gesto, davvero inspiegabile, ma anche un perché al fatto che il ghanese fosse ancora in Italia a spese dei cittadini.