Interviene Napolitano: «Parlamento in grossa difficoltà»

RomaAperture. Abbozzi di dialogo. «Spiragli», così li chiama Giorgio Napolitano quei timidi annusamenti tra Pdl e Pd sulla riforma del Parlamento. Oggi, spiega il capo dello Stato, «ci sono grossi problemi sulla funzionalità» delle Camere, degli intoppi che si riflettono inevitabilmente pure sulla qualità delle leggi. Eppure, «sembra che qualcosa si stia muovendo» verso una riscrittura della seconda parte della Costituzione. E si muove «nel senso auspicato, cioè la condivisione».
L’ottimismo del presidente nasce dall’offerta del Pd di discutere una semplificazione del sistema e dal rilancio della bozza Violante, sulla quale peraltro l’accordo di massima era già stato raggiunto da tempo. Forse è poco, ma anche tantissimo visto il clima negli ultimi tempi. Quantomeno, dall’ottica del Colle, può essere un punto di partenza. Il periodo è quello che è. «È chiaro che oggi ci sono grosse difficoltà», dice il capo dello Stato prima di lasciare Smirne. Stavolta non allude alle dichiarazioni di Schifani sulle elezioni anticipate mentre lui era ad Ankara. «Ho dormito sonni tranquilli. Devo deludere - racconta - chi ha scandagliato con misteriosi strumenti i miei stati d’animo sulla vicenda e mi ha immaginato quasi ossessionato dai flash di agenzia che venivano da Roma e ha ipotizzato conversazioni notturne». Nessun problema, niente irritazioni. Però a breve Napolitano riceverà al Quirinale il presidente del Senato per un faccia a faccia, spiegano i consiglieri, già programmato. «Quando rientrerò in Italia ascolterò e a quel punto avrò tempo per rispondere». Quanto alla compattezza del governo, «questo chiedetelo al premier».
Ma le «difficoltà» che adesso più lo premono sono quelle delle Camere che riguardano «l’operosità, la densità e la bontà» delle leggi, che ogni tanto infatti sbattono contro il muro della costituzionalità. «Io rispetto l’autonomia del Parlamento, i problemi che incontrano i presidenti delle assemblee per farle funzionare e per rendere il lavoro efficace e spedito ma sempre con la massima attenzione per tutti i diritti delle minoranze e per tutte le proposte delle opposizioni. È chiaro che oggi ci sono difficoltà in tal senso. Mi riservo di intervenire ancora su questo tema».
E lo farà, aggiunge, prima del 2013. Il viaggio in Turchia cade a metà del settennato ma per Napolitano è troppo presto per tracciare bilanci. «È sempre meglio farli alla fine. Il mio mandato è in pieno svolgimento e le linee guida non cambiano, le interpreto a seconda dei problemi che vengono sul tappeto. Sono più che mai convinto che si deve tenere fermo il traguardo della democrazia dell’alternanza che si basa sul reciproco riconoscimento tra forze e schieramenti diversi e sulla condivisione dei principi fondamentali e dei valori fondanti della Costituzione che nessuno mette in discussione. Altra cosa è la seconda parte della Costituzione che è modificabile». Difatti, conclude, «se ne discute da molto tempo».