Intervento riuscito, tutti tifano per la piccola Elisa

La bimba kosovara di nove mesi è stata operata ieri al cuore. Ancora 36 ore con il fiato sospeso

Marisa De Moliner

Il piccolo cuore di Elisa potrebbe avercela fatta. L’équipe di cardiochirurgia che ieri pomeriggio l’ha operata al Policlinico San Donato sta facendo il tifo per la bambina kosovara di soli nove mesi arrivata martedì nel nostro Paese con un volo militare da Pristina. L’intervento chirurgico è riuscito, e anche le condizioni generali della paziente fanno ben sperare. Tutto sta procedendo nel migliore dei modi, anche le pressioni polmonari, che tanto preoccupavano i medici, sono diminuite. Per tirare però un sospiro di sollievo bisognerà attendere 24-36 ore. Dopo di che Elisa rimarrà ancora un giorno o due in terapia intensiva, da dove sarà trasferita per una decina di giorni nel reparto di cardiochirurgia pediatrica.
«L’intervento è andato molto bene» ha commentato il primario della I divisione di cardiochirurgia Alessandro Frigiola ieri alle 18 all’uscita dalla sala operatoria dove per quattro ore ha riparato il cuoricino della piccola di origine albanese. «Sono stati chiusi due disturbi interventricolari - spiega il dottor Alessandro Giamberti, uno dei due assistenti che hanno affiancato il professore - è stata plasticata la valvola tricuspide ed è stata fatta una resezione di tessuti sotto la valvola polmonare». Se la buona riuscita del delicato intervento chirurgico rincuora, a tenere il fiato sospeso è il decorso post-operatorio che sta comunque superando le aspettative. «Per ora infatti - precisa il dottor Giamberti - non si è reso necessario ricorrere all’apparecchio che infonde l’ossido nidrico, un gas che serve a migliorare le funzioni polmonari». Il buon esito dell’operazione e del decorso post operatorio interessa diverse persone. A cominciare dal professor Frigiola, cui Elisa deve la vita non solo per averla operata, ma anche per averla scovata un mese fa, quando si era recato a Pristina per visitare l’ospedale locale. A tifare per la ripresa della piccola c’è naturalmente tutta l’équipe cardiochirurgica e i militari che, accompagnata dalla mamma, martedì sera, l’hanno trasportata in Italia a bordo di un aereo dello Stato Maggiore della Difesa.