Dopo gli interrogatori rispunta il nome di Consorte

Le sinergie tra Fiorani e il presidente del gruppo assicurativo bolognese nel mirino della Procura milanese


Pochi conti privilegiati. Migliaia di persone sui cui depositi venivano spalmate le perdite della banca. Come funzionava la Popolare di Lodi, poi Popolare Italiana? Chi aveva messo a punto il sofisticato meccanismo che per anni Gianpiero Fiorani e i suoi collaboratori avrebbero utilizzato? Domande tecniche, perfino fiscali che necessitano di risposte altrettanto precise. Perfino noiose, ma utili per comprendere la finanza «creativa» di Lodi.
È facile prevedere che sarà molto lungo il lavoro di scavo solo delineato nel primo confronto fra Fiorani e i Pm. I magistrati sono rimasti scottati dai quattro precedenti interrogatori che pure avevano dato frutti importanti: fu in seguito alla deposizione del 31 agosto che il Governatore della banca d’Italia Antonio Fazio è stato poi iscritto nel registro degli indagati per insider trading. In precedenza, Fiorani aveva dato la sua disponibilità a spiegare, ma i Pm si sono trovati in un vicolo cieco e sono passati al contrattacco. Quanto sarà disposto a concedere l’ex signore di Lodi?
Sono molti i tavoli su cui può giocare: certo la pietanza più ghiotta è il legame speciale con il Governatore, ma Lodi avrebbe finanziato anche alcuni politici. E qui il discorso si fa incandescente.
Per evitare scivoloni, i Pm hanno messo a punto un metodo molto pratico: si comincia dai soldi, dai 70 milioni di euro, ma forse di più, messi al sicuro all’estero. Poi si studierà la composizione della banda criminale, come l’ha definita la Forleo, che guidava le mosse della Popolare. Chi ne faceva parte? Solo personaggi all’interno del perimetro della Popolare? Domanda cruciale che ne sottende, almeno come ipotesi, altre a cascata. Quali erano i rapporti fra Fiorani e i concertisti con cui aveva tentato la scalata dell’Antonveneta?. Quali erano le sinergie con Chicco Gnutti, con Stefano Ricucci, con Giovanni Consorte?
La liaison fra Fiorani e il capo della finanza rossa è uno degli argomenti che più interessano la Procura di Milano. E che aiutano a capire come operavano i furbetti del quartierino. Com’è possibile che Consorte abbia realizzato per cinque anni di fila speculazioni su speculazioni senza mai sbagliare un colpo? Finora i Pm avrebbero conteggiato dieci milioni di plusvalenze sospette, ma la ricognizione va avanti. Quanto era solido l’asse fra il numero uno dell’Unipol e il vertice della Popolare?
La settimana prossima gli interrogatori di Fiorani entreranno nel vivo. E la Procura cercherà la risposta ai molti quesiti sul tappeto.
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