Un intero stabile ostaggio del piromane «fantasma»

Incendia porte, auto e moto: forse è un vicino ma nessuna delle 304 famiglie lo denuncia per paura

Paola Fucilieri

Nel complesso di stabili di via Saint Bon, civico numero 6 (proprio davanti all’ospedale militare) abitano 304 famiglie divise su 12 scale, dalla A alla N. 303 di loro, da anni, si trovano in balia di uno strano tipo che, definire vandalo sarebbe riduttivo vista la complessa psicologia del personaggio in questione. Un uomo dall’aspetto innocuo e dall’atteggiamento spesso accomodante. Che però, non esita a rompere vetri, tagliare ruote alle auto, scassinare le porte delle cantine. Senza contare che, in passato, si è rivelato anche manesco.
Negli ultimi tempi, però, questo signore è peggiorato. E si è dato al fuoco. Periodicamente, ma solo nottetempo, vaga lungo le scale o nel cortile, leggero e invisibile come un fantasma, appiccando incendi alle porte dei vicini e alle loro vetture. Rischiando, come nel gennaio scorso, che ci scappi il morto.
I residenti del complesso sono tutti ben consci, da anni, che il «nemico» si annida proprio tra loro: è un residente del palazzo e sanno esattamente di chi si tratta. Il Nostro, infatti, agisce perlopiù in seguito a un rimbrotto subito da altri condomini, a una lamentela, a un rimprovero. A gennaio, ad esempio, ha appiccato fuoco alla porta dell’abitazione di una famiglia, padre, madre e figlia disabile costretta in carrozzella. La notizia fece scalpore (ma era accaduto già un mese prima a un’altra famiglia della stessa scala, nonché al deposito biciclette, ndr) perché era notte fonda e, solo ed esclusivamente il gatto di casa evitò il peggio: iniziò a miagolare senza sosta, svegliando i suoi padroni.
Una costante, inoltre, caratterizza, il soggetto in questione: quasi in preda a uno sdoppiamento di personalità, compiuto l’atto vandalico, si dà da fare come pochi altri ad attivare i soccorsi, a dare una mano per aiutare le persone colpite e in difficoltà. Insomma, si fa in quattro per i vicini di casa dopo aver causato loro dei danni. Oppure assume un atteggiamento ecumenico: «Le hanno tagliato le ruote dell’auto? Anche a me, sa? Ha un vetro rotto? Accidenti: è successo pure a casa mia. Ma chi sarà mai?».
«Dopo avere appiccato fuoco all’uscio dell’abitazione dove vive il gatto, infatti, fu proprio lui, in prima persona, a occuparsi delle cure alla coppia di anziani coinvolti. - raccontano i condomini - E ogni qualvolta danneggia un’auto è lì, pronto a fornire i pezzi di ricambio. Lasciandoci tutti ammutoliti. Lo conosciamo bene: dal 1990 lo abbiamo segnalato più volte ai carabinieri e al commissariato di zona, sperando che qualcuno potesse aiutarlo perché è chiaro che si tratta di una persona disturbata. Una regolare denuncia? Mai fatta. Temiamo troppo le ritorsioni da parte sua o della sua famiglia, i cui componenti già ci terrorizzano quando osiamo criticare qualcosa che loro stessi hanno fatto nello stabile e che non va. Oltre a noi residenti, nessun altro l’ha mai colto in flagranza. E chi lo ha denunciato, ha poi ritirato la querela, per ovvie ragioni».
Interpellando le forze dell’ordine scopriamo che la persona in questione ha precedenti per rapina (’94) e furto (’96) e che è stato indagato per evasione dagli arresti domiciliari nel 1998.
«Gli ultimi sviluppi» risalgono alla notte tra il 10 e l’11 settembre. Un incendio doloso, scoppiato nel cuore della notte, ha coinvolto diverse auto posteggiate in prossimità delle scale M e N. «Anche questa volta abbiamo rischiato di saltare tutti in aria - raccontano gli abitanti del palazzo -. Il fuoco si è esteso pericolosamente e i pompieri sono arrivati in ritardo. Naturalmente anche stavolta si è capito subito chi era il responsabile di quell’incendio: bastava guardarsi intorno e notare chi, dopo i pompieri, si stava dando più da fare... ».