Per voce sola

Ma certo, noi lo diciamo da una vita che la concertazione non è una religione e che tantomeno è obbligatoria, un plauso quindi a Pietro Ichino che sul Corriere della Sera ha scritto questo: «La concertazione ha senso a condizione che il governo e le parti sociali abbiano fin dall’inizio una visione comune degli obiettivi da raggiungere e dei vincoli da rispettare. Se quella visione comune c’è, la concertazione è una risorsa preziosa; se non c’è, può portare alla paralisi». E che bello se i professori del Corriere avessero riservato eguali parole a categorie e voci che in definitiva non fossero solamente i tassisti. Che bello se avessero cotanta decisione, ora, nel decidere di saltare ogni concertazione pure con un’altra voce numericamente paragonabile ai tassisti e già da tempo nel mirino del professore capo Francesco Giavazzi: ossia i magistrati della giustizia civile, quella che in Italia chiude due mesi all’anno, aumenta i costi delle relazioni economiche, costringe a spostare i contratti all’estero, fa attendere cinque anni per una semplice insolvenza debitoria, gigantizza le spese legali per la gioia degli avvocati e la sostanziale indifferenza dei magistrati, soprattutto attribuisce a quest’ultimi, dopo Tangentopoli in particolare, praticamente ogni contenzioso del vivere civile. Ma noi attendiamo fiduciosi, stare all’opposizione può anche essere divertente.