Video del Cav tra i malati, è bufera

Milano Era solo questione di tempo. La caccia alle immagini di Silvio Berlusconi a tu per tu con i vecchietti di Cesano Boscone era iniziata il giorno stesso in cui il Cavaliere aveva messo per la prima volta piede alla Sacra Famiglia, la residenza per anziani e malati dove sconta facendo il volontario l'affidamento ai servizi sociali. Troppo ghiotta, la prospettiva di ritrarre un ex presidente del Consiglio riconvertito in aiuto infermiere. Così giornalisti e cameraman avevano messo in campo tutto il loro armamentario di astuzie e trucchi. E inevitabilmente, ecco il video. Complice l'inevitabile abbassamento della guardia portato dalla routine dell'ennesimo venerdì, il muro eretto a tutela della privacy del condannato e dei pazienti viene bucato senza troppi sforzi. E il film di Berlusconi in camice bianco viene venduto per mille euro al sito internet di Repubblica, dove scatena un uragano di clic.
Lui, il condannato, va detto che non ne esce affatto male. Ciò nonostante, la videoincursione nei reparti dei malati di Alzheimer suscita un vespaio di reazioni: sia dai difensori di Berlusconi, indignati per la violazione della riservatezza, sia dai vertici della Sacra Famiglia, che vedono neutralizzati gli sforzi fatti fin dal primo istante per arginare l'impatto mediatico della collaborazione con Berlusconi. E il fatto che l'autore dello scoop oltre ad essere un giornalista sia anche un politico di centrosinistra aumenta inevitabilmente il putiferio. A realizzare le immagini è stato Stefano Apuzzo, da sempre esponente ambientalista, oggi assessore renziano nella giunta di Rozzano, hinterland sud di Milano e a un tiro di schioppo da Cesano Boscone. Apuzzo si è infilato il camice bianco, si è piazzato una microcamera all'occhiello e si è presentato alla Sacra Famiglia, spiegando di fare il volontario in un'altra struttura e di essere interessato a trasferire lì una conoscente. E le porte si sono aperte. Comprese quelle - teoricamente blindate - del «San Pietro», il reparto dei malati di Alzheimer. E qui Apuzzo ha avuto agio di immortalare per diversi minuti il Cavaliere mentre arriva, si siede al tavolo, chiacchiera, si dà in qualche modo da fare. In sostanza: che perde tempo, ma lo fa in modo volonteroso e disciplinato. Il video viene messo in rete, su Youtube e sul sito di Repubblica, con tutti i volti oscurati tranne quello di Berlusconi.
È uno scoop che in molti avrebbero voluto fare, anche se in teoria potrebbe costare ad Apuzzo un procedimento disciplinare per violazione delle norme deontologiche che - mettendo fuori legge i vecchi escamotage dei cronisti - impongono al giornalista, tranne che in terre di guerra o di mafia, di qualificarsi. Intanto partono all'attacco Niccolò Ghedini e Franco Coppi, legali di fiducia di Berlusconi, che chiedono al Garante per la privacy di oscurare il clip sul sito di Repubblica: «L'accadimento - scrivono i due avvocati - è, ad ogni evidenza, di assoluta gravità essendosi realizzato un filmato ricomprendente il presidente Berlusconi ed anche alcuni pazienti e altro personale ivi presente, in clamorosa violazione delle più elementari normative sulla privacy, utilizzando mezzi nascosti ed invasivi». Poco dopo arriva la reazione dell'ospizio di Cesano: «Prenderemo tutte le iniziative necessarie a tutelare la riservatezza e la qualità della vita dei nostri ospiti», fanno sapere i vertici della Sacra Famiglia, che già nei primi giorni di visite di Berlusconi avevano annunciato una querela contro una troupe televisiva che si era introdotta nei reparti e aveva intervistato alcuni pazienti.