Zanonato: «Annuncio in autunno». E Visco vede la ripresa: «Segnali dal prossimo trimestre»

Una ventata di ottimismo dopo la cautela dei ministri e dei banchieri del G20. La buona notizia l'ha data il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato. «Penso che all'inizio dell'autunno sarà possibile annunciare che non ci sarà un punto di Iva in più e non ci sarà l'Imu sulla prima casa», ha detto ieri sera al Tg1 aggiungendo che il governo sta lavorando per «stabilizzare» le misure prese prima dell'estate.
A Mosca, invece, il vertice dei Grandi si è concluso all'insegna delle solite formule convenzionali per descrivere uno scenario macroeconomico ancora molto critico. «L'economia mondiale resta troppo debole e la ripresa fragile e ineguale», recita il comunicato finale. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha tuttavia stemperato il pessimismo nei confronti del nostro Paese escludendo categoricamente che al vertice moscovita si sia parlato di «rischio Italia» nonostante le fibrillazioni generate dal caso Ablyazov e da quella spada di Damocle che la Cassazione fa pendere sul capo di Silvio Berlusconi. Anzi, Visco ha fatto di più, ha evidenziato come «le previsioni dicono che ci sarà un segnale di ripresa nel prossimo trimestre, anche se c'è uno sfondo di grande incertezza».
Questione politica e questione economica si tengono insieme. «Siamo in una fase critica. C'è un problema di stabilità istituzionale e politica che incide sulla capacità di cogliere le opportunità della ripresa», ha chiosato. La stasi dell'azione riformatrice è stata determinante per «una revisione del rating non coerente con i fondamentali». Ora, «la via maestra è quella di far ripartire l'economia» ma «ci vorrà un sacco di tempo» prima che l'Italia ritrovi «una crescita solida» perché «è da sei anni che non riesce a mettersi in carreggiata» e «sono trent'anni che non ci aggiustiamo con il resto del mondo».
Eppure basterebbe poco per «sintonizzarsi» con le economie più sviluppate: «il sistema bancario non presenta segni di preoccupazione eccessivi e la finanza pubblica è sotto controllo». Non ha torto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, quando afferma che «l'Italia meriterebbe uno spread migliore». Il problema è rappresentato dagli strumenti a disposizione. Visco ha insistito su un tema caro al presidente della Bce Draghi: «la frammentazione del mercato finanziario» che porta a una diversificazione dei fondamentali delle diverse economie di Eurolandia.
Per guarire queste distonie occorrerebbero interventi sul credito a lungo termine per «stimolare gli investimenti». La recente decisione della Bce di ampliare la gamma degli strumenti scambiabili dalle banche per ottenere liquidità a breve termine, infatti, «è positiva ma ha effetti limitati». E qui Visco ha concluso: si tratta di materie sulle quali Berlino ha diritto di veto. Molto più simpatico il siparietto con Saccomanni sulle privatizzazioni. «Abbiamo venduto tutto, non c'è più niente», ha scherzato Visco. Ironia amara.