Vitalizio a Cuffaro in cella Regalo del governo MontiSTORIE ALL'ITALIANA

U n vitalizio da 6mila euro al mese. L'assemblea regionale siciliana lo paga da tre anni a Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione, oggi detenuto nel carcere romano di Rebibbia per scontare una condanna a 7 anni per favoreggiamento alla mafia. Uno scandalo sancito per legge. Non esiste alcuna norma che vieta la corresponsione del vitalizio agli ex parlamentari in cella. E nemmeno il regolamento approvato dall'Ars che recepisce il decreto Monti sui costi della politica avrà effetti su Cuffaro: la legge blocca i vitalizi solo per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione con la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Niente per i condannati in via definitiva per favoreggiamento alla mafia. «Non aggiungiamo sofferenza a sofferenze. Il vitalizio è frutto di leggi preesistenti, non dovute alla legislazione riferibile a Cuffaro. Siamo in presenza di un diritto acquisito» spiega l'avvocato di Cuffaro, Nino Caleca. L'ex governatore, a Palazzo d'Orleans per otto anni e dal gennaio 2011 in carcere a Roma riceve la pensione in qualità di ex deputato dell'Ars da tre anni, ovvero da quando è decaduto dal suo incarico di senatore a Palazzo Madama.