Un interprete per D’Alema

Cuscinetto d’interposizione o «force de frappe»? Missione di pace o spedizione con alte probabilità di conflitto con le milizie terroriste? Sull’operazione Libano, finora, è stato detto tutto e il contrario di tutto. L’indecisione sembra regnare sovrana tanto all’Onu, quanto nelle cancellerie europee ora in attesa di una seconda «risoluzione» chiarificatrice. Ciò che preoccupa di più, però, è lo stato confusionale di casa nostra. L’ultimo esempio? «Repubblica» di ieri che a pagina 3 ospitava un lungo «colloquio» con il ministro degli Esteri Massimo D’Alema. «È giusto pretendere che gli hezbollah depongano le armi» affermava sicuro il vicepremier. Salvo poi scoprire, nel sommario virgolettato a corredo del pezzo, che per D’Alema «è giusto pretendere il disarmo di Hezbollah». Se non hanno capito neanche loro...